Home NotizieSan Marino San Marino tra camorra e terrorismo islamico: Paolo Mondani la racconta così per Reportime (Corriere.it)

San Marino tra camorra e terrorismo islamico: Paolo Mondani la racconta così per Reportime (Corriere.it)

da Redazione

L’inchiesta Criminal Minds è una discreta bomba, sotto il profilo mediatico. E infatti ne parla oggi Paolo Mondani, del team di Report, in una videoinchiesta sul sito internet del Corriere della Sera, con tanto di intervista (d’archivio) a Marco Bianchini, leader di Karnak.

SAN MARINO – L’inchiesta Criminal Minds è una discreta bomba, sotto il profilo mediatico. E per l’immagine della Repubblica di San Marino, alla disperata ricerca di appigli positivi per risalire la china, ha rappresentato un’altra mazzata. Oggi su corriere.it, il principale portale italiano d’informazione, è apparsa una video-inchiesta firmata Paolo Mondani, del team di Report, che già le questioni del Titano le ha seguite in occasione dell’inchiesta che ha decapitato Cassa di Risparmio. Qui di seguito pubblichiamo il testo del servizio e il video correlato, con tanto di una vecchia intervista a Bianchini, che evidenziano i presunti rapporti tra la finanziaria Fingestus (da tempo in liquidazione coatta) “la camorra e il terrorismo islamico”, così come riporta il titolo del servizio.

 

 

 

 

L’inchiesta “Criminal Minds” ha fatto vittime illustri sul Titano, a partire da Marco Bianchini, presidente del gruppo Bi-Holding-Karnak e della finanziaria Fingestus. Il Tribunale di Rimini ha chiesto il suo arresto il 16 gennaio scorso per l’accusa di estorsione, ricettazione e corruzione. Non mancano i legami con la malavita organizzata, in particolare con il clan camorristico Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata (inserito stabilmente in Fingestus) e il coinvolgimento del maresciallo della Finanza Enrico Nanna, per cui sono scattate le misure cautelari. Il maresciallo, in cambio di utilità economiche, avrebbe fornito alla Karnak notizie sensibili sulle indagini che la riguardavano.

 

Coinvolto anche l’ex comandante della Gendarmeria del Titano, Achille Zechini, tornato ora in Questura a Rimini come dirigente. Secondo il Tribunale, Zechini «aggiornava in tempo reale l’imprenditore sammarinese» sullo stato dell’inchiesta, ma la sua posizione è sospesa visto che il reato ipotizzato di favoreggiamento è stato commesso in uno stato estero. Da notare che l’attuale braccio destro di Bianchini in Karnak, l’ex ufficiale delle Fiamme Gialle Vincenzo Tavano, indagato nell’inchiesta, finì in carcere nel 2006 con l’accusa di aver informato l’immobiliarista Stefano Ricucci sullo stato delle indagini a suo carico.

 

Tutto è partito dai controlli su un’agenzia investigativa di San Marino, la Cio di Salvatore Vargiu, che si occupava di dossierare i concorrenti italiani dell’azienda di Bianchini (tra cui la italiana Errebian di Ferdinando Rese) e di garantire la sicurezza personale di Gabriele Gatti, ex ministro delle Finanze del Titano e attualmente Capitano Reggente. Ai magistrati riminesi Vargiu ha consegnato i nomi di alcuni dei titolari dei conti della Fingestus. I sospetti degli inquirenti si sono concentrati inizialmente su alcuni soggetti che gravitano nell’orbita della criminalità organizzata campana e su un imprenditore siriano che avrebbe depositato in Fingestus 150 milioni di dollari. Tra l’altro Vargiu dichiara che «da informazioni riservate risulta segnalato come persona che finanzia ed appoggia il terrorismo islamico».

 

Nel 2010, la Banca Centrale di San Marino, corrispondente alla nostra Banca d’Italia, aveva tentato di svolgere controlli sulla Fingestus, ma il governo di San Marino aveva bloccato l’intervento al punto da costringere l’allora vertice della banca a dare le dimissioni. Gli investigatori si stanno chiedendo quali interessi si nascondano dietro i conti cifrati di Fingestus, in particolare tra la fitta rete di personaggi romani che verosimilmente coprono uomini di primo piano dell’imprenditoria e della politica italiana.

 

Paolo Mondani

www.corriere.it

 

 

 

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