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San Marino: il credito documentario, garanzia per le imprese

da Redazione

L’11 giugno il seminario organizzato da BSI e Camera di Commercio. Antonio Di Meo: “Conoscenza e collaborazione sono la chiave di questa operazione”.

 

di Loris Pironi

 

Per le imprese in generale e soprattutto per le imprese che operano in ambito internazionale con Paesi lontani che magari non fanno parte delle rotte commerciali più classiche, uno dei problemi principali è quello di riuscire a farsi pagare regolarmente. O di ricevere la merce acquistata, senza sorprese negative. Per riuscire in questa che talvolta può configurarsi come un’impresa vera e propria esistono strumenti a disposizione degli imprenditori. Banca Sammarinese di Investimento, in collaborazione con Camera di Commercio di San Marino, ha organizzato per l’11 giugno (Sala Montelupo) un seminario dedicato al credito documentario, tenuto da Antonio Di Meo, titolare dello Studio Di Meo di Padova, uno dei principali esperti della materia.

 

Direttamente al professor Di Meo chiediamo di spiegare che cosa si intende per credito documentario.


“Si tratta di una forma di pagamento che permette al venditore di ottenere l’impegno a farsi pagare la fornitura non direttamente dal cliente estero ma da una banca di quel Paese. La banca, che tecnicamente si chiama banca emittente, si assume un impegno irrevocabile a favore del venditore, subordinato alla presentazione conforme da parte del venditore dei documenti prescritti nel credito documentario, che attestino l’effettiva consegna della merce”.

 

E di che tipo di accordi si tratta?


“Semplicemente la tipologia della merce, la quantità pattuita, il prezzo, i tempi e i termini della consegna, da che luogo di partenza la merce deve essere spedita e la destinazione finale: i normali accordi che regolano una transazione commerciale”.

 

E la banca naturalmente viene pagata per garantire che la transazione vada a buon fine.


“Naturalmente questa è una forma di pagamento che ha un costo, ma in compenso la copertura totale del rischio commerciale è a carico della banca emittente. Il compratore su esplicita richiesta del venditore può chiedere alla banca che emetterà il credito, che lo stesso sia emesso con conferma. Ciò vuol dire che la banca confermante, la banca del venditore, si assumerà il rischio paese, il rischio banca e il rischio documenti, impegnandosi lei stessa direttamente nei confronti del venditore ad onorare il credito in presenza di documenti conformi”.

 

In una transazione basata sui documenti quanto è importante il fattore umano?


“È assolutamente fondamentale. Le banche che offrono questo servizio devono avere un ufficio esteri qualificato, perché il credito documentario è la forma di pagamento che in assoluto richiede la più alta capacità esperienza e competenza. Non solo ci sono norme internazionali complesse da rispettare (le norme ed usi uniformi relative ai crediti della Camera di Commercio Internazionale), ma c’è anche una prassi codificata sempre dalla Camera di Commercio Internazionale per favorire una accettazione uniforme dei documenti. I funzionari della banca devono non solo stabilire un rapporto fiduciario con il cliente, consigliandolo e offrendogli la migliore consulenza per produrre la documentazione corretta, ma devono anche stabilire un rapporto con i colleghi della banca estera. La conoscenza e la collaborazione sono gli elementi chiave di questa delicata operazione”.

 

Esistono Paesi che presentano rischi maggiori? Se il cliente, o il fornitore, operano proprio in questi Paesi, come si può tutelare ulteriormente la transazione?


“Sono state codificate otto categorie diverse di rischio in cui sono inquadrati tutti i Paesi. Si va dalla categoria 0 che comprende Stati come la Germania, la Francia e l’Italia, fino ad arrivare a nazioni considerate altamente instabili. Più aumentano i fattori di rischio paese, più aumentano i costi. Poi ci sono Paesi troppo rischiosi per cui ci potrebbero essere banche che rifiutano di assumersi l’impegno. A questo punto cosa fare? Se proprio non è possibile farsi pagare in anticipo magari può intervenire una terza banca, anche di un altro Paese, che magari per via di convenzioni specifiche con quel Paese o altro ancora entra in gioco e garantisce l’operazione con l’assunzione dell’impegno diretto nei confronti del venditore. È piuttosto infrequente, ma può accadere anche questo”.

 

Un’ultima domanda. A chi si rivolge il seminario dell’11 giugno?


“A tutte quelle aziende che operano con l’estero, senza un particolare ordine di settore o di dimensioni, e che chiedono di essere pagate con lettere di credito. Ma anche a funzionari di banche che hanno un proprio ufficio estero e che dunque possono trovarsi a dover gestire questo particolare tipo di operazione”.

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