Home FixingFixing E-commerce: difficoltà per il transito della merce verso i Paesi europei e il resto del mondo

E-commerce: difficoltà per il transito della merce verso i Paesi europei e il resto del mondo

da Redazione

“Siamo vincolati allo sdoganamento, alle formalità doganali di importazione” chiarisce Daniela Tombeni titolare della casa di spedizioni San Marino Studio Sped.

 

di Saverio Mercadante

 

“Attualmente se non viene modificata la procedura, per tutta la merce, quindi anche quella relativa all’ecommerce che proviene da territorio extraCEE, ad esempio dagli Stati Uniti – chiarisce Daniela Tombeni titolare della casa di spedizioni San Marino Studio Sped – siamo vincolati allo sdoganamento, alle formalità doganali di importazione. In Italia la merce arriverà in un aeroporto, e laddove è possibile, verranno espletate le formalità doganali direttamente per San Marino e poi verrà emesso un transito nei confronti della Repubblica. Laddove non sia possibile espletare queste pratiche, avremo un doppio sdoganamento: un cauzionamento e un altro sdoganamento in una dogana autorizzata. Le spese sono piuttosto alte dai cento, duecento euro in su. E in questo caso le formalità doganali sono pagate agli spedizionieri italiani non a quelli sammarinesi. In questo caso, E’ evidentemente molto penalizzante acquistare”.

“Se la stessa merce comprata on line negli Stati Uniti d’America, è acquistata per esempio in Francia, in ambito Ue, se viene spedita tramite un corriere, non via posta, che ha una procedura doganale separata, il privato dovrà fare la formalità doganale a San Marino: ha un costo relativo al valore della merce arrivata, dai 25 euro in su. Verranno espletate le formalità doganali anche nel caso, naturalmente che la merce venga spedita da San Marino”.

“Se si esporta delle merce – sottolinea ancora Tombeni – viene venduta esente iva, e l’iva viene versata nel paese di destinazione in base all’aliquota locale. In acquisto, è la stessa cosa, noi paghiamo in base alla nostra monofase e la merce viene fatturata esente monofase”.

“Se la formalità doganale rimane questa, è piuttosto drammatico fare ecommerce. Una soluzione forse potrebbe essere, però non è corretta in base all’accordo del transito comunitario, andare a fare una fattura di vendita inclusa di monofase. Cioè, non gravare con l’operazione doganale, che però andrebbe fatta comunque. Noi, per esempio, non abbiamo mai fatto un’operazione doganale in esportazione per uno dei grandi rivenditori on line della Repubblica di San Marino. Dunque, o si fa pochissimo commercio on line, o è, come è probabile, diretto per la maggior parte sul territorio italiano con il quale abbiamo la frontiera aperta. Per quanto riguarda l’Europa e il resto del mondo, nell’attuale situazione siamo ancora all’anno zero. Mi riferisco sempre all’acquisto. Nel caso contrario, se io vendo negli Stati Uniti d’America, per noi le spese non ci sono. Il problema è dell’acquirente americano perché dobbiamo gravare l’oggetto della spesa doganale di esportazione. Anche un italiano che vende negli USA deve espletare le formalità doganali: siamo sempre in ambito extraCee. Nell’Unione europea, naturalmente, per un italiano non esiste frontiera”.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento