Home FixingFixing PST, nuove opportunità di sviluppo e crescita

PST, nuove opportunità di sviluppo e crescita

da Redazione

Entro il 2012 le linee del Parco Scientifico e Tecnologico di San Marino. Alessandro Giari (APSTI): “Un’occasione per seminare innovazione”.

 

di Alessandro Carli

 

Riposizionare il Parco Scientifico e Tecnologico, e coinvolgere le aziende del territorio. Per un obiettivo comune. Nei giorni scorsi è stato organizzato – nelle sale di Palazzo Begni – un tavolo di concertazione per l’avvio del progetto di fattibilità: il gruppo di lavoro sammarinese, guidato da Nadia Lombardi, Coordinatore del Dipartimento Attività Produttive, ha avviato una serie di incontri con i rappresentanti delle categorie economiche sammarinesi e quelli delle imprese interessate allo sviluppo del progetto.

“L’idea del Parco Scientifico e Tecnologico San Marino – Italia – ha esordito Nadia Lombardi – è nata cinque anni fa, esattamente nel 2007. Oggi la Repubblica di San Marino sta attraversando una fase politica molto delicata: a breve infatti non ci sarà più il governo”.

L’auspicio, ha rimarcato Nadia Lombardi, è che “il progetto possa comunque proseguire, perlomeno dal punto di vista tecnico” in quanto si tratta di un piano “di ampio respiro che potrà dare un contributo rilevante a quel processo di trasformazione dell’economia sammarinese che è in atto e che dovrà portare nuove opportunità di sviluppo, di crescita e di lavoro”.

Il Presidente dell’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI), Alessandro Giari – dopo aver rimarcato la valenza del progetto sia per la Repubblica di San Marino che per le realtà territoriali limitrofe – ha assicurato la più ampia disponibilità a mettere in campo tutta l’esperienza che l’APSTI ha maturato nel settore.

“E’ importante cooperare e non lavorare per conto proprio: un PST deve ragionare in un’ottica di Rete. Non ci si improvvisa incubatori. Il Parco – che di fatto può rappresentare un’accelerazione della competitività delle imprese – deve essere concepito come un polo di un sistema, fatto da soggetti che si integrano. La ricerca va sfruttata in termini di fatturato e innovazione”.

Per Giari, la Repubblica di San Marino “ha caratteristiche normative, giuridiche e amministrative molto interessanti”.

Dopo aver speso molto tempo ad individuare l’area in cui il PST dovrebbe essere ubicato, lasciando forse in disparte “chi e cosa metterci dentro” (ovvero i contenuti), l’incontro a Palazzo Begni ha fatto anche da microscopio sul taglio e sulle caratterizzazioni del progetto. “La filiere tecnologica è caratterizzata da una metodologia flessibile. Un Parco in progress deve guardare le peculiarità delle aziende del territorio, e ‘leggere’ le esigenze del tessuto economico”. La fase di start up è un momento cruciale. “Non esistono modelli predefiniti, ma solamente parametri”.

In attesa di una ricalibratura dei contenuti, Nadia Lombardi – confermando quando anticipato a San Marino Fixing dal Segretario di Stato per l’Industria, Marco Arzilli – ha assicurato che entro fine anno verranno presentati tutti gli elementi che definiranno lo sviluppo del progetto: le priorità tecnologiche, i settori e gli obiettivi. E’ importante riuscire a determinare gli interessi di certi comparti”.

Il PST ha diramazioni ad ampio spettro: oltre alla ricaduta sulle imprese locali (e delle zone limitrofe), può facilitare l’ingresso di capitali internazionali. “A mio modo di vedere – ha rimarcato Giari – è un’occasione per seminare domande di innovazione. I settore legati all’hi-tech sono elementi di accelerazione”

La platea ha rivolto qualche domanda al Presidente dell’APSTI. In primis, i costi. “Le aziende pagano i servizi, l’affitto, eccetera. In questo modo, il Parco si può sostenere”. Poi, l’individuazione della tipologie di imprese “adatte” al Parco.

“Partirei con aziende che non fanno produzione. Ogni Parco – mi riferisco a quelli italiani – ha caratteristiche che lo differiscono dagli altri. Ci sono quelli monotematici, che hanno puntato su alcuni settori specifici. Altri invece hanno un respiro multisettoriale. Nel caso del Parco Scientifico e Tecnologico San Marino – Italia, – che Alessandro Giari ha assicurato non si sovrapporrà al Polo romagnolo – “è necessario effettuare un’analisi seria ed approfondita dei contenuti. Una scelta di campo che si compia attraverso realtà non monosettoriali. La cooperazione con la Rete dell’APSTI, che metterà la propria piattaforma, potrà avere effetti considerevoli sulla ricaduta del Parco e, a pioggia, sull’intero sistema-Paese”.  

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento