Home FixingEditoriali San Marino, la firma del contratto industria? Qualcuno di responsabile allora c’è…

San Marino, la firma del contratto industria? Qualcuno di responsabile allora c’è…

da Redazione

Finalmente una dimostrazione di maturità. Peccato non arrivi dalla politica. ANIS e CSU firmano, finalmente, il rinnovo del contratto industria. Ecco che qualcuno finalmente ha indicato la strada da seguire.

di Loris Pironi

 

SAN MARINO – Finalmente una dimostrazione di maturità. Peccato non arrivi dalla politica.
Le parti sociali, nello specifico l’ANIS e la CSU, sono arrivate al coronamento di un lungo lavoro e sono pronte a firmare il rinnovo del contratto collettivo per il settore industriale. Proprio in questa fase in cui la politica non è riuscita a fare di meglio che abdicare, lasciando in sospeso quelle due o tre cosucce del tipo l’uscita dalla black list, le agognate riforme tributaria e del mercato del lavoro, più un mare di provvedimenti già praticamente pronti per l’uso e che dovevano essere approvati dal Consiglio in questi ultimi mesi di Legislatura.
Alla retorica domanda ‘che cosa volete che sia, aver chiuso con due o tre mesi d’anticipo’, detta con sufficienza da qualche Consigliere, gli imprenditori ad esempio potrebbero rispondere accigliati che la differenza che passa è esattamente quella tra la chiusura e la salvezza della propria azienda strangolata dalla black list e dalla burocrazia; tra il rosso del bilancio dello Stato e conti pubblici che potrebbero essere rimessi in ordine; che esiste una differenza sostanziale tra il rispetto del proprio ruolo istituzionale e invece una mancanza di responsabilità. Ma torniamo al contratto industria. Le parti sociali hanno redatto un articolato testo che rappresenta la sintesi migliore possibile in questo periodo così tormentato. Non tutti sono contenti, su entrambi i fronti, ma questo contratto, letto con attenzione, dimostra un nuovo approccio e una rinnovata volontà di gestire con maturità e spirito costruttivo le relazioni sindacali.

Nelle ultime settimane e ancor più negli ultimi giorni le Federazioni Industria della Centrale Sindacale Unitaria e i vertici dell’Associazione Industriali si sono trovate costrette ad accelerare ulteriormente i tempi per andare incontro alle bizze della politica, trovandosi la vita più complicata per via di questa inopportuna crisi di governo. E oggi si trovano a dover chiedere ai dimissionandi Congresso e Consiglio, ancora una volta, ciò che invece dovrebbe essere dovuto: ci sono infatti diverse questioni, legate ai contratti, che devono passare tramite leggi e decreti. Il messaggio che oggi viene trasmesso da sindacato e industriali alla politica dunque è il seguente: ‘Fate la vostra parte dopo che noi abbiamo fatto la nostra’. E il fatto di poter dire di aver fatto la propria parte, a maggior ragione oggi, va esibito come un vanto e come esempio.
Ecco che qualcuno finalmente ha indicato la strada da seguire.

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