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San Marino, Tony Hadley: parole e niente musica

da Redazione

Intervista in esclusiva al leader degli Spandau Ballet. “Il panorama che si vede dal Monte Titano è bellissimo”.

 

di Alessandro Carli

 

Il dubbio l’ha risolto Giove Pluvio: il cielo della Riviera romagnola ama i Duran Duran e non apprezza gli Spandau Ballet.

Mettiamola sull’ironia, per non farsi venire la bile verde. Peccato però, perché la voglia di ascoltare Tony Hadley, il 22 luglio nella suggestiva aria della cava Antica di San Marino città, era palpabile. Sin dalle prime dell’imbrunire, davanti al cancello dell’ingresso si era formata una coda di persone che, con un occhio verso le nuvole nere e un ombrello tra le mani, canticchiavano l’aria famosa di “Gold”. Alle 21, l’annuncio che nessuno voleva sentire: il concerto è stato annullato.

Non consolerà i fans, ma San Marino Fixing, il 22 luglio alle 15, era all’hotel Cesare per accogliere il leader degli Spandau Ballet. Ed è riuscito a scambiare qualche battuta con Hadley. Prima dell’intervista (che proporremo di seguito), qualche riga di cronaca della giornata. All’arrivo a San Marino (su www.sanmarinofixing.com la fotogallery), l’artista londinese è stato immediatamente riconosciuto dai turisti, che hanno chiesto qualche foto ricordo.

Hadley, con grande disponibilità e un sorriso, si è concesso ad autografi e fotografie. Dopo essere entrato nell’hotel, si è fermato a conversare con il Segretario di Stato all’Industria, Marco Arzilli (che si è fatto firmare il vinile “Through the barricades”), e con Roberto “Moghe” Moretti di fun4all.

Due battute sul viaggio (“Londra è congestionata per le Olimpiadi” ha raccontato il cantante inglese), qualche scatto con i cellulari, e una manciata di autografi (tra i più bizzarri, un “To alepicci in loveland” su una piccola agendina color panna, con Hadley divertito che ha chiesto lo spelling: “Picci? Is it right?”) prima di un veloce pranzo. Lo avviciniamo. “After dinner” risponde con un sorriso british. Dopo il pranzo: un piatto di piadina e salumi, accompagnato da un bicchiere di vino bianco.

Mentre il cielo si sta oscurando, ci sediamo vicino a lui.

 

Lei canterà (non sapevamo ancora che il concerto sarebbe stato annullato) all’interno della cava Antica di San Marino città, che nel 2008 è stato proclamato dall’Unesco, Patrimonio mondiale dell’umanità. Che sensazioni sente?

 

“Il panorama che si può ammirare da qui è bellissimo. Per chi suona però è difficile riuscire a fare un giro nella città: di solito si arriva all’aeroporto e si va in hotel in attesa dell’esibizione. Difficilmente quindi si possono visitare i luoghi che ci ospitano. Sarebbe davvero fantastico poter avere un po’ di tempo da dedicare alle opere architettoniche e all’arte di un posto che l’Unesco ha inserito tra i patrimoni dell’umanità”.

 

Lei canta da oltre 25 anni. Com’è cambiata la sua voce nel tempo?

 

“Oggi è certamente più grossa, più profonda. Oggi, secondo me, canto meglio rispetto agli anni Ottanta. Ieri come oggi, cantare mi diverte ancora molto. Come agli esordi, mi esercito sempre con grande costanza e dedizione. Fortunatamente ho una voce potente, che non risente della stanchezza dei viaggi che facciamo per portare in giro le nostre canzoni”.

 

Oggi che musica ascolta?

 

“Un po’ di tutto, ma soprattutto la musica classica. In questo momento sto anche lavorando ad un nuovo cd da studio: abbiamo già qualche traccia demo”.

 

Che rapporti ha con la canzone italiana?

 

“Recentemente ho duettato con Caparezza. In passato ho avuto modo di lavorare con Paolo Meneguzzi e con Luisa Corna. Con Caparezza ho duettato in ‘Goodbye malinconia’. Certo è che la lingua italiana non è affatto facile. Ricambierò presto il favore: inserirò il rap del cantante pugliese nel mio album. Mi reputo fortunato nell’essere così connesso all’Italia. A luglio sono stato ad un evento a Roma, organizzato in occasione del lancio degli orologi di Bulgari”.    

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