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Saldi di fine stagione. Sorrisi sul Titano

da Redazione

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A San Marino, anche grazie agli stranieri, i conti sembrano tornare. Le parole di tre negozi: Park Avenue, Giorgia Boutique e Brio Boutique.

 

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di Alessandro Carli

 

Saldi al portafogli. Ma non troppo. Mentre l’Italia piange – le vendite sono in calo del 20% sia a Roma sia a Milano rispetto al 2011 –, la Repubblica di San Marino non si lamenta. Dal 1° luglio infatti il Titano ha messo in vetrina i cartelli che indicano i “tagli” sui prezzi dei cartellini. Abbiamo preso un ventaglio di negozi per capire i flussi. E le risposte sono piuttosto interessanti.

 

Park Avenue

 

“Personalmente – racconta il titolare – non mi posso lamentare. Park Avenue ha fatto registrare, al momento, buoni risultati. Il bacino della nostra clientela è rappresentato solo in piccola parte da italiani e sammarinesi: la maggior parte parla un’altra lingua. E non mi riferisco solo ai russi: abbiamo un pubblico allargato, che proviene dal medio e dall’estremo Oriente”. Estate, per molti clienti, significa sì sole e mare, ma anche shopping. “La scontistica applicata oscilla tra il 30% e il 50%, a seconda dei capi. Sugli articoli femminili, anche per la competizione di Riccione, applichiamo la metà. Sulle linee maschili, poiché disponiamo di modelli esclusivi, spaziamo dallo zero al 30%. Ho notato un rispolvero dell’alta sartoria: Brioni, Zegna, eccetera. Sono abiti fatti a mano, che tempo fa venivano definiti ‘fashion’ e che oggi sono stati inseriti nell’alta gamma. Nel nuovo millennio, soprattutto i clienti che provengono dall’estero, hanno un’approfondita conoscenza del ‘made in Italy’ e sanno riconoscere i capi di prestigio”.

 

Giorgia Boutique

 

“La SMaC viene accettata anche durante i saldi – risponde il titolare Alessandro –. Le vendite stanno andando bene, anche perché, come filosofia aziendale, cerchiamo la fidelizzazione del cliente. Gli sconti che applichiamo non sono ‘sparati’ al 70%: i prezzi dei cartellini sono reali, come reali sono le percentuali sulla merce. Sugli articoli di fine stagione proponiamo il 20- 30%, mentre nel reparto occasioni, che ospita articoli delle stagioni passate, lo sconto è del 50%. Indicativamente, come flussi e incassi, navighiamo in linea con lo scorso anno”.

 

Brio Boutique

 

“I saldi stanno procedendo bene – commenta la titolare, Daniela – e non è un buon segno: le vendite dovrebbero andare bene durante tutta la stagione e non solo quando iniziano gli sconti. Quando si apre la stagione del taglio dei prezzi – noi partiamo con un 30-50% per poi salire sino al 50-60% – i clienti cercano abiti particolarmente costosi. A ridosso della chiusura dei saldi, a fine agosto, se rimane qualche capo, lo vendiamo anche sottocosto. In piazza Enriquez a Dogana lavoriamo soprattutto con i sammarinesi: calzature, costumi, abiti da cerimonia. Nel centro che abbiamo all’Azzurro invece la clientela è più variegata, ed è composta anche da stranieri. E le commesse mi dicono che i volumi sono buonissimi. Da qualche tempo inoltre abbiamo aperto un sito per il commercio online. I flussi sono interessanti: riusciamo a concludere dalle 15 alle 20 vendite al giorno”.

 

Italia

 

La crisi economica e il conseguente calo dei consumi si sono tramutati in un vantaggio per i consumatori, che possono approfittare dell’aumento degli sconti praticati dai commercianti.

E’ questo il quadro che emerge, al termine delle prime settimane di saldi dall’indagine condotta da Fismo-Confesercenti su un panel di negozianti del settore abbigliamento. Confrontando i dati dell’estate 2012 con quelli del 2007, l’ultimo anno prima della crisi, si nota infatti un vistoso aumento dello sconto medio praticato all’inizio della stagione: se nel 2007 questo si aggirava intorno al 20%-30%, nell’estate del 2012 il risparmio medio offerto inizialmente agli acquirenti si è assestato tra il 30% e il 40%, con punte anche del 50%.

Cresce pure l’incidenza dei saldi sul fatturato stagionale, che passa dal 30% del 2007 al 40% di quest’anno. In aumento anche le offerte speciali, destinate a pochi capi selezionati: nel 2007 la punta massima era del 60%, mentre quest’estate è possibile trovare veri affari, con super-sconti del 70%. Cala, di conseguenza, anche il valore dello scontrino medio: dal 2007 ad oggi si è ridotto di poco più del 16%, passando da 220 a 184 euro.

D’altro canto, gli italiani quando si tratta di abiti non sono più gli “spendaccioni” di una volta.

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