Home FixingFixing 3Studio, dare forma e armonia alle immagini e alle parole

3Studio, dare forma e armonia alle immagini e alle parole

da Redazione

L’agenzia sammarinese da 25 anni lavora con passione al fianco delle imprese del Titano. Per le aziende ‘tagliare’ dal budget i costi per grafica e comunicazione è un errore strategico.

3studio 011



di Alessandro Carli

 

Con ogni probabilità, la definizione più sincera sul significato di comunicazione visiva l’ha data Saatchi & Saatchi (una tra le più importanti agenzie pubblicitarie al mondo) in occasione di un incontro organizzato sul Titano dal Corso di Design Industriale: un creativo è come un arciere. Nel suo arco ha solo una freccia. E quella freccia deve fare centro. Deve lasciare il segno. Si deve notare.

Lo sanno bene Antonio Cecchetti, Sabrina Fabbri e Nadia Gualtieri, che hanno fondato 3Studio, agenzia di grafica pubblicitaria che da 25 anni lavora sulla forza delle immagini e sul valore della grafica come veicolo di dialogo.

Negli ultimi anni, durante la crisi economica, molti clienti tagliano dal budget i costi della grafica e della pubblicità. Se eliminare gli sprechi per recuperare competitività è oggi un’attività che gli imprenditori non possono più rimandare, bisogna prestare attenzione quando vengono sacrificati anche alcuni investimenti che negli anni sono stati fatti per valorizzare l’immagine e i prodotti dell’azienda: packaging, manuali di istruzione, carta intestata, biglietti da visita e, nell’ultimo decennio, il sito internet.

Occorre quindi valutare con maggior attenzione i tagli alla spesa.

“La percezione del valore aggiunto della grafica e della comunicazione oggi si sta perdendo – raccontano Antonio, Sabrina e Nadia -. Le aziende più grandi e più strutturate sono più aperte alla potenzialità dell’arte visiva. Le imprese più piccole lo sono meno. Alcune addirittura lo considerano un costo inutile. Constatiamo che alcune aziende che sino a poco tempo fa investivano molte risorse nella propria immagine aziendale, oggi stanno trascurando totalmente alcuni aspetti fondamentali, come ad esempio la grafica del sito e l’aggiornamento di alcuni suoi dati. Questo è un errore strategico difficile da quantificare, e che ha ricadute molto significative sulla reputazione dell’azienda stessa e di conseguenza sui prodotti”.        

Da professionisti dell’immagine – tutti e tre sono diplomati in arte pubblicitaria all’Istituto Statale d’Arte di Urbino-, sanno bene quanto conti la parola. Il contatto. La contaminatio. E’ solamente attraverso il dialogo con il cliente che si riesce a mettere a fuoco il messaggio che si vuole dare. Mettere in grafica un’idea consiste dare forma ed armonia a immagini e parole.

Certo, come dice Denis Curti (direttore della sede milanese di Contrasto e vicepresidente della Fondazione Forma, Centro Internazionale di Fotografia), “oggi, con l’avvento del digitale, la fotografia è ridiventata una forma d’arte molto democratica e diffusa”. Ma non ci si improvvisa grafici e fotografi solo perché – grazie ai programmi come Photoshop, Illustrator e Lightroom – si è in grado di elaborare fotografie e immagini. La grafica è altro, come ci conferma Sabrina. “E’ un fatto di cultura, e di percezione, che forse sfugge. E’ un lavoro difficile da inquadrare: quando nel 1989 con i miei colleghi aprimmo 3Studio, dovemmo iscriverci nella categoria ‘geometri’ in quanto non esisteva una lista ad hoc (e forse tuttora non esiste ancora, ndr)”.

“Da 25 anni – racconta Nadia – curiamo nei dettagli l’elaborazione grafica e creativa di tutti quegli elementi che costituiscono l’immagine aziendale o il prodotto, seguendo passo dopo passo, tutte le singole fasi, dal progetto alla stampa”.

“Nel 1989 il settore era agli inizi – continua Nadia -. Abbiamo fatto un investimento minimo per aprire l’attività: abbiamo acquistato le attrezzature per la camera oscura e il bromografo per fare le fotocopie e duplicare le pellicole”. Oggi la comunicazione cartacea ha poche lettere – pdf, tiff – ma ieri era tutto fatto a mano. “Per realizzare le idee, si utilizzava la pagina millimetrata. Tutto era artigianale. Questa artigianalità ci ha permesso di entrare nelle filiera della stampa, che è un’attività meno creativa e più tecnica. Esternalizzando alcuni servizi, le tipografie capirono subito riuscivano a ridurre i costi e i tempi di lavoro”.

Sorvoliamo idealmente cinque lustri di attività e un portfolio davvero fitto per atterrare sul presente. “L’attività di ascolto e confronto è molto importante – rivela Antonio -. I mercati però hanno accorciato visibilmente i tempi di risposta: se ieri si poteva lavorare con più calma, oggi tutti i passaggi si sono ristretti. L’avvento del digitale ha aumentato sì la velocità di realizzazione, ma resta comunque centrale soddisfare pienamente le esigenze del cliente”.

La creatività però ha bisogno della sua gestazione. “Il dialogo con i clienti ha ancora un peso specifico rilevante. Gli input sono fondamentali: ascoltare l’interlocutore, capire cosa vuole ‘far uscire’, cosa vuole comunicare. Lavorare con la cosiddetta ‘carta bianca’ è difficile: avere perlomeno un timone, alcuni suggerimenti, è utile per mettere a fuoco l’obiettivo che si vuole raggiungere. Una volta idealizzato il lavoro, proponiamo una serie di soluzioni. Oggi devi avere un’idea che sappia fare la differenza. Che sia come una freccia, che deve centrare l’obiettivo”.

Idea come innovazione, idea come segno di distinzione. “Lavorare sulla grafica e sulla comunicazione visiva è molto importante per un’azienda. In un mercato sempre più competitivo, farsi notare e non tralasciare ogni dettaglio è diventato essenziale. Lo stesso restyling del logo, per esempio, è un segnale forte. Un logo ‘datato’ ha una ricaduta negativa anche sui prodotti. Per qualsiasi tipologia di aziende, la grafica e la comunicazione devono essere un investimento: il valore aggiunto deve essere percepibile con immediatezza”.

Un esempio è ciò che ha fatto 3Studio con il proprio logotipo. “Il font l’abbiamo costruito noi. Racchiude la nostra filosofia: tre colori, come l’RGB, con tre immagini. Un occhio, un orecchio e una bocca”. La comunicazione si fa con la vista, l’udito e con le parole.      

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento