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San Marino, lavoro nero, settore servizi è ad alto rischio

da Redazione

Luciano Menicucci (security patrol): “Troppi escamotage, pochi controlli”.

 

SAN MARINO – Siano fatte rispettare le regole alle aziende e non solo quelle sull’uso della “Smac”. Chi fa impresa seriamente è infatti molto preoccupato per il mancato rispetto delle norme sul lavoro e dall’inadeguatezza dei relativi controlli, a causa dei pesanti effetti della concorrenza sleale in tempi di crisi. Luciano Menicucci, titolare della Security Patrol, istituto di vigilanza privata, lancia infatti l’allarme per un settore, quello dei servizi offerti a imprese, pubbliche o private, che definisce “ad alto rischio” di abusivismo, fenomeno accentuato negli ultimi anni di crisi economica sul Titano.

In particolare, Menicucci segnala il crescente ricorso a personale abusivo da parte di chi offre servizi di vigilanza privata “non rispettando i requisiti professionali previsti dalle norme vigenti”. In pratica, per assolvere a una funzione delicata, come ad esempio il controllo di manifestazioni con grande bacino d’utenza, vengono impiegate persone reclutate in maniera improvvisata, senza nessuna conoscenza delle norme di sicurezza o antincendio. Non solo: il personale sempre più spesso risulta assoldato a titolo gratuito, in qualità di “socio simpatizzante”. Si tratta solo di un escamotage che maschera di fatto il lavoro nero e che si ripercuote pesantemente sui livelli occupazionali delle aziende rispettose della legge. Risulta sempre più difficile quindi fronteggiare un mercato caratterizzato da “un abusivismo incontrollato- spiega Menicucci- che opera senza rispettare regole e onorare contributi per i lavoratori, riuscendo così ad offrire servizi a un costo molto più basso di chi opera con serietà”.

In questo modo “decine di servizi e opportunità di lavoro negli anni sono venuti a mancare agli istituti di vigilanza- lamenta l’imprenditore- a dispetto di quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti”. Numerose sono le segnalazioni fatte negli ultimi anni all’Ispettorato del Lavoro su un fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti, “senza ottenere però nessun riscontro”, stigmatizza Menicucci. E anche Unas, associazione di categoria che riunisce gli artigiani sammarinesi, ha fatto presente la gravità della situazione sul fronte del lavoro nero che ha raggiunto livelli inaccettabili.

L’ultima segnalazione riguarda una recente esposizione canina, che si è tenuta a Rovereta, in cui dieci persone sono state impiegate per il servizio di sicurezza e vigilanza in qualità di soci simpatizzanti, pur indossando le tipiche pettorine con la scritta “security”. Pare incredibile, fa notare l’imprenditore sammarinese, che venga affidata a dei semplici volontari la sicurezza di una manifestazione con notevole affluenza di pubblico e partecipanti, considerata a rischio per quanto avvenuto in un’edizione precedente a seguito dell’avvelenamento di alcuni cani. Di qui il sospetto che i vigilanti impiegati non fossero semplici “soci simpatizzanti” ma personale abusivo.

Di fronte al dilagare del fenomeno, verso cui gli organi competenti paiono impotenti e che i sindacati pongono in secondo piano, il titolare dell’istituto di vigilanza lancia una proposta: se infatti un’associazione sindacale intende attivare un ufficio per ricevere le segnalazioni dei cittadini sul mancato uso della Smac, alimentando pregiudizi invece di pensare a difendere il lavoro regolare, “noi- fa sapere- preferiamo invitare chiunque a denunciare situazioni di abusivismo, in qualunque settore, attraverso segnalazioni nella nostra pagina Facebook ‘Istituto di Vigilanza Security Patrol'”. Dopo un’attenta verifica sulla loro veridicità, lo stesso titolare provvederà a compiere i dovuti passi per la segnalazione agli organi competenti e alla loro pubblicazione.

 

c.s.

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