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San Marino, l’ordinaria amministrazione? Ecco cosa può fare il Congresso

da Redazione

Cosa può fare il Congresso di Stato in questo periodo, da qui alle elezioni che, stando a quanto ipotizzato dovrebbero svolgersi il prossimo 28 ottobre? Lo specifica chiaramente la Legge Qualificata sul Congresso di Stato (Legge n.184 del 15 dicembre 2005).

SAN MARINO – Sino alla fine (anticipata) della Legislatura, il Congresso di Stato resterà a ranghi ridotti. Le dimissioni dei Segretari di Stato alla Giustizia e alla Cultura infatti, di cui il Consiglio Grande e Generale ha preso atto, hanno portato alla decisione di non sostituire i membri dimissionari ma di ripartire le loro deleghe. Ma cosa può fare il Congresso di Stato in questo periodo, da qui alle elezioni che, stando a quanto ipotizzato dovrebbero svolgersi il prossimo 28 ottobre? Lo specifica chiaramente la Legge Qualificata sul Congresso di Stato (Legge n.184 del 15 dicembre 2005).

 

Cosa accade in ordinaria amministrazione
La Legge 184-2005 specifica chiaramente cosa può fare e cosa non può fare il Congresso di Stato in regime di ordinaria amministrazione. Il Congresso di Stato, così come le Commissioni da questo nominate, “hanno la facoltà di porre in essere esclusivamente atti di ordinaria amministrazione. Gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione sono nulli”.
Nello specifico, l’ordinaria amministrazione consiste nella gestione dei soli affari correnti. Da essa sono escluse le deliberazioni concernenti l’acquisto, la vendita o la permuta di beni immobili; l’acquisto, la vendita o la permuta di beni mobili di rilevante valore; l’adozione e approvazione di piani particolareggiati e la sottoscrizione delle convenzioni previste dagli strumenti urbanistici. E ancora: i conferimenti di incarichi professionali, consulenze, collaborazioni; liberalità e contribuzioni di qualsiasi natura a favore di persone fisiche e giuridiche o di associazioni ed enti. Infine non possono essere emanati atti normativi. Per questo motivo l’ultima riunione del Congresso di Stato prima del prossimo Consiglio Grande e Generale sarà l’ultima “infornata” di provvedimenti importanti, rimasti in sospeso, di questa legislatura. Dopodichè sarà vacanza, o quasi, sino alle elezioni.


Governo tecnico? A San Marino non è possibile
Infine spieghiamo una curiosità. Perché è capitato di sentire diverse volte in questi mesi, anche da parte di chi dovrebbe essere chiamato a conoscere almeno a grandi linee le questioni istituzionali, che si poteva paventare la solita “soluzione all’italiana” (come se poi l’Italia riuscisse mai a risolvere qualcosa) per sistemare il problema di un governo che non governa abbastanza. Ma l’ipotesi di un governo tecnico a San Marino, di fatto, non è praticabile. Lo spiega chiaramente l’articolo 1 della già citata Legge Qualificata sul Congresso di Stato  che recita testualmente: Possono essere nominati Segretari di Stato, con votazione a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio Grande e Generale, in numero non superiore ad un terzo dei componenti il Congresso di Stato, anche cittadini che non siano membri del Consiglio Grande e Generale, in possesso dei requisiti per essere eletti Consiglieri”. In sostanza, per nominare i membri del Governo la coalizione di maggioranza deve pescare direttamente tra i Sessanta nominati in Consiglio. E i “tecnici” chiaramente in Consiglio non ci sono, per definizione, poiché sono stati nominati per via elettiva. Al massimo possono essere nominati tre Segretari di Stato “tecnici”, presi dalla società civile (per essere più precisi un terzo dei membri del Congresso, che non possono essere più di dieci) e anche questi devono scavalcare un’asticella posta piuttosto in alto, perché a differenza degli altri per cui basta la maggioranza assoluta in un’unica votazione complessiva, è necessaria l’approvazione a maggioranza di due terzi dei componenti del Consiglio Grande e Generale.

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