Home FixingFixing Frontalieri, decreto recupero SPR. Oggi in Congresso di Stato o mai più…

Frontalieri, decreto recupero SPR. Oggi in Congresso di Stato o mai più…

da Redazione

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Alla Segreteria alle Finanze hanno giurato e spergiurato più e più volte, in questi mesi, che il famoso decreto in favore dei frontalieri per il recupero (parziale) delle Spese Produzione Reddito del 2011. Oggi è l’ultimo giorno possibile, con l’ultima seduta del Congresso prima dell’ordinaria amministrazione. Manterranno la promessa?

di Loris Pironi

 

statua-liberta1SAN MARINO – Alla Segreteria alle Finanze hanno giurato e spergiurato più e più volte, in questi mesi, che il famoso decreto in favore dei frontalieri per il recupero (parziale) delle Spese Produzione Reddito del 2011, conseguenza del famigerato articolo 56 dell’allora Finanziaria, quello che giornalisticamente (e impropriamente sia pure ad effetto) fu ribattezzato “tassa etnica”, sarebbe arrivato. Entro marzo, poi entro maggio, poi entro l’estate… sicuramente entro la fine della Legislatura. Ogni volta c’era un gradino in più da superare, un passaggio in più da attendere, e il Decreto che doveva andare a porre un punto fermo alla vicenda ancora non è stato messo.
Adesso che la crisi di governo è conclamata e che sul Congresso di Stato incombe l’ordinaria amministrazione, siamo giunti al momento dell’ora o mai più. Oggi, ultima seduta del Congresso di Stato prima dell’ordinaria amministrazione, il decreto dovrà essere varato, altrimenti si resterà con un pugno di mosche in mano.

Secondo i rumor di palazzo dietro a questo continuo estenuante dilatare i tempi prima di arrivare al provvedimento c’è una spiegazione tanto logica quanto disarmante: il buco di bilancio costringe a cercare di recuperare risorse in qualsiasi modo (quasi in qualsiasi modo perché di tagliare le spese, concretamente, non se ne è mai parlato) e dunque quel gruzzoletto di milioni di euro che dovrebbe essere restituito ai lavoratori frontalieri continua a fare gola. E’ un po’ come l’avaro che mette le mani in tasca, prende il portafoglio in mano, lo apre guarda le banconote fruscianti e non si decide a lasciarle andare.
Detto questo, a Fixing risulta che anche in questi giorni si è continuato a parlare del famoso decreto in questione. L’ipotesi è sempre quella di cui si parla da tempo, ovvero di un recupero solo parziale, con un tetto massimo e un’aliquota legata ai carichi familiari, in modo da andare a compensare la stortura principale del provvedimento di allora, che andava a penalizzare maggiormente chi aveva moglie e figli a carico.

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