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Editoriale, riflessioni sulle Menti criminali

da Redazione

Criminal minds: non possiamo però dimenticare che ancora una volta le autorità di San Marino hanno collaborato pienamente con quelle italiane.

 

di Loris Pironi

L’inchiesta condotta dalla Procura di Rimini denominata “Criminal Minds”, che è stata condotta in quasi 50 province d’Italia oltre che a San Marino e conta una trentina di indagati, tra cui alcuni personaggi molto conosciuti in Repubblica, lascia non poco sgomento.  I fatti che sono emersi fanno supporre ancora una volta un rapporto stretto tra la criminalità organizzata ed il territorio del Titano.
Noi siamo assolutamente e totalmente garantisti, sino a che la giustizia avrà completato il suo corso, quindi non ci lanciamo in avventati giudizi sulle responsabilità degli indagati. Ribadiamo che quando una persona viene privata della propria libertà, prima del processo e senza prove certe della sua colpevolezza (sia questi Marco Bianchini, Presidente del gruppo
BI\Holding oppure il vituperato Schettino, Comandante della Costa Concordia) è una ferita all’intero corpo della giustizia. Ma abbiamo fiducia sul fatto che verrà fatta chiarezza anche su questo episodio.
Non possiamo però dimenticare che ancora una volta le autorità di San Marino hanno collaborato pienamente con quelle italiane, e questo conferma una nouvelle vague di fatto nei rapporti tra i due Stati che dovrebbe essere suggellata finalmente da accordi ufficiali che ristabiliscano sane relazioni bilaterali.
Infine l’auspicio è che le vicende giudiziarie di una singola persona non abbiano conseguenze sull’attività di un intero gruppo aziendale. Al di là di tutto, infatti, Karnak ha già vissuto attacchi strumentali in passato e l’arresto di Bianchini riguarda tutt’altre questioni. L’azienda e i lavoratori non devono uscirne danneggiati.

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