Home categoriePolitica San Marino, Consiglio Grande e Generale: incentivazione efficienza energetica

San Marino, Consiglio Grande e Generale: incentivazione efficienza energetica

da Redazione

Alla fine dell’esame il progetto di legge viene approvato con 29 voti favorevoli, 1 contrario e 13 astenuti. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

L’esame del progetto di legge per la promozione e incentivazione dell’efficienza energetica riapre i lavori del Consiglio grande e generale nell’ultimo giorno di seduta. Si riparte dagli ultimi interventi dei consiglieri iscritti a parlare per poi entrare nel concreto del testo formato da 41 articoli e 11 allegati. Alla fine dell’esame il progetto di legge viene approvato con 29 voti favorevoli, 1 contrario e 13 astenuti.

All’articolo 2, “Autorità di regolazione per i servizi pubblici e l’energia”, Nicola Renzi di Ap, rispondendo agli interventi di alcuni consiglieri di opposizione chiarisce che “se per l’accesso a questi organismi facessimo bandi pubblici ci precluderemmo la possibilità di portare a San Marino alte professionalità. Sull’imparzialità delle nomine lavoriamo su un doppio binario: prima l’individuazione del congresso di Stato poi la nomina del Consiglio grande e generale. All’articolo 3, “Definizioni”, Elena Tonnini di Rete solleva per la prima volta la questione delle biomasse e dei terreni agricoli marginali che potranno esser utilizzati per produrle. Si tratta, replica il segretario di Stato Fiorini di “interventi minimali e non sono previsti processi di combustione”.

Dibattuto anche l’articolo 4, “Ambito di applicazione della legge”. Tonnini di Rete sottolinea che si parla di ricostruzione ma non di conversione e mancano le indicazioni temporali sui decreti. “Un’interpretazione fuorviante”, secondo Gerardo Giovagnoli del Psd: “Non sono indicate priorità”. Franco Santi di C10 ribadisce che le attività produttive sono escluse dagli obblighi sulla riduzione dei consumi, pur essendo le più energivore. “Una scelta politica, comunque non definitiva”, replica Nicola Renzi di Ap.

All’articolo 7, “Sistema informativo nazionale sammarinese sull’efficienza energetica degli edifici”, ancora Santi di C10, sottolinea che “l’Upa e l’ufficio per l’Edilizia sono determinanti per garantire l’efficacia di questa legge e quindi speriamo che vengano resi pienamente funzionali nel più breve tempo possibile”. “Questa legge- risponde Fiorini- viene scritta e pensata con già in mente il quadro finale delle competenze”.

All’articolo 25, “Installazione di dispositivi per la regolamentazione del flusso dei rubinetti, delle docce e delle cassette di scarico”, Tonnini di Rete sottolinea che “si parla di obblighi per il risparmio idrico, quando ci sono ingenti sprechi a livello di condutture. C’è l’intenzione di agire presto?”. Il segretario di Stato per i Rapporti con l’Aass, Teodoro Lonfernini, replica che è già stato avviato un monitoraggio di tutto il sistema delle condotte per avere una proiezione globale in vista dell’estate.

All’articolo 31 bis, “Programma di Diagnosi Energetica Industriale e strumenti incentivanti”, Tonnini di Rete ribadisce come si faccia “un passo indietro. Prima era previsto un decreto per l’obbligo di audit energetico per le imprese maggiormente energivore. Ora vengono previsti incentivi per farlo”. Il segretario di Stato Fiorini conferma la linea scelta: “Non volevamo dare il colpo di grazia a certe aziende”.

All’articolo 32 bis, “Incentivi per impianti a biomasse e per la produzione di energia da Fer nel settore agricolo”, interviene ancora una volta Tonnini di Rete per sottolineare che la richiesta dell’articolo viene da agricoltori e allevatori, “ma si parla di masse forestali. Inoltre o si fa il biogas o si fa il compost”. Augusto Michelotti di Su esprime invece “timori per possibili speculazioni e disagi per la collettività. Servono limiti precisi”. Servirà dunque, gli fa eco Gian Matteo Zeppa di Rete, “confronto con tutte le forze politiche”. Per rassicurare sulle intenzioni del provvedimento prende parola Giovagnoli del Psd: “Si parla di incentivi, che non saranno copiosi. L’intenzione è prendere in considerazione le biomasse come rinnovabili e prevedere limiti per non abusare del verde e per impianti piccoli”. La disponibilità al confronto la garantisce il segretario di Stato.

All’articolo 33, “Conto energia”, Roberto Ciavatta di Rete ricorda che in Italia è stato eliminato in quanto si sono di molto abbassati i costi per un impianto fotovoltaico: “Qual è l’obiettivo del suo mantenimento?”, chiede. Mentre Marco Podeschi dell’Upr critica in parte la previsione di una tassazione dell’utile per chi produce energia e sottolinea che non si conoscono i costi di smaltimento per gli impianti obsoleti. Per il Psd Giovagnoli replica che “rispetto all’Italia le tariffe sull’energia rendono meno favorevole lo scambio. Le cifre verranno stabilite tramite decreto”. “Da un alto rimendiamo a un errore del passato, dall’altro il conto energia è ancora utile e comunque si assottiglia sempre più”. Al successivo articolo, “Società energetica”, esponenti di Rete e Su lamentano possibili distorsioni.

All’articolo 37, “Commissione per l’efficienza energetica in edilizia”, Rete conferma la sua contrarietà per l’ennesimo ente creato. “Non ci sono aggravi di costi. Diamo potere a un gruppo di persone già coinvolte dalla legge di confrontarsi per rivedere eventualmente alcuni aspetti burocratici e formali”, replica il segretario di Stato Fiorini.

Passo successivo la seconda lettura del progetto di legge per gli interventi a favore della famiglia. Il dibattito preliminare registra 21 iscritti, anche se non tutti prendono la parola. Terminato si passa all’esame del breve articolato che viene approvato con 32 voti favorevoli, 1 contrario e 16 astenuti.

 

Di seguito un riassunto degli interventi

 

Progetto di legge “Riforma della Legge n.72 del 7 maggio 2008 – Promozione incentivazione dell’efficienza energetica degli edifici e dell’impiego di energie rinnovabili in ambito civile e industriale”. Approvato (29 Sì, 1 No, 13 astenuti).

 

Augusto Michelotti, Su: “Gli interventi di ripristino del territorio e la riqualificazione edilizia devono caratterizzare gli interventi. Per parlare di efficienza energetica occorre partire dal risparmio e lo Stato deve dare l’esempio e dimostrarsi virtuoso. E noi potremmo essere i più virtuosi. La legge del 2008 andava rivista, gli aggiornamenti dovrebbero essere semestrali. Il settore va veloce, tira. Alcune cose della legge vanno ritarate, ma ci vuole e va attuata il più possibile. Occorre ridimensionare il ruolo di certe attività ,anche statali, che non hanno interesse al risparmio e a tutelare il cittadino”.

 

Gerardo Giovagnoli, Psd: “Il provvedimento in oggetto coglie l’opportunità di sistemare il campo. Dagli interventi emergono un clima e delle considerazioni positive. Ci allineiamo alle migliori esperienze internazionali. Occorre prestare attenzione agli incentivi. La legge migliora molti aspetti, per esempio il consumo in ambito pubblico. Nei consumi domestici è l’utente che fa la differenza. Abbiamo però inserito la certificazione obbligatoria per la compravendita. Discutere di riduzione dei consumi energetici nel settore edilizio deve aprirci ad altri capitoli, come l’importazione di energia”.

 

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Tutta la parte riguardante le incentivazioni fiscali ed economiche ha già avuto una sua parte importante nel favorire l’applicazione della Legge. La Legge va anche a definire una classificazione energetica più chiara degli edifici: elemento che poi tenderà a valorizzare o a dequalificare gli edifici che verranno costruiti in futuro. La questione energetica è prima di tutto culturale. Certamente va anche fatto altro e certamente dobbiamo fare in modo che la Legge prenda piede in maniera più forte. Il pubblico può certamente dare una mano mettendo a disposizione degli incentivi ma dobbiamo prima di tutto essere noi a dare un esempio virtuoso: ognuno di noi nella propria casa può risparmiare acqua, energia, gas contribuendo a diminuire il consumo energetico della comunità”.

 

Dichiarazioni di voto

 

Gerardo Giovagnoli, Psd: “A nome della maggioranza dichiaro il voto favorevole al provvedimento che stabilisce ordine e aggiorna la normativa sul risparmio energetico. Ringrazio il segretario di Stato per il lavoro e per il confronto. La normativa unisce più che dividere. C’è più attenzione ai consumi, c’è facilità di lettura dei risultati. C’è l’obbligo per gli edifici nuovi di tenere una certa qualità. I decreti lo completeranno, precisando la portata numerica tecnica ed economica degli incentivi e dei requisiti”.

 

Franco Santi, C10: “Questo provvedimento nasce con il preciso obiettivo di riduzione dei consumi. Ne consegue la ripresa del settore edile. Sono introdotti elementi di misurazione che ci diranno se è centrata. E’ un primo tassello, ma non centra in maniera completa la riduzione dei consumi. Auspichiamo che i decreti delegati e i regolamenti siano predisposti al più presto per completare il quadro di regole. Ci asterremo”.

 

Augusto Michelotti, Su: “Auspico che i criteri rimangano precisi nell’attuazione per avere una politica veramente strategica sul settore. La legge deve essere uguale per tutti. Non faccio un processo alle intenzioni, gli obiettivi della legge sono importanti e mi auguro possa raggiungerli. Ringrazio il segretario di Stato per averci trattato come dovrebbe sempre essere. Molte nostre proposte sono state accettate e si è potuto discutere. Ci asterremo”.

 

Marco Podeschi, Upr: “Dichiaro la nostra astensione. Ho apprezzato l’atteggiamento del segretario di Stato. Le fa onore avere rivisto in tempi celeri questo progetto di legge, spero che la maggioranza e chi la sostituirà abbiano la capacità di sviluppare tutte le parti dell’articolato e che si intervenga sull’Autorità di regolazione dei servizi pubblici”.

 

Elena Tonnini, Rete: “Il metodo ha voluto dire molto. E anche a livello di contenuto la legge porta molte cose positive. Riordina la normativa e cerca di indicare una via verso la riqualificazione degli edifici. Forse non sarà sempre facilmente applicabile. Si punta molto ancora sulle nuove costruzioni e poco sull’esistente, specie per le grandi industrie energivore. Siamo titubanti anche sulle biomasse. Lasciamo libero il voto”.

 

Stefano Canti, Pdcs: “Ringrazio il segretario di Stato per il lavoro svolto. Il testo migliora la legge esistente”.

 

Nicola Renzi, Ap: “Abbiamo dimostrato che il lavoro è stato approfondito in tutte le sue fasi. Merito del segretario di Stato Fiorini e di chi ha partecipato al confronto, non solo tra le parti politiche. Le dichiarazioni di voto danno l’idea che se ci si confronta sul merito dei problemi si riesce a definire dei testi utili. Questa legge favorisce le riqualificazioni energetiche e la cultura ambientale, e cerca di dare nuova linfa al settore dell’edilizia”.

 

Progetto di legge “Modifiche ed integrazioni alla Legge 20 ottobre 2003 n.137 (Interventi a sostegno della Famiglia)”. Approvato (32 Sì, 1 No, 16 astenuti)

 

Stefano Canti, relatore unico, Pdcs: “Questo progetto di Legge stato esaminato dalla Commissione Sanità, Previdenza e Sicurezza sociale in un clima di massima partecipazione e condivisione a dimostrazione che il tema della famiglia rappresenta un chiaro motivo di aggregazione per le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione. Il testo di legge è frutto anche delle sollecitazioni che ci sono giunte dalle associazioni legate all’ambiente della Famiglia ed in particolare dai cittadini che hanno firmato l’istanza d’Arengo numero 23 del 7 ottobre 2012 da cui è scaturito l’ordine del giorno approvato dal Consiglio nel 2013. Il punto di partenza è stato il fatto che il quadro normativo relativo al sostegno alle famiglie era insufficiente nel riconoscere diritti a quelle famiglie che avessero voluto intraprendere percorsi di adozione o affidamento. Il presupposto è che la ratio di questa normativa deve partire dal riconoscimento della famiglia quale nucleo naturale e fondamentale della società, soggetto destinatario di diritti e tutele da parte dello Stato. Detto ciò però era prioritario promuovere l’armonizzazione tra la vita famigliare e la vita lavorativa con congedi parentali e coperture sociali, comprendendo in ciò l’adozione e l’affidamento. Il progetto di Legge introduce importanti novità: 1) viene garantito ad entrambi i genitori il diritto di assentarsi dal lavoro durante tutto il percorso di affidamento del bambino 2) A entrambi i genitori viene riconosciuta la possibilità di usufruire di permessi non retribuiti durante tutto l’iter burocratico dell’adozione e permessi non retribuiti in caso di malattia del figlio. Abbiamo accolto un emendamento della minoranza che prevede il diritto di astensione congiunto dal lavoro attraverso presentazione di apposita domanda al Comitato Esecutivo dell’I.S.S. Non solo. A tutela di quelle famiglie che si prendono cura dei figli con problematiche particolari (disabilità o patologie riconosciuta), che necessitano di accompagno, la Commissione ha concordato 4 giorni al mese a titolo di permesso retribuito. Nonostante il clima di condivisione va segnalata l’astensione dei partiti di minoranza”.

 

Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Famiglia: “C’è stato un clima di grande collaborazione in commissione. Siamo riusciti a trovare una sintesi politica positiva che va al di là di una visione politica di parte. Un progetto di Legge che amplia sostegno alle famiglie che vogliono ricorrere a adozione o affidamento. Una previsione di strumenti tecnici legati a flessibilità degli orari di lavoro che amplia la possibilità delle famiglie di godere della necessaria qualità della vita. Sarà nostro compito poi affrontare con apposito progetto di Legge anche il tema della disabilità”.

 

Mariella Mularoni, Pdcs: “E’ un intervento importante a sostegno delle famiglie che vogliono ricorrere a un percorso di adozione o affidamento. L’istituto dell’adozione si pone quale risposta a situazioni di disagio e in molti casi rappresenta un mezzo per garantire al bambino il pieno sviluppo psico-fisico. Sostegno dunque a quelle famiglie che decidono di accogliere un minore nella propria casa. Positiva la concessione del congedo parentale anche in caso di adozioni o affidamento. Assicurare i diritti fondamentali dei minori e accompagnare la loro crescita sono doveri inderogabili di ogni paese democratico”.

 

Franco Santi, C10: “Come sottolineato dal relatore di maggioranza nell’affrontare il provvedimento in oggetto la commissione ha registrato un clima di assoluta disponibilità al dialogo. Mi congratulo e mi compiaccio per la sensibilità mostrata dal Governo su questo tema. Come opposizione avevamo presentato una serie di emendamenti che sono stati quasi tutti accolti”.

 

Grazia Zafferani, Rete: “I lavori svolti in commissione sono stati costruttivi e hanno permesso di portare a termine lavoro positivo. Esprimo ringraziamento per aver accolto parte dei nostri emendamenti soprattutto quelli che parlano di parità di trattamento tra padre e madre. Occorre fare ancora tanto per il sostegno alla famiglia”.

