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San Marino, i residui in bilancio e quei crediti inesigibili

da Redazione

La sgridata del Fondo Monetario Internazionale al Governo e le imprecisioni del dibattito pubblico.

 

La Segreteria di Stato alle Finanze è dovuta ricorrere ad una nota ufficiale, nei giorni scorsi, per esplicitare chiarimenti in merito alle notizie apparse sulla stampa riguardanti la mancata riscossione di crediti da monofase da parte dello Stato nei confronti di aziende debitrici. Questa precisazione è indicativa sia dell’ingenuità con cui i media si approcciano a un certo tipo di notizie, ma peggio ancora dell’impreparazione e del pressapochismo su cui si muove il dibattito pubblico a San Marino.

Da una questione di contabilità si è sollevato un caso politico. In realtà è e resta una questione contabile. Poi si possono fare considerazioni di diverso genere, ma sollevare un caso, questo no.

Il discorso non è, in linea di teoria, troppo complicato. Il bilancio pubblico prevede alcune voci, a fondo pagina per così dire, che rappresentano i residui. In questa riga vengono inseriti i crediti pregressi, controbilanciati da un fondo rischi di pari importo. Solo che il Fondo Monetario Internazionale ha tirato le orecchie alla politica sammarinese per l’abitudine di trascinare avanti, negli anni, questi crediti, mentre per una questione di coerenza e di aderenza alla realtà – come avviene negli altri Paesi – dai residui a bilancio vanno cancellati quei crediti manifestamente inesigibili. Questo almeno è il “suggerimento” dato dagli organismi internazionali. San Marino, ben opportunamente, ha deciso di mettersi in riga. Questo però non significa che gli uffici competenti (Ufficio Tributario ed Esattoria), come ha dovuto spiegare la Segreteria alle Finanze, in base alle competenze attribuite dalla legge continuino ad operare quotidianamente per il recupero dei crediti da monofase verso i soggetti debitori “nelle tempistiche corrette e con gli strumenti giuridici a disposizione”. Questo però non significa, in aggiunta, che ci sono crediti che difficilmente saranno recuperati – a San Marino come altrove – in quanto ci sono tante imprese che non hanno pagato la monofase per il fatto che sono cessate a seguito di fallimento, liquidazione coatta o volontaria, in una situazione di mancanza di beni mobili o immobili su cui potere fare rivalsa.

Un conto insomma è cancellare dal bilancio pubblico crediti che con ogni probabilità non saranno recuperati, un conto è non fare tutto il possibile per recuperare quei crediti…

“Da un lato – ha dichiarato il Segretario di Stato Claudio Felici – occorre mettere chiarezza nel bilancio dello Stato come giustamente chiesto dal FMI, dall’altra sicuramente occorre una gestione sempre più oculata della nostra economia”.

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