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San Marino, Consiglio Grande e Generale: Centrale del latte e comandante Gendarmeria

da Redazione

Su quest’ultimo punto, tutta l’opposizione presenta un ordine del giorno che “impegna il governo a predisporre un riferimento sulle motivazioni sottostanti la delibera n.70 del 1 dicembre 2014 – quella sulla conferma dell’incarico al comandante Alessandro Gentili- e a sospenderla”. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

SAN MARINO – La seduta pomeridiana di lunedì è proseguita con il dibattito del comma comunicazione, sui temi già affrontati in mattinata: quindi Centrale del latte e conferma nomina del comandante della Gendarmeria in primis. Su quest’ultimo punto, tutta l’opposizione presenta un ordine del giorno che “impegna il governo a predisporre un riferimento sulle motivazioni sottostanti la delibera n.70 del 1 dicembre 2014 – quella sulla conferma dell’incarico al comandante Alessandro Gentili- e a sospenderla”.

Si passa quindi alle risposte dei segretari di Stato alle interpellanze, tra cui quella del consigliere Elena Tonnini di Rete “per conoscere i dettagli della privatizzazione della Centrale del Latte”.

I lavori della seduta pomeridiana proseguono quindi al Comma 4 con l’approvazione della”Proroga del termine di durata della Commissione Consiliare d’Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative legate alla vicenda ‘Cassa di Risparmio'”. Si passa poi al comma 5 ratifica dei decreti delegati. Il Consiglio Grande e Generale ha ratificato il primo decreto: “Profili di ruolo del settore pubblico allargato”. La discussione si interrotta al secondo decreto: “Attribuzioni al Capo del servizio di Protezione Civile del potere di ordinanza di cui all’articolo 42 della legge 19 luglio 1995 numero 87

L’Aula interrompe i lavori che riprenderanno in seduta notturna.

Di seguito una sintesi degli interventi.

Comma Comunicazioni.

Paride Andreoli, Ps: “Intervengo per sostenere l’ordine del giorno che andremo presentare contro il terrorismo ed esprimere solidarietà e condanna per i fatti avvenuti in Francia. Il collega Celli ha già esposto le motivazioni di tutto il gruppo socialista.

Altro argomento è la vendita della Centrale del latte, il cui metodo ci lascia perplessi, in quanto sembra che questa non sia oggetto di un vero e proprio appalto ma più di una trattativa privata tra amici. Chiedo disponibilità a svolgere un dibattito, un comma all’Ordine del giorno, dove lo stesso segretario possa, attraverso un riferimento, dirci cosa succede e come sta definendo la cessione della Centrale. Il segretario di Stato deve rispondere anche a un’interpellanza, al di là di una semplice risposta ci auguriamo di poter di affrontare in modo più ampio la questione.

Quindi vorrei riprendere il tema della Smac. Non trova concorde il gruppo socialista il passaggio alla Smac fiscale. Avremmo voluto più coraggio da parte del governo. Se il governo riteneva di affrontare la riforma fiscale per aumentare cespiti di entrata per lo Stato, da una parte c’è riuscito, ma resta da verificare che le categorie sono sul piede di guerra. C’è uno scontro tra le associazioni e resta da chiedersi se il governo intende continuare il percorso aperto. Non credo il governo possa rimangiarsi le azioni fatte, ma vedo che questo scontro prosegue. Credo ancora oggi che la scelta fatta nell’ambito della riforma tributaria doveva essere un’altra. La riforma credo non sia stata portata avanti con equità.
Credo fosse scontata la conferma del comandante della Gendarmeria, non entro nel merito delle motivazioni, ma ribadisco ai colleghi della maggioranza e ai membri di governo che sarebbe opportuno maggiore dialogo e chiarezza nelle scelte. Ci auguriamo possa essere definita presto e concludersi la verifica di maggioranza in corso e che all’interno dell’Aula possano giungere quegli obiettivi che la stessa si è data nella precedente seduta consiliare, quando ha sfornato la famosa ‘legge obiettivo San Marino'”.
Federico Pedini Amati, Ps: “Visto la presenza di un verifica di maggioranza in corso e le lamentele della mancanza di confronto sulla conferma del comandante, ci chiediamo che verifica si stia facendo. Come si fa a far passare la conferma di un comandante della Gendarmeria non discussa nemmeno con la maggioranza e decisa solo da qualcuno in ambito della verifica di governo? Come si fa a non parlare di una riconferma di questo tipo, senza parlarne all’interno della maggioranza? Mi sono stupito della delibera datata 1 dicembre, per cui la riconferma all’interno del Consiglio nella seduta di dicembre non è stata portata all’attenzione.
Il punto non è legato alla simpatia della persona ma a delle criticità che esistono e che si continua a non voler affrontare. Sulla mancata riorganizzazione dei corpi di polizia la relazione di Gentili aveva determinate indicazioni e il governo non l’ha voluta sposare in toto. 
Altre questioni, sono la discussione interna di Smrtv e la prossima riunione dei soci. Nella relazione del presidente Marcucci ci sono critiche dure che vanno comunque discusse e considerate in modo più ampio. Sarebbe bene spostare discorso in ambito istituzionale. Quind la Centrale del latte: sono preoccupato, trattare la gestione con privati non è cosa nuova. Mi preoccupo dell’incolumità dei dipendenti e della garanzia del prodotto. Va risolto il problema per mantenere in vita una centrale del latte che ritengo possa essere determinante per tutti quei settori interessati”.
Denise Bronzetti, Indipendente: “Quando ho saputo del rinnovo del generale Gentili ho manifestato il mio malumore. Il livello di comunicazione tra maggioranza e Governo non ha funzionato. Ho forti dubbi e perplessità su questa nomina. Quello che mi importa è entrare nel merito: dobbiamo verificare una situazione che sapevamo avrebbe creato qualche frizione all’interno dei gruppi di maggioranza. Altra tematica da affrontare è quella legata a Rtv. Di campanelli d’allarme ne sono arrivati tanti. E i colleghi dell’opposizione hanno proposto di convocare una riunione straordinaria della commissione preposta per ascoltare i vertici di Rtv. Di fronte a questa situazione e a quella relativa al generale della Gendarmeria non si può continuare a fare finta di niente”.
Franco Santi, C10: “Il segretario ci ha detto che la comunicazione della delibera sul generale Gentili è stata fatta in ritardo perché il Congresso di Stato ha fatto notare al segretario Valentini che basta una delibera del Congresso per approvare la nomina e non occorre attendere una delibera del Consiglio. Forse però i veri motivi erano altri. In commissione Antimafia e commissione Giustizia sono state sollevate problematiche collegate all’attività del generale Gentili. Per quanto riguarda la riforma dei Corpi Militari a un anno dalla sua nomina non si è visto ancora nulla. Anche a causa di visioni diverse all’interno della stessa maggioranza rispetto alla proposta inserita nella bozza di relazione presentata dal generale”.
Augusto Michelotti, Su: “Si prospetta una strage dei caprioli presenti a San Marino per ridurre la popolazione. E diminuire il numero di incidenti provocati dai caprioli. Farò tutto quello che posso per impedire questa barbaria tenendo conto che il nostro territorio è molto piccolo. E può accadere facilmente che la popolazione faunistica cambi velocemente ed allora diventa difficile capire se a provocare un incidente sia un capriolo italiano o sammarinese”.
Andrea Zafferani, C10: “Chiedo chiarimento al segretario Lonfernini sulla delibera del 18 settembre 2014 che riguarda l’incarico assegnato a una società per la redazione del piano esecutivo del porta a porta. Ci risulta che la fase operativa non sia ancora iniziata. Se il porta a porta deve entrare in vigore a fine anno, i tempi sono stretti. 
Su Rtv ritengo sia successa una cosa grave nella sostanza e strana nei modi. Trovo intelligente la richiesta di voler chiedere in Commissione Affari esteri un’audizione del presidente, del direttore e del collegio sindacale di SmRtv per capire cosa sta succedendo. 
Centrale del latte: non bisogna avere una posizione ideologica, ma sulla base di dati e prospettive. La conferma del comandante Gentili: è paradossale che un organismo nominato dal Consiglio debba essere confermato dal governo. La legge non disciplina esplicitamente gli ufficiali ma gli allievi. Per analogia, se questi devono essere confermati dal Consiglio, parimenti dovrebbero esserlo anche gli ufficiali. Non parlerei di leggi da cambiare ma di prassi distorte. Do lettura dell’ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi dell’opposizione e dal consigliere indipendente Luca Lazzari. ‘Il Consiglio Grande e Generale, a seguito della delibera del congresso di Stato n. 70 del 1 dicembre 2014 “Conferma incarico del generale Alessandro Gentili quale Comandante del corpo della Gendarmeris”, in considerazione che secondo i disposti della legge 12 novembre 1987 n.131 e del fatto che la nomina del comandante e la sua successiva promozione è avvenuta su deliberazioni del Consiglio Grande e Generale, impegna il governo a predisporre un riferimento sulle motivazioni sottostanti la delibera n.70 del 1 dicembre 2014 e a sospenderla; il Consiglio Grande e Generale, al fine di stabilire una corretta prassi nella nomina e conferma del comandante della Gendarmeria nel rispetto dei reciproci ruoli fra organo legislativo ed esecutivo, considerando il rilevante ruolo che ha il corpo della Gendarmeria; ritiene opportuno che ogni atto relativo a nomina,conferma, promozione degli appartententi al corpo della Gendarmeria sia di esclusiva pertinenza del Consiglio; si impegna all’inserimento di un comma alla prossima sessione del Consiglio per discutere sull’esito del periodo di prova del comandante della Gendarmeria e prendere le deliberazioni conseguenti’. E’ un esempio di coinvolgimento di tutta l’Aula rispetto queste decisioni. Non so come si concluderà la verifica di maggioranza, c’è un’analisi diversa della situazione da parte delle forze della coalizione e difficoltà ad agire, sul rilancio economico siamo ai minimi termini e c’è necessità di risolvere la questione. Il Paese non può stare in questo immobilismo. Il mio invito oggi è solo di finire questa verifica con qualcosa di serio e di diverso dall’andamento di questi ultimi due anni”.

Risposte ad alcune interpellanze all’ordine del giorno.

1)Interpellanza presentata dai Consiglieri Maria Luisa Berti, Massimo Cenci, Gian Nicola Berti, Nicola Renzi, Mario Lazzaro Venturini, Matteo Fiorini, Michele Muratori, Fabio Berardi, Denise Bronzetti, su contratti di locazione di lastrici solari o altri spazi per l’installazione di impianti di telecomunicazioni presso proprietà private in favore dell’Ecc.ma Camera e sulle intenzioni del Governo in merito.

Risponde Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio: “Di seguito la situazione dei contratti di locazione di lastrici solari o altri spazi per l’installazione di impianti di telecomunicazioni presso proprietà privata. Per quanto riguarda Telecom Italia, tutti i costi sono a carico esclusivo e integrale della società. Per quanto riguarda Telecom Italia Mobile, cioè Tim, la convenzione stipulata nel 2006 e in scadenza nel 2021 prevede che l’Eccellentissima Camera sia tenuta a mettere a disposizione tali siti a titolo gratuito. Entro giugno 2015 verranno rinegoziati alcuni aspetti di tale convenzione al fine di eliminare tale onere a carico dello Stato. Al momento si segnala un contratto particolarmente oneroso con l’Hotel Titano, per un canone annuo di 18.306 euro, oltre a un canone di 1.155,77 euro a Chiesanuova, in fase di disdetta. Quanto a San Marino Telecom, cioè Prima, sono in essere 7 contratti di locazione per l’uso di ripetitori radioelettrici. L’ammontare è di 7mila euro annuali per ogni sito. La scadenza è per il 31 dicembre 2016, salvo una eccezione, in scadenza il 20 marzo 2017. Quanto a Telenet, utilizza senza corrispondere un canone aggiuntivo di locazione alcuni locali dell’amministrazione. Il contratto è in fase di revisione. In generale si aggiungono poi alcuni siti per i quali non è mai stato stipulato alcun contratto di locazione, per i quali è in corso una revisione generale della situazione. Verrà inoltre eseguito un progetto tecnico che consentirà di raggiungere il macro obiettivo di definire un piano per le nuove localizzazioni e per la migliore localizzazione degli impianti esistenti”.

2) Interpellanza presentata dal consigliere Elena Tonnini, Rete, per conoscere i dettagli della privatizzazione della Centrale del Latte.
Risponde Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio: “Si allega copia del piano industriale presentato dai signori Bernardi di Valform. Quanto all’acquisizione di macchinari i titolari della ditta Valform hanno compiuto recentemente un sopralluogo e verificato che la maggior parte degli stessi siano obsoleti e non più rispondenti ai moderni standard di sicurezza.I titolari di Valform provvederanno dunque autonomamente all’acquisto di tutti i macchinari, moderni e in grado di assicurare in tutto la conformità alla normativa comunitaria, e formuleranno a breve una proposta in merito ai macchinari attualmente presenti in loco (…). L’avviso di presentazione di manifestazione di interesse e la delibera del congresso di Stato sono state pubblicizzate a San Marino nei confronti dei soggetti esterni che avevano evidenziato in precedenza in qualche modo un eventuale interesse all’acquisizione della centrale. La ditta Valform è entrata in contatto con la realtà sammarinese per tramite del presidente del Consorzio Terra di San Marino. Ha preso contatto con la segreteria di Stato a scorsa estate manifestando un interesse all’acquisto della centrale del latte. Prima di procedere al bando si è cercato di coinvolgere tutte le realtà sammarinesi che avrebbero potuto essere interessate all’acquisizione. Se l’obiettivo comune è di favorire la realizzazione di una filiera lattiero-casearia sammarinese, ci parrebbe essenziale che tutti contribuissero a tal fine. Altrimenti ci troveremmo prodotti a marchio sammarinese fatti con latte non sammarinese. Sono in corso trattative fra i soggetti interessati alla vicenda per individuare la migliore soluzione per tutti. In ogni caso la zona bianca resterà solo per ulteriori 4 anni, per poi scomparire definitivamente. Lo Stato è disposto a intervenire in un accordo a tre in cui si renda garante di impegni che possano tranquillizzare i produttori di latte. E’ in corso una trattativa per la tematica dei dipendenti, proprio per definire il numero degli stessi che resterà alla centrale e coloro che dovranno invece essere ricollocati. Stiamo lavorando affinché un buon numero possa restare alla Centrale. Il governo ha deliberato che l’edifico non è stato e non sarà messo a norma da parte dello Stato. Durante l’estate sono stati eseguiti solo i lavori di puntellamento per consentire la prosecuzione dell’attività ancora per qualche mese. Le autorità hanno eseguito sopralluoghi di recente e ne compieranno ogni 15 giorni e hanno comunicato alla sottoscritta che la centrale resta al momento agibile, certamente per alcuni mesi ancora. Il governo sta lavorando affinché venga garantita la continuità della produzione senza interruzione alcuna e allo stesso tempo affinché l produzione possa essere spostata in locali idonei in tempi brevi. L’immobile è in uno stato di avanzato degrado. E’ verosimile che sarà demolito e ricostruito. Lo Stato non ha provveduto a redigere alcun preventivo delle spese in quanto saranno totalmente a carico dell’aggiudicatario che avrà diritto a detrarle dal canone di locazione fino ad un importo massimo di 500 mila euro. Nel frattempo si intende procedere all’installazione di due prefabbricati attigui alla centrale, di cui uno a carattere temporaneo, per non interrompere la linea produttiva di nessun prodotto. Il governo non esclude l’idea di serate nei Castelli per informare la popolazione”. 
Elena Tonnini, Rete, replica: “Trasformeremo l’interpellanza in mozione. Chiedevamo di verificare responsabilità sui costi e sulla mancanza di interventi negli ultimi 20 anni. Le scelte erano già state fatte. L’urgenza non è nella struttura, la proroga tampona il problema. Lo Stato con la privatizzazione non si toglie dei costi. Il nuovo gestore terrà pochi dei 18 dipendenti dello Stato che costano 600 mila euro l’anno. Ci saranno sgravi. Poi non si risolve la questione della zona bianca. Se la centrale diventa privata la zona bianca per altri 4 anni pone problemi di libera imprenditorialità per i produttori”.

3) Interpellanza presentata dai Consiglieri Elena Tonnini e Luca Lazzari sui danni ambientali connessi al caso Fasea e sulle intenzioni del Governo
Risponde Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio: “Il laboratorio di sanità pubblica del dipartimento di prevenzione riferisce che effettua controlli analitici sulle acque superficiali destinante alla produzione di acqua potabile e sulle acque destinate al consumo umano e che le fonti di approvvigionamento e i punti di distribuzione sottoposti a monitoraggio sono identificati dall’A.A.S.S. All’epoca dei fatti dalla documentazione del Laboratorio risulta che la sorgente Aquino veniva controllata stagionalmente dal 2002 mentre mensilmente veniva controllato il punto di campionamento Sorgenti nella zona Fiorentino costituito dalla confluenza delle sorgenti di: Aquino, Teglio, San Giorgio, Pozzo Ceci e Gorgoscura. Dalle prove analitiche effettuate all’epoca dei fatti mai è emersa una contaminazione da sostanze chimiche tale da dover disporre il divieto di utilizzo di tale fonte. Il dipartimento di prevenzione non ha mai ricevuto segnalazioni dalla direzione A.A.S.S o direttamente dal personale tecnico della medesima azienda relativamente a presunte problematiche evidenziate a carico della sorgente Aquino. L’A.A.S.S riferisce che nel caso della sorgente Aquino non dispongono di analisi, ad eccezione di quella svolta dalla società NCR Biochemical in data 2 giugno 2003 riferita ai parametri di aspetto, conducibilità, alcalinità durezza totale fosforo e cloro solfuri. Il giudizio espresso riferiva di un “odore caratteristico che fa sorgere notevoli preoccupazioni sulla potabilità della fonte”. All’interno del servizio Acqua-Gas venne presa la decisione di mandare a scarico la sorgente il cui contributo all’approvvigionamento idrico era ed è quasi insignificante. I controlli sulle fonti naturali di approvvigionamento vengono effettuati dal Dipartimento di protezione sulle fonti naturali. All’epoca dei fatti non sono emersi casi di inquinamento di fonti naturali. Viene rispetta integralmente la procedura prevista dalla normativa vigente per il controllo sulle acque immesse nella rete pubblica. Nel Dipartimento di prevenzione i soggetti incaricati allo svolgimento delle determinazioni analitiche sono i tecnici operatori del Laboratorio di Sanità pubblica del dipartimento di prevenzione che operano secondo le norme vigenti. Da parte del dipartimento di prevenzione non sono stati effettuati rilievi nell’area interna e adiacente allo stabilimento in quanto non sono stati ravvisati rischi significativi. Era stato prescritto lo smaltimento dei rifiuti presenti nell’area. Per quanto riguarda l’oggetto sociale di Fasea si allega documentazione. Per quanto riguarda eventuali defiscalizzazioni l’ufficio Industria riferisce che dal 1990 ad oggi non risultano richieste della Fasea spa in merito ad imposte dirette, imposte indirette, credito agevolato. Il numero di dipendenti attuale è due. Quanto ai laboratori Protex la stessa risulta aver prestato servizio con le seguenti modalità: 1) Presso l’Aaslp 2) Presso servizi statali. L’I.S.S su riferimento anche della UOC Sanità Pubblica riferisce che un censimento epidemiologico ad oggi non può essere predisposto. E’possibile fare campionamenti per tenere monitorate le varie contaminazioni ambientali”.

4) Interpellanza presentata dai Consiglieri Franco Santi e Andrea Zafferani in merito al rilascio di certificati di malattia e alle visite fiscali, con riferimento a dipendenti sammarinesi e frontalieri. Risponde il segretario di Stato per la Sanità, Francesco Mussoni: 
”In merito all’interpellanza in oggetto, si riportano di seguito le risposte formulate dalla Uoc Medicina Legale sulla base delle domande da voi presentate:
1. Quanti certificati di malattia sono stati rilasciati dai medici di condotta sammarinesi negli ultimi 5 anni. Negli ultimi 5 anni (dallO Gennaio 201Oal 29 dicembre 2O14) i medici di condotta sammarinesi hanno rilasciato 94.513 certificati di malattia. 
2. quanti certificati di malattia sono stati rilasciati a dipendenti sammarinesi e a quanti frontalieri negli ultimi 5 anni. Nel caso dei frontalieri ovviamente ci si riferisce ai certificati rilasciati dai competenti medici italiani che hanno generato prestazioni rimborsate dall’ISS. Negli ultimi 5 anni (dal 1 gennaio 2010 al 29 dicembre 2014) sono stati rilasciati 93.409 certificati di malattia a dipendenti sammarinesi e 26.870 certificati di malattia a lavoratori frontalieri. 
3. Qual è la durata media del periodo di malattia dei dipendenti sammarinesi e frontalieri negli ultimi 5 anni. La durata media di malattia dei dipendenti sammarinesi negli ultimi 5 anni è stata di 7,39 giorni. La durata media di malattia dei lavoratori frontalieri negli ultimi 5 anni è stata di 8,41 giorni. 
4. Quanti certificati di malattia della durata di 1 o 2 giorni sono stai rilasciati negli ultimi 5 anni a dipendenti sammarinesi e frontalieri e quale la percentuale di differenza tra le due categorie. Nel caso dei frontalieri ci si riferisce sempre ai certificati rilasciati dai competenti medici italiani che hanno generato prestazioni rimborsate dall’ISS. Nel periodo 10 Gennaio 2010-31 ottobre 2014 sono stati rilasciati: 20.128 certificati di 1 giorno a lavoratori residenti e 3.424 certificati di 1 giorno a lavoratori frontalieri; 19.278 certificati di 2 giorni a lavoratori residenti e 4.645 certificati di 2 giorni rilasciati a lavoratori frontalieri. 
5. Quante sono state le malattie pagate a11’86% ed al 100% negli ultimi 5 anni suddividendo fra sammarinesi e frontalieri. Per i lavoratori sammarinesi nel periodo 10 gennaio 2010-31 ottobre 2014 1’89,43% dei certificati di malattia aveva una prognosi inferiore ai 14 giorni e quindi retribuiti all’86%; il 10,57% dei certificati aveva una prognosi superiore a 14 giorni (in questo caso i primi 14 giorni sono stati pagati all’86% e i giorni successivi al 100%) ; Per i lavoratori frontalieri nel periodo 10 gennaio 2010-31 ottobre 2014 il 90,18% dei certificati aveva una prognosi inferiore a 14 giorni e quindi retribuiti a11’86%; il 9,82% aveva una prognosi superiore a 14 giorni (in questo caso i primi 14 giorni sono stati pagati a11’86% e i giorni successivi al 100%). 
6. qual è stato il costo complessivo pagato dall’ISS per malattia negli ultimi 5 anni. Si comunicano i costi delle malattie relativi agli ultimi 5 anni:
2009 €15.772.027,19
2010 €14.654.599,66 
2011 €14.641.009,66 
2012 €13.648.765,15 
2013 €12.884.274,53 
Il dato riferito all’anno 2014 non è disponibile al momento in quanto i dati sono in fase di lavorazione. 
 9. Quanti controlli sono stati eseguiti in territorio sammarinese ed italiano negli ultimi 5 anni, eventualmente anche in collaborazione di organismi italiani, per verificare la reale presenza di malattia del dipendente ed il rispetto degli orari fiscali. I controlli effettuati nel periodo 10 gennaio 2010-30novembre 2014 sono stati: controlli fiscali domiciliari a San Marino: 7646
controlli fiscali domiciliari in Italia: 3848
visite ambulatoriali: 1780 
10. quanti sono stati i casi negli ultimi 5 anni, di dipendenti in malattia ai quali è stata revocata la mutua J quanti erano residenti e quanti frontalieri. Negli ultimi 5 anni (dal 1 gennaio 2010 al 30 novembre 2014) sono stati emessi 2898 provvedimenti di sospensione dei quali 1008 emessi nei confronti di cittadini residenti nel territorio della Repubblica e 1890 nei confronti di cittadini frontalieri. 
11. quanti ricorsi sono stati presentati da utenti che non sono stati trovati durante gli orari di visita fiscale presso il proprio domicilio. Le sospensioni di JET a causa di assenza a domicilio negli ultimi 5 anni (dal 1 gennaio 2010 al 30 novembre 2014) sono state 865. Di questi hanno presentato ricorso al Consiglio per la Previdenza 257 lavoratori (30%)”.

