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Barnum: Franco Battiato tra Euripide e Aristofane

da Redazione

Quest’estate le donne parlamentari faranno una colletta per pagare una bella vacanza a Battiato. Una “Summer on a solitary bitch”. Oh, sorry: beach.

 

di Alessandro Carli

 

Ha sfoggiato una cultura classica quasi invidiabile, il buon Franco Battiato. Peccato solo che abbia fatto una crasi tra un’opera di Euripide (“Le troiane”) e una di Aristofane, “Le donne al Parlamento”. L’assessore siciliano al Turismo, durante un incontro istituzionale presso il Parlamento europeo a Bruxelles, è scivolato sul classico lapsus: intervistato, voleva dire “le troiane al Parlamento”, ma si è scordato una vocale, la a, e una consonante, la n.

Peccato. L’affermazione è costata la testa al cantautore. A noi sarebbe solo piaciuto chiedere a Battiato il nome dell’attrice politica che vedrebbe nel ruolo di Prassagora (“Le donne al Parlamento”), il capo del gruppo di donne che vogliono convincere gli uomini a dar loro il controllo di Atene visto che, a loro parere, stanno portando la città alla rovina. Le donne, camuffate da uomini, si insinuano nell’assemblea e votano il provvedimento, convincendo alcuni uomini a votare a favore, poiché era l’unica cosa che non fosse ancora stata provata. Una volta al potere, le donne deliberano che tutti i possedimenti e il denaro vengano messi in comune per essere amministrati saggiamente dalle donne. Questo vale anche per i rapporti intimi: le donne potranno andare a letto e fare figli con chiunque.

Poi rimane quella coda delle Troiane, testo bellissimo e crudo. (Ex) assessore, chi è Ecuba? E Andromaca? E Cassandra? La narrazione dell’agonia e morte della città di Troia, con il suo corollario di distruzione, saccheggio, prigionia, rappresenta la più radicale e universale denuncia dei disastri dei conflitti, un dramma in cui ogni epoca può rispecchiarsi.

Quest’estate le donne parlamentari faranno una colletta per pagare una bella vacanza a Battiato. Una “Summer on a solitary bitch”. Oh, sorry: beach.

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