 

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Con questa normativa andiamo a colmare un vuoto. Si sono parificate entrambe le figure genitoriali e questo mi fa molto piacere. Sono molto contento del fatto che quasi tutti i nostri emendamenti sono stati accolti e sono d’accordo con la relazione introduttiva che enfatizza la necessità di portare avanti un disegno di legge a parte sulla disabilità. Auspico per il futuro un progetto di legge che vada ad ampliare il concetto di famiglia recependo anche istanza d’Arengo. Non solo. Mi auguro che progetto di legge sulla disabilità e quello sull’ampliamento del concetto di famiglia vadano a colmare i vuoti normativi della nostra comunità”.

 

Mimma Zavoli, C10: “Su questa tematica c’è stata ampia condivisione e collaborazione. Queste sono le materie che ci rendono migliori. Non rimangono atti in sé ma si traducono in azioni reali rappresentando un supporto reale per certe fasce di cittadini. Siamo convinti che questo disposto normativo affronti le problematiche delle astensioni dal lavoro per gli aventi diritto. Sarà però poi necessario affrontare con urgenza un ambito attualmente trascurato, quale quello della disabilità. Serve un progetto di legge moderno rispettoso della convenzione delle Nazioni Unite firmate dal nostro Stato nel 2008. A me piacerebbe che questo Governo e la sua maggioranza si rendano disponibile ad affrontare da subito questo tema”.

 

Elena Tonnini, Rete: “Su questa Legge il clima è stato di condivisione e Rete ha portato diversi emendamenti tanto da concordarne uno con la maggioranza. Abbiamo lavorato per portare proposte costruttive molte delle quali sono state accolte dalla commissione. Ci siamo mossi per la parificazione dei diritti tra uomo e donna. Il concetto della famiglia però in futuro dovrebbe essere esteso anche alla convivenza”.

 

Augusto Michelotti, Su: “In questa Legge è stata riconosciuta a tutti e due i genitori la possibilità di assentarsi dal lavoro in caso di figlio malato o affetto da disabilità. Questa Legge è positiva perché uomo e donna sono soggetti attivi della società titolari di uguali diritti e doveri. Questi provvedimenti vogliono il bene dei nostri cittadini e non il contrario”.

 

Guerrino Zanotti, Psd: “Esprimo soddisfazione sull’unitarietà di intenti sviluppatasi durante il confronto sul progetto di legge che va a rafforzare lo stato sociale. In questo caso attraverso tutele e aiuti alla genitorialità. In particolare si fa giustizia del ruolo delle famiglie adottive e affidatarie, fino a oggi escluse da diversi istituti, come il part time. Anche quando non ci sono problemi di disabilità o di malattie gravi, se c’è il sostegno dei nonni dà serenità. Dove ci sono serve lo Stato. Ben vengano l’ampliamento delle coperture per i genitori in caso di malattie dei figli e del permesso parentale. Importante è anche l’impegno del segretario di Stato per il disegno di legge sulla disabilità”.

 

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Questa è una grande legge che avrà notevoli risvolti sul piano sociale ed economico. E’ passato più di un anno dall’istanza d’Arengo che ha sollevato il problema, ma la normativa riafferma il valore della famiglia costituita da un padre e da una madre nella tutela dei figli. Questa è l’indicazione che dà la legge. C’è un riconoscimento molto forte del ruolo sociale della famiglia nella cura della persona. Chi è più fragile ha più bisogno di cure. C’è la parificazione con le famiglie affidatarie e adottive. La legge impegna molto le imprese, per esempio per la maternità, ma significa che abbiamo messo la persona prima delle questioni economiche. L’idea di portare avanti un Osservatorio familiare va riformulata. La madre che ieri ha donato un rene al figlio è un esempio per tutta la cittadinanza”.

 

Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Famiglia, replica: “Sono soddisfatto. La proposta di legge, parziale, del governo ha trovato una sintesi condivisa, con dei passi in avanti. La legge ha una grande portata di civiltà. Mi fa piacere che ci sia collaborazione su certi temi. Sarà così per l’Osservatorio, per la quota capitaria e sui numerosi progetti che stiamo portando avanti”.

Dichiarazioni di voto

Manuel Ciavatta, Pdcs: “Ancora grazie all’Aula e ai cittadini, e pieno sostegno alla legge”.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento