Home NotizieSan Marino San Marino, UNAS: gli artigiani alle prese con la “giornata nera” della SMAC

San Marino, UNAS: gli artigiani alle prese con la “giornata nera” della SMAC

da Redazione

Loretta Menicucci: “Con Pos bloccato ritardi e disagi per clienti, attività danneggiate”.

 

SAN MARINO – Gravi disagi e numerosi inciampi per il debutto del sistema “Smac card”: a pochi giorni dall’obbligo di certificazione elettronica dei ricavi infatti, scattato il primo gennaio, gli operatori si sono già ritrovati ad affrontare gravi problemi tecnici che hanno paralizzato le proprie attività.

A farne le spese in prima persona è stata anche Loretta Menicucci, presidente UNAS, Unione Nazionale degli Artigiani Sammarinesi, e numerosi artigiani, alle prese con la “giornata nera” della Smac. Sabato scorso infatti, giorno della settimana generalmente impegnativo per le attività commerciali e artigianali, dopo un avvio regolare delle “strisciate” della Smac, il Pos si è improvvisamente bloccato, generando difficoltà e ritardi nella gestione della clientela. Il malfunzionamento del Post è stato vissuto da numerosi titolari di attività artigianali che hanno contattato il presidente UNAS per esprimere il loro disagio.

Di ben poco aiuto sono state le telefonate al numero verde: non un operatore, ma una risposta “automatica” si è limitata a registrare la segnalazione e a fornire rassicurazioni sulla risoluzione del problema.

Per assolvere agli obblighi di legge, agli Artigiani non è restato che ricorrere al Portale Smac, anche se, per la complessità delle operazioni richieste e il tempo speso, “questo strumento non si sposa affatto con le esigenze lavorative di chi deve fare diverse operazioni”, sottolinea Menicucci.

Quanto è avvenuto sabato in definitiva “ha danneggiato le piccole-medie attività artigianali”. E a rendere ancora più inaccettabile la situazione è che “si è realizzato- stigmatizza il presidente UNAS- quanto temuto e fatto presente da tempo ad amministratori e politici”. Ovvero, “è da oltre un anno- prosegue- che abbiamo illustrato a segreteria di Stato e ad uffici competenti le possibili difficoltà di applicazione di questo strumento fiscale”.

Per farvi fronte diverse sono state le proposte avanzate dagli Artigiani per agevolare le piccole-medie imprese nell’adeguamento agli obblighi di trasmissione fiscale, ma “non sono minimamente ascoltate”. Dall’introduzione del registratore di cassa, alla trasmissione dei corrispettivi on line a fine giornata, ma soprattutto, “avevamo chiesto- continua Menicucci- di collaudare il sistema prima di renderlo operativo”.

Ora, le conseguenze innescate dai Pos bloccati “dimostrano tutta la superficialità- denuncia Menicucci- con cui si è introdotto un sistema fiscale troppo complesso per la nostra realtà”, a cui si aggiungono le carenze infrastrutturali di linee telefoniche e reti Internet. “Con il sistema Smac- lamenta in definitiva la portavoce degli Artigiani- non sono stati centrati obiettivi essenziali, quali il raggiungimento di una fiscalità uguale per tutti, semplice e attuabile”. Invece “ho vissuto sulla mia pelle- aggiunge- una situazione ingestibile di cui nessuno renderà conto e di cui nessuno si prenderà la responsabilità”.

Eppure il momento resta davvero difficile per le piccole-medie imprese che affrontano già una crisi economica: “Non è davvero il caso- prosegue- di metterle in ginocchio aumentando il peso della burocrazia e della contabilità”.

Il resoconto di “una giornata da dimenticare” per gli Artigiani sarà quindi portato al tavolo di Palazzo Begni venerdì prossimo, nell’incontro previsto alla segreteria di Stato per le Finanze in cui si dovrà fare il punto proprio sulle difficoltà applicative del sistema Smac. E da quell’appuntamento “non usciremo- assicura Menicucci- senza prima aver trovato una soluzione”.

Sarà chiesto conto delle responsabilità di questa situazione, anticipa il presidente Unas, ma si lavorerà anche su una bozza di Intesa sulle sanzioni. “Chiederemo di non applicarle in questa fase, è prima fondamentale che il sistema funzioni”.

Gli imprenditori seri non sono contro la fiscalità, ribadisce il presidente UNAS: “Ma su questo aspetto il governo è sordo-conclude- non ascolta le nostre proposte e ora i soldi e il tempo speso per la Smac sono stati inutili, ci ritroviamo alla prese con un sistema ingestibile e con tutto quello che temevamo”.

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