Home FixingFixing Goccia cinese: la lezione di autocritica che serve all’economia

Goccia cinese: la lezione di autocritica che serve all’economia

da Redazione

Il teatro è esperienza faticosa e misteriosamente riservata a una minoranza di persone. Anticamente, al contrario, la parola teatro – letteralmente luogo da cui guardare – evocava scenari comuni.

 

Il teatro è esperienza faticosa e misteriosamente riservata a una minoranza di persone. Anticamente, al contrario, la parola teatro – letteralmente luogo da cui guardare – evocava scenari comuni. Sin troppo facile, allora, sarebbe lasciarci andare all’ovvietà di considerazioni che ci porterebbero ad elogiare i benefici del teatro sulla civilissima Grecia. Vero è però che seguitare ad andare a lezione dai commediografi potrebbe avere un qualche senso. É per esempio da poco iniziato il Plautus Festival, stagione teatrale della non lontana Sarsina, che in questo modo intende rendere omaggio a Plauto. Ogni anno si ripete allora lo stesso miracolo, ricavando l’impressione di guardare – attraverso il teatro – dentro quella parte di noi stessi che altrimenti non sapremmo indagare. Provando la sensazione di essere aspramente maltrattati dall’uso di un vocabolario ricco di insulti. Ciò avviene per esempio mentre si guarda il Miles Gloriosus, il soldato spaccone di Plauto, il millantatore vanaglorioso, noto per le sue spropositate e infondate vanterie. Così Plauto ci presenta il vantone in modo che se ne possa subito cogliere la stupidità: non sarà difficile al servo Palestrione gabbare il suo padrone. Egli farà soprattutto leva sull’orgoglio di Pirgopolinice dando continuamente risalto alle sue qualità e imprese, presentate con l’espediente dell’iperbole. Ma davvero a noi non è mai capitato che altri ci trattassero in quel modo? Dottore, lei che è il più grande esperto di ….non potrebbe? Si impara da Plauto a diffidare delle lusinghe, a essere più umili e più intransigenti nei confronti di noi stessi. In qualche caso si apprendono i segreti dell’autocritica che tanto bene farebbe anche al nostro mondo del lavoro. E invece l’impressione è che ci sia ancora troppa superbia, che tutti abbiano fretta di arrivare a un prodotto finale senza tuttavia dedicare tempo alla cura del particolare e all’autocritica del lavoro fatto, che richiede necessariamente umiltà. E’ allora auspicabile fermarsi a guardarci, magari andando a teatro, nonostante il calendario sarsinate di quest’anno non contempli il vantone plautino. La rassegna si è inaugurata con Pseudolo, in greco falso, che ritroviamo per esempio nell’italiano pseudonimo e che, in quanto finzione, rappresenta l’essenza stessa del teatro. Esso non serve apparentemente a nulla ma proprio come la poesia, la musica e lo sport, ci apre la mente e ci conduce verso un mondo nuovo.

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