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Antonio Albanese, da Zeman alla politica

da Redazione

Il poliedrico artista ha aperto la stagione 2015 del teatro Nuovo di Dogana con lo spettacolo “Personaggi”, one man show che riconcilia la platea con la scena.

 

di Alessandro Carli

 

Quasi 15 anni passati lontani dalla televisione. E’ abbastanza bizzarro il destino degli artisti: osannati nei momenti di massima visibilità, e poi quasi d’incanto non li vedi più. Fine anni Ottanta, nel tallone d’Italia una squadra di calcio incanta tutti con il suo gioco: è il Foggia di Zeman, quello di Signori e Baiano. Antonio Albanese tira fuori dal cilindro, per i tre Gialappi, Frengo, ultrà del Foggia e appassionato della filosofia dell’allenatore boemo. I resoconti sportivi di Frengo-e-stop sulle gare della squadra pugliese assumono contorni surreali che sfociano nell’idealizzazione mistica dell’evento sportivo. Numerose sue frasi rivolte ai suoi interlocutori principali, cioè i tre della Gialappa’s, sono entrati nell’immaginario collettivo, insieme ad alcuni termini inventati di sana pianta ispirati alle voci dialettali del Tavoliere.

Per quasi 20 anni Albanese non si era più fatto vedere. Poi, nel 2011, dopo aver rodato il personaggio da Fabio Fazio, esce nei cinema “Qualunquemente”, in cui dà voce e corpo a Cetto La Qualunque. Successo straordinario (il film non è una critica al berlusconismo ma a un modo multipartisan di fare politica) e rilancio di Albanese. Forte della ritrovata (e meritata) popolarità, il poliedrico artista ha aperto la stagione 2015 del teatro Nuovo di Dogana con lo spettacolo “Personaggi”, one man show che riconcilia la platea con la scena.

Il monologo ha dimostrato la grande padronanza di Albanese della parola, che passa e cambia toni e accenti in base ai personaggi messi in scena – da Epifanio passando per Ottimista, il Sommelier, Cetto, Alex Drastico e Perego – fedeli archetipi della società contemporanea. Sono antieroi, quelli che l’attore ha portato a San Marino e che il pubblico ha applaudito, ai quali ci si affeziona, come novelli Paperini, sfortunati ma sempre pronti a ripartire.

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