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San Marino, ok alle libere professioni dei dipendenti ISS

da Redazione

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Il provvedimento è stato approvato in chiusura della seduta di mercoledì 23 ottobre con 30 voti a favore, 22 contrari e un astenuto. Il report dell’agenzia Della Torre.

 

SAN MARINO – Nel pomeriggio del 23 ottobre il Consiglio grande e generale è ripartito dal comma 14, con la prosecuzione dell’esame in seconda lettura del Progetto di legge “Legge per l’esercizio dell’attività libero professionale dei dipendenti facenti parte del Corpo Sanitario medico e non medico ISS”. In pratica, si riprende l’esame dall’articolo 20, in quanto il comma era rimasto in sospeso dalla sessione consiliare del 23-24 settembre. Il provvedimento è stato approvato in chiusura della seduta con 30 voti a favore, 22 contrari e un astenuto.

 

Di seguito un riassunto dei lavori.

 

Comma 14

 

Progetto di legge “Legge per l’esercizio dell’attività libero professionale dei dipendenti facenti parte del Corpo Sanitario medico e non medico ISS”.

 

Dichiarazioni di voto:

 

Augusto Michelotti, Su: “E’ stato detto che con il decreto precedente del 2001 era possibile fare comunque qualunque cosa, se si mette in piedi un rapporto di consulto, c’è solo il limite temporale, non può essere continuativo. E su questo punto si doveva intervenire per normare. Con questa legge sono invece approvate cose incredibili, come l’autocertificazione di un reato. Si chiede alla gente di autodenunciarsi per essere in qualche modo sanati, non sta né in cielo, né in terra. Sinistra unita prende atto della forte convinzione di governo e maggioranza di portare avanti una legge iniqua e foriera di tristi presagi per i sammarinesi. E’ una spallata per il nostro sistema sanitario e fa da apripista per le privatizzazioni. Si introduce un’intollerabile discriminazione per i dipendenti della Pa. Tutto questo per dare parvenza di legalità ad abusi di medici cui un vecchio decreto del ’91 consentiva di fare consulti al di fuori dell’orario di lavoro. Si sta andando contro il principio cardine della incompatibilità nella Pa. In questi periodi di crisi economica il governo non si rende conto come questo provvedimento sia intempestivo e inappropriato. Su si augura una bocciatura in blocco del progetto di legge. Si è poi ventilata la possibilità di mettere in piedi un referendum per eliminarlo. Sinistra unita voterà contro e invita l’Aula a fare altrettanto”.


Stefano Macina, Psd: “Non intendo a quest’ora fare tante dichiarazioni a livello politico sulla legge, siamo consapevoli che su questo argomento vi sono stati in passato impegni legislativi, la prima norma è del 1982. Nel confermare il nostro voto favorevole alla legge, intendiamo ribadire tre elementi da perseguire: l’esigenza di confronto in maggioranza per una revisione delle indennità che a suo tempo si giustificavano con la rinuncia alla libera professione dei medici. Quindi, la crescita qualitativa dei servizi e un ritorno economico per l’Iss: saranno due elementi base per giudicare se l’elemento normativo consentirà di raggiungere gli obiettivi sperati”.


Paride Andreoli, Ps: “E’ indiscutibile che il gruppo del Ps esprime a priori un parere negativo sulla legge, lo abbiamo ribadito in più fasi istituzionali. Il nostro no è motivato da tutta una serie di riflessioni maturate, ma è anche un no che viene da più lontano. Stasera dovremmo affrontare il tema occupazionale ma oggi, con questa legge, iniziamo un nuovo percorso di cui il governo deve assumersi le sue responsabilità. Non oso pensare quando dovremo intervenire per dare un contributo sulla situazione che sta attraversando il Paese, quando dovremo parlare di occupazione. Ora, con 1.300 disoccupati a San Marino, si mette sul mercato un provvedimento di tale portata che ritengo invasiva. Vi dovrete aspettare- non vogliamo gufarvi contro, ma vi avvertiamo e l’intervento di architetti e ingegneri lo hanno anticipato- che altri settori professionali della Pa vorranno adottare lo stesso regime introdotto per i medici. La vera sostanza del provvedimento è che in un momento così difficile per le tasche dei cittadini avremo da un lato chi beneficerà di più entrate e dall’altro chi farà la fame. Mi auguro che dietro questo, vi sentiate talmente forti anche per far uscire San Marino dalle secche in cui si trova”.


Elena Tonnini, Rete: “Molte prestazioni a breve diventeranno a pagamento. Allo stesso modo verrà introdotto il ticket sanitario per servizi che fino ad oggi erano gratuiti. Il modello universalistico verrà spazzato via. Non lo dice Rete ma il percorso è già in atto. Questa maggioranza è complice della limitazione di servizi pubblici sanitari ai cittadini. E’ una legge anticostituzionale. Si andrà a determinare un’ingiusta concorrenza tra chi potrà mescolare pubblico e privato assieme e chi invece manterrà l’unico canale del privato. Aprirà un baratro le cui conseguenze saranno devastanti per molte famiglie sammarinesi. Il disegno che con questa Legge prende vita limiterà il diritto alla salute dei sammarinesi. Legge fatta per smantellare servizio pubblico sanitario e che, attraverso la graduale limitazione delle prestazioni di diritto, mira a raggiungere la privatizzazione del sistema sanitario. Si vuole garantire un vero e proprio lucro per chi vorrà approfittare di questa legge”.


Franco Santi, C10: “Siamo contrari a questa legge. Lo abbiamo dichiarato da subito. Questo progetto di legge minerà le fondamenta del nostro sistema sanitario perché introdurrà elementi di grande conflitto d’interesse e di sperequazione tra pubblici dipendenti. Al centro del sistema si mettono le esigenze e le desiderate dei professionisti medici e non dei pazienti o degli assistiti. Ribadisco dunque il voto contrario di Movimento Civico 10”.


Giovanni Lonfernini, Upr: “Questa legge è una vera e propria sanatoria. Nel momento in cui si dice che negli ultimi 20 anni le norme non sono state proprio rispettate ci si pone dinanzi a una sanatoria. Si abbia il coraggio di chiamarle con il proprio nome”.


Gian Nicola Berti, Ns: “E’stato istruttivo il dibattito a cui ho assistito. Il velo di avversione verso chi la pensa in modo diverso porta ad offuscare le menti a tal punto che non si comprende più ciò che si legge. Questo progetto di legge non è stato proprio capito. E’una risorsa: come Iss abbiamo risorse di attrezzature, immobili e materiale umano che non riusciamo a far fruttare. Qualcuno parla di ticket? Il ticket sarebbe la logica conseguenza di politiche conservatrici. C’è una crisi e certi privilegi, il medico in casa per tutti, non possiamo più permetterceli. Ci sono due alternative: ci accontentiamo di medici di scarso valore oppure proviamo a potenziare e a rendere più efficiente il nostro Istituto di sicurezza sociale. E’ una buona legge che però ben pochi hanno effettivamente analizzato. Voteremo a favore del progetto di legge”.


Nicola Renzi, Ap: “Gli obiettivi che ispirano questa legge sono di garantire e consentire un aumento delle professionalità mediche (esempio per i chirurghi è stato fatto più volte) e di creare un maggior numero di introiti per l’Iss. Come politica abbiamo il dovere di portare avanti questo tentativo che non dovrà diminuire il livello di prestazioni offerte ai cittadini”.

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