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La solita vecchia storia: chi rappresenta chi?

da Redazione

Riapriamo la questione dopo la firma del contratto collettivo dell’industria tra ANIS e CSU. Il problema resta tuttora irrisolto.

 

La firma del contratto industria tra ANIS e CSU riapre la vecchia e mai risolta questione della rappresentatività. Chi rappresenta chi? E soprattutto in una democrazia può contare di più la voce di chi conta di meno? Noi crediamo di no.

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore industriale sottoscritto il 27 luglio dall’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese e dalla Centrale Sindacale Unitaria, è – lapalissianamente – un accordo bilaterale. Nel senso che al tavolo della trattativa si sono sedute solo ANIS e CSU. Questo riapre una questione, quella della rappresentatività, che è sempre stata trascurata dalla politica, ma che rappresenta un vero e proprio problema di democrazia. Sì perché, in base alla legge numero 7 del lontano 1961, il principio dell’erga omnes presta il fianco a distorsioni nell’applicazione dei contratti di lavoro collettivo, dando la possibilità a organizzazioni minoritarie, anche decisamente minoritarie, di imporre alla maggioranza le proprie condizioni.

 

L’articolo integrale su Fixing n. 31, in edicola dal 3 agosto.

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