5) Interpellanza presentata dal Consigliere Gian Matteo Zeppa sulle Raccomandazioni del GRECO e sugli adempimenti successivi alla realizzazione del questionario relativo alla percezione della corruzione in Repubblica. 
Risponde il segretario di Stato agli Affari Esteri, Pasquale Valentini: “1)Le risposte al questionario sono continuate a pervenire ben oltre il termine del 31 luglio 2014 e sono in fase di elaborazione da parte dei competenti uffici dell’amministrazione. Successivamente il gruppo di lavoro del Greco provvederà ad elaborare una sintesi delle risposte che dovrà comunque essere compiuta in attuazione degli esiti del rapporto di conformità su San Marino relativo al primo e secondo ciclo di valutazione congiunti entro e non oltre il 31 dicembre 2015. Termine entro il quale San Marino dovrà presentare al Greco le nuove informazioni che andranno ad aggiornare la situazione attuale e che serviranno per la preparazione del secondo rapporto di conformità atteso nel 2016. 3) i risultati del questionario saranno certamente resi noti alla popolazione e divulgati opportunamente. 4) Il Governo ha già trasposto in progetti concreti di intervento quanto indicato dal Cgg nell’ordine del giorno del 21 marzo 2012, tramite cui il Parlamento sammarinese aveva fatto proprie le 16 raccomandazioni emanate dal Greco nei confronti di San Marino. 5) La spesa per la realizzazione e l’invio del questionario sulla percezione della corruzione nella Repubblica preventivata in 7 mila euro a consuntivo è stata complessivamente pari a 2.886 euro. 6-7-8) Il Congresso di Stato ha facoltà di concedere il nulla osta all’esercizio di attività in determinati settori merceologici che rappresentano comunque una percentuale minima delle attività della Repubblica. Tuttavia si riconosce la necessità di rivedere tale procedura al fine di superare o limitare ulteriormente tale facoltà evidenziando che si procederà solo dopo aver aggiornato la Legge 95 del 18 giugno 2008, presumibilmente dopo il primo semestre 2015. La Segreteria di Stato all’Industria ha già avviato il lavoro di studio sulla possibilità di tali modifiche consapevoli al contempo che definire tale facoltà un potere concessorio non è corretto in quanto le finalità sono legate sia al contingentamento di alcuni settori delicati sia al particolare effetto che questi possono avere sulla nostra economia e sul sistema paese. Il sistema di autorizzazione di alcuni settori merceologici non è da confondere con le revoche delle licenze attuate sulla base di relazioni degli uffici di controllo ma anche tale possibilità verrà riesaminata all’interno della riforma della norma”.
Il consigliere Zeppa trasforma l’interpellanza in mozione.

Comma 4. Proroga del termine di durata della Commissione Consiliare d’Inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative legate alla vicenda “Cassa di Risparmio”. La richiesta di proroga è stata approvata,

Comma 5. Ratifica decreti delegati.

Ratifica decreto delegato A22 ottobre 2014 n.165 – Profili di Ruolo del Settore Pubblico Allargato.

Giancarlo Venturini, Segretario di Stato agli Affari Interni: Il presente decreto dà attuazione alla “Riforma della struttura e del modello organizzativo della struttura pubblica” nella parte in cui istituisce i profili di ruolo in raccordo con la riforma dei titoli di studio, “Revisione e aggiornamento dei titoli di studio”. Si tratta di un importante tassello della riforma che dota la Pubblica Amministrazione di fasce funzionali trasversali, per consentirle di raggiungere l’obiettivo del superamento del rigido mansionario e rendere sempre più flessibile l’utilizzo delle risorse umane, in un’ottica di possibilità di allocare il personale sulle base delle competenze e delle professionalità possedute nell’ambito del Settore Pubblico Allargato e non più del singolo ufficio, per una amministrazione sempre più integrata. Si è provveduto a declinare in profili di ruolo tutte le attività riconducibili alle funzioni ausiliarie e di supporto operativo nel settore pubblico allargato oggi regolamentate dal contratto privatistico del 21 febbraio 1992; ciò in considerazione della modifica introdotta dalla legge sullo stato giuridico del personale del settore pubblico allargato, che ha superato il rapporto di ruolo sostituendolo con la tipologia dell’incarico a tempo indeterminato, rapporto di lavoro che già intrattiene detto personale, nonché in considerazione dell’opportunità di riallineare medesime mansioni oggi svolte da personale soggetto a condizioni contrattuali differenti. Le caratteristiche professionali richieste sono anche funzionali al sistema di valutazione delle prestazioni, per giungere concretamente al riconoscimento del merito dei dipendenti, e alla crescita professionale in termini di competenze acquisite, per offrire opportunità di carriera. La declinazione dei profili di ruolo può in caso di necessità essere ulteriormente specificata, in relazione ai titoli e alle conoscenze necessarie per l’espletamento di particolari attività nell’ambito della definizione del fabbisogno, ed integrata da nuovi profili. E’ stato previsto che la declinazione dei profili di ruolo possa essere oggetto di verifica e modifica nell’ambito dei successivi decreti e atti di perfezionamento della riforma. Altro aspetto significativo del decreto è il percorso di riconversione del personale inquadrato in profili di ruolo soppressi, che dimostra l’attenzione sia verso il dipendente che rispetto alle esigenze di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse dell’amministrazione pubblica.

Tony Margiotta (Su): Abbiamo presentato un emendamento e entreremo più nello specifico durante l’analisi dell’articolato. Troviamo lacune in questo decreto. Lacune a cui si potevano trovare soluzioni. Crediamo fermamente ad esempio che la linea della nuova P.A. passi anche per la valorizzazione delle risorse che esistono già all’interno dell’amministrazione e dunque riteniamo sia necessario inserire strumenti idonei a dare maggiore peso e importanza alle capacità dei dipendenti e non solo al periodo di anzianità. Si poteva fare molto di più. La P.A. deve essere il motore di questo territorio.

Mimma Zavoli, Civico 10: Il decreto ha richiesto un tempo estremamente lungo per la sua definizione. Tempo che poteva essere utilizzato in maniera più proficua, magari con una condensazione dei profili di ruolo, che invece sono estremamente frammentati, con posizioni sovrapponibili. E’ arrivato il momento di disegnare una Pa al passo con i tempi. La Pa è al centro di una serie di pensieri e azioni non sempre positive da parte di gran parte della popolazione. Si poteva dimostrare che la Pa poteva dare un supporto importante. Bisognava definire il fabbisogno prima di approfondire le mansioni, anzi i profili di ruolo, per capire cosa abbiamo in casa. E’ come comprare i mobili prima di comprare la casa. Dobbiamo capire cosa si vuole fare diventare la Pa. La formazione del personale della Pa è fondamentale. Ho guardato i dati sul grado di istruzione dei dipendenti, che è medio basso a confronto di altre amministrazioni.

Valeria Ciavatta (Alleanza Popolare): Il decreto ha natura tecnica e burocratica. Può essere considerato deludente, perché alcuni aspetti vengono rinviati. La segreteria ha fatto valutazioni di opportunità, il sindacato penso abbia consigliato di rinviare ad altri momenti alcune decisioni. C’è ancora la logica del posto. E’ quindi da aggiustare con una concezione legata alla mobilità del personale in base alle esigenze degli uffici e non dei singoli. Il superamento della titolarità del posto è già presente. Se si vuole introdurre la meritocrazia (non solo nelle leggi ma anche nella pratica), per esempio, per lo spostamento dei dipendenti verso livelli superiori non deve contare l’anzianità del servizio ma la qualità del servizio. Concordo con Zavoli sulla necessità della formazione. Le risorse economiche sono scarse e vengono tagliate dove c’è meno emergenza. Sarebbe stato impossibile fare prima il fabbisogno e poi i profili di ruolo. Questo rimane un provvedimento tecnico non entusiasmante. Un domani, quando si farà il fabbisogno, molte cose dovranno essere predisposte in modo che le forze del Consiglio possano vedere, alla luce dei tasselli adottati, quali cambiamenti attuati nella Pa e nel settore pubblico allargato possono essere di ispirazione in settori che nella Pa non ci sono, come i corpi di polizia.

Andrea Zafferani, Civico 10: E’ indubbio che i profili di ruolo, anche se mi sarei concentrato prima sul fabbisogno, ci portano ad analizzare un aspetto importante sugli aspetti cambiati nella scorsa legislatura. Prima vigeva il concetto di inamovibilità del posto, ora invece a seconda delle esigenze dell’amministrazione non è così. Il nuovo regime retributivo tenta un avvicinamento fra pubblico impiego e privato. Si parla anche dell’introduzione dei risultati raggiunti dal dipendente e di una parte della retribuzione legata alla produttività. Questo almeno nelle intenzioni. Mi sembra di vedere un’infinità di profili di ruolo con dettagli particolareggianti sui compiti che deve svolgere. Siamo quindi lontani dal privato, dove i compiti sono definiti con meno precisione. Il provvedimento è tecnico, l’impressione è che ci si stia concentrando sul concetto della definizione esatta e specifica piuttosto che sul servizio all’utenza e alla sua soddisfazione. Non vedo l’attenzione al servizio e al suo svolgimento con soddisfazione e celerità. Mi viene da chiedere se il cittadino in questi anni si è accorto che qualcosa è cambiato. Mi chiedo se le imprese ritengono di avere di fronte un alleato o ancora un rallentatore dell’investitore e dell’investimento, quindi un ostacolo. Rilevo che nella descrizione dei profili di ruolo c’è un grande uso di aggettivi per descrivere le competenze. Servivano meno profili, e più snelli.

Segretario di Stato Venturini: Abbiamo ritenuto opportuno fare prima i profili di ruolo e poi il fabbisogno anche se sono cose che vanno di pari passo. Altrimenti avremmo dovuto fare il fabbisogno sulle qualifiche e non sui profili di ruolo. Passiamo da 200/250 mansionabili a circa 30/35 e una trentina nell’Iss. Ridotti in modo specifico per raggiungere una maggiore intercambiabilità ed utilizzo delle risorse umane. Un altro aspetto importante è quello legato alla Formazione: aspetto fondamentale. Tanto è vero che anche nel giugno scorso abbiamo definito un accordo con l’Università di San Marino e Urbino per procedere alla formazione dei dipendenti della P.A.

Tony Margiotta (Su): Abbiamo presentato un emendamento all’articolo 4. Se si valuta attraverso il fabbisogno che determinati profili di ruolo siano in esubero ci deve essere una riconversione o uno spostamento per poter valorizzare il dipendenti stesso. Non possiamo che all’interno del servizio rimanga un profilo di ruolo non necessario. Chiediamo di sopprimere la parte ” oppure permane nel Pdr ad esaurimento. In ogni caso devono essere privilegiati i percorsi di riconversione rispetto all’inquadramento in pdr ad esaurimento”.

Segretario di Stato Venturini: L’emendamento a mio avviso non può essere accolto. Non è escluso che pur definendo questi percorsi qualche profilo di ruolo possa essere non previsto. Anzi credo sia auspicato dal documento sulla spending review. L’emendamento pur evidenziando un problema che può essere reale non può essere accolto.

L’emendamento presentato all’articolo 4 soppressivo del comma 1 da Cittadinanza Attiva è respinto.

All’allegato A è stato presentato dal Governo un emendamento parzialmente soppressivo. Segretario di Stato Venturini: Sopprimiamo 5 profili perché si sono ravvisati in questi incontri con i sindacati una serie di problematiche ovvero che serve una maggiore specializzazione che doveva essere definita successivamente nell’ambito del Fabbisogno. Il confronto con le organizzazioni sindacali è ancora in corso e qualora l’esito dovesse essere favorevole valuteremo se riproporlo.

L’emendamento è approvato.

All’allegato B è stato presentato dal Governo un emendamento modificativo. Andiamo a eliminare errori formali.

L’emendamento è approvato

Il decreto è ratificato.

Ratifica decreto legge 23 ottobre 2014 n.166 – Attribuzione al Capo del Servizio di Protezione Civile del potere di ordinanza di cui all’articolo 42 della Legge 19 luglio 1995 n. 87.

Elena Tonnini (Rete): La presentazione di un emendamento da parte del Governo mi permette di fare qualche domanda. Il dissesto idrogeologico inizia a presentarsi in maniera prepotente nel nostro territorio. Serve una politica attiva di prevenzione dal dissesto idrogeologico. Dovremmo attuare una pianificazione territoriale più precisa non basata più su interventi solo spot. E dovremmo anche evitare azioni di disboscamento.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Noi avevamo fatto un’interpellanza sulla questione della Protezione Civile. Non vuole essere un attacco a Fabio Berardi. Ma potrebbe esserci un’incompatibilità: ruolo professionale di geologo non coincida con quello di capo della Protezione civile (che può dare il via alla demolizione di un manufatto). Paradossalmente per come è scritto il decreto il Capo della Protezione Civile potrebbe essere la stessa figura del geologo. C’è incompatibilità tra ruolo istituzionale e quello professionale.

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