Home NotizieSan Marino San Marino, Enzo Merlini: “OSLA e USL, che adesso si lamentano, finora hanno fatto scena muta”

San Marino, Enzo Merlini: “OSLA e USL, che adesso si lamentano, finora hanno fatto scena muta”

da Redazione

In conferenza stampa, presso la sede della CSU, i Segretari della Federazione Industria della Centrale Sindacale Unitaria hanno fatto il punto sul contratto industria appena firmato. Enzo Merlini parla dello scenario in cui si è svolta la trattativa e del nodo della rappresentatività, con riferimento a USL e OSLA.

SAN MARINO – In conferenza stampa, presso la sede della CSU, i Segretari della Federazione Industria della Centrale Sindacale Unitaria hanno fatto il punto sul contratto industria appena firmato. Enzo Merlini parla dello scenario in cui si è svolta la trattativa per il rinnovo contrattuale tra CSU e ANIS.

“Indubbiamente questo contratto offre molte libertà alle imprese, ma non si tratta di libertà assolute. Con la firma, e con il voto favorevole al referendum tra i lavoratori, si avvicina almeno in parte la realtà lavorativa sammarinese a quella italiana. Fatta questa premessa, le possibilità che avevamo a disposizione erano due: la prima fare un contratto con opzioni che non ci soddisfacevano pienamente, la seconda era quella di fare appello ai lavoratori per una ‘lotta dura e senza paura’, come si diceva una volta. A dire il vero c’era anche un’altra opportunità: fare un contratto come quello per il pubblico impiego, con zero aumenti, lasciando le cose come stavano. Ad ANIS credo sarebbe piaciuto comunque. Tuttavia, siccome in questa fase di crisi di fatto nella gran parte delle aziende si fanno già straordinari e flessibilità per andare incontro alle esigenze di mercato, il Direttivo ha scelto l’unica strada percorribile, la più logica. Non dimentichiamo inoltre che, quando si parla di libertà dell’azienda, parliamo comunque di un’ora al giorno”.

E poi c’è la questione rappresentatività. USL e OSLA si sono lamentate a gran voce per quest’accordo bilaterale che li ha esclusi.

“Noi non abbiamo escluso nessuno. Quando ti trovi a fare un contratto così difficile è già molto arduo portare avanti una trattativa bilaterale, figuriamoci con altri soggetti che vogliono fare i propri interessi. Così ci sarebbe stato uno stallo assoluto, ma ripeto, la porta non è mai stata chiusa a nessuno”. Merlini prosegue: “Dov’erano gli altri quando abbiamo portato avanti questa trattativa? È facile alzarsi adesso e dire noi non ci stiamo, ma di proposte, proposte serie, oltre a quelle di ANIS che pure era partita con idee assolutamente improbabili per noi e con obiettivi contrapposti ai nostri, nessuno le ha fatte. Quindi capisco i mal di pancia, ma OSLA e USL hanno fatto scena muta in questi due anni, se volevano, lo spazio per la trattativa c’era”.

Torniamo sulla questione della rappresentatività. La proposta di ANIS e CSU, posta nero su bianco negli allegati al contratto, è quella di dare validità erga omnes ai contratti (come questo) firmati da organizzazioni datoriali o sindacali che rappresentino almeno il 51% del totale dei lavoratori.

“Il fatto che oggi a San Marino un’organizzazione minoritaria possa far valere la propria visione a discapito della maggioranza non ha alcun senso. Di proposte sul tavolo ce ne sono da tempo, a partire da quella presentata dall’allora Segretario al Lavoro Gian Marco Marcucci, e a livello di principio non c’è stata nessuna contrarietà, pur con i vari distinguo”.

Anche quando questo contratto entrerà in vigore, dunque, ci sarà qualcuno che potrà dire la sua.

“La legge parla chiaro: il singolo lavoratore che non vuole applicare questo contratto potrà solo rivolgersi al giudice per chiedere che venga fatto applicare un altro contratto non siglato dalla propria azienda. Ammesso che qualcuno voglia fare causa alla propria azienda per questo, e pur non escludendo pronunciamenti a sorpresa – ho visto sentenze in questi anni che fanno molto discutere – è indubbio che il contratto che abbiamo firmato sarà quello di riferimento”.

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