Home FixingFixing Alessandra Perilli intervistata da Fixing: una tiratrice nella storia. Aspettando Rio 2016…

Alessandra Perilli intervistata da Fixing: una tiratrice nella storia. Aspettando Rio 2016…

da Redazione

perilli alessandra 1Un intero paese ha seguito con il fiato sospeso quell’ultimo piattello nel cielo di Londra. Oggi Alessandra Perilli racconta, a mente fredda, l’indimenticabile finale olimpica del tiro a volo, la medaglia “di legno” e la rincorsa a Rio 2016.

perilli alessandra 1

 

di Alessandro Carli


SAN MARINO – Un intero paese ha seguito con il fiato sospeso quell’ultimo piattello nel cielo di Londra. Lo sguardo fisso e attento della tiratrice sammarinese (ma nata a Rimini) Alessandra Perilli, il dito appoggiato sul grilletto. Davanti a lei, quel piattello che avrebbe potuto portarla nella storia del Titano. Un piattello colorato di bronzo.  Alle olimpiadi di Londra 2012, nella gara di trap femminile (tiro a segno), l’atleta del Titano si è piazzata al quarto posto. “Ho dato tutto quello che potevo. Avevo davanti dei mostri sacri di questo sport. Io ero alla prima Olimpiade: posso considerarmi una sorta di pulcino. Il mio traguardo era arrivare in finale, poi è giunto questo quarto posto, per San Marino è un risultato storico, per me vale come una medaglia. Peccato che la medaglia sia sfumata agli shoot-off, ma io sono contenta anche così. Sinceramente non riesco ancora a realizzare che cosa sia riuscita a fare. Ovviamente quando dopo una qualificazione come quella che sono riuscita a fare e dopo aver conquistato la finale che sognavo, mi sono trovata a sparare per una medaglia olimpica. Sono comunque molto felice per quello che sono riuscita a fare e per l’affetto che San Marino mi ha dimostrato”.
La 24enne sammarinese era riuscita ad accedere alla finalissima delle migliori 6 atlete con il punteggio di 71/75 che le valeva il quinto posto. In finale la scalata, posizione dopo posizione, fino al secondo posto, parimerito con la francese Reau e la slovacca Stefecekova dietro all’inarrivabile azzurra Jessica Rossi che “spaccando” 99 piattelli su 100 (75/75 nelle qualificazioni e 24/25 in finale) ha conquistato record mondiale e olimpico e la medaglia d’oro. Per determinare la seconda, la terza e la quarta posizione in classifica si è reso necessario lo shoot-off (spareggio, il primo che sbaglia è eliminato). Per Alessandra Perilli l’errore fatale è arrivato al secondo colpo, quando il piattello che esce dalla fossa è “alto a sinistra”.


FOCUS: IL TIRO A VOLO SAMMARINESE, FUCINA DI CAMPIONI


perilli alessandra

Certamente il quarto posto ha dato luce a uno sport forse poco frequentato in Italia, ma che sul Titano è una fucina di talenti. Uno sport pensato spesso al maschile…
“A San Marino ci sono molti cacciatori, che conoscono anche il tiro al piattello. Sul Titano è una disciplina abbastanza frequentata. Non credo sia uno sport prettamente maschile: sia io che mia sorella lo pratichiamo da tempo”.
Come si allena?
“Una parte degli allenamenti si svolgono sul campo. Ma non basta: faccio anche palestra e seguo una dieta abbastanza particolare. Non si tratta di uno sport fisico – il fucile non pesa molto – però è importante mantenere lo stesso peso. Sul viso viene appoggiato il calcio del fucile, che deve essere ben adiacente. Un ruolo-chiave lo gioca lo psicologo: in gara il training autogeno è indispensabile. Il tiro è una disciplina soprattutto mentale. Durante la finale a Londra, il cuore e la testa erano partiti. Avevo dato tutto, non riuscivo più a controllare l’emozione”.  
Cosa le dà questo sport?
“Il tiro è uno sport che richiede tanti sacrifici, ma che ti ripaga a livello di emozioni. io ho sempre dato l’anima, sin dall’esordio, a 14 anni. Ho iniziato a praticare questa disciplina 10 anni fa, a Rimini. A 18 anni, poiché la mia mamma è sammarinese, ho preso la cittadinanza e ho iniziato ad allenarsi sul Titano”.
Come ha vissuto le olimpiadi di Londra?
“Ero già stata a Londra. Anche un mese prima delle olimpiadi. Però sino a che non arrivi, non si riesce bene a capire. Da fuori, sembra un universo lontano, e invece… E’ stato bellissimo vivere con tutti gli atleti, pranzare e cenare insieme. Sono persone normali, anche Michael Phelps, che ha vinto tantissime medaglie. Ho trascorso 20 giorni assieme ai mie colleghi: è stata un’esperienza indimenticabile. Rispetto alle grandi nazioni, noi atleti sammarinesi eravamo in pochi. Ma è stato come essere in famiglia”.
Ha assistito anche altre gare?
“Ho seguito il nuoto: sono una fan di Federica Pellegrini. Poi ho visto un po’ di atletica, la pallavolo maschile e il tiro con l’arco. Niente teatro (Londra è la capitale europea di questa forma d’arte), però mi sono concessa qualche ora di shopping tra le strade della città”.
Come viene vista la Repubblica di San Marino all’estero?
“La percezione, nel tempo, è un po’ cambiata. Ho notato che le persone iniziano a conoscere San Marino, anche grazie al nostro sport. Anche se non sono mancati siparietti curiosi e divertenti. C’è chi chiede che lingua parliamo, o che moneta abbiamo. Oppure dove è situato il Titano”.
Da Bolt a Valentina Vezzali, il leit motiv è Brasile 2016.
“Il mio obiettivo è quello di tirare ancora. Tornare a casa con la medaglia di legno mi pesa: ho un po’ di amaro in bocca, anche se ero all’esordio alle olimpiadi. Però quando sei a un passo… a distanza di qualche settimana, brucia ancora. A Londra mi sono giocata tutte le carte che avevo. Cercherò comunque di migliorarmi a Rio, nel 2016”.

 

perilli alessandra 2

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento