Home FixingFixing Diario della crisi del 16 giugno 2011

Diario della crisi del 16 giugno 2011

da Redazione

Mobius, Shiller, Roubini. Cognomi quanto mai evocativi per le cassandre del terzo millennio. Negli ultimi giorni gli economocatastrofisti si sono scatenati.

di Saverio Mercadante

 

Mobius, Shiller, Roubini. Cognomi quanto mai evocativi per le cassandre del terzo millennio. Si sono scatenati negli ultimi giorni gli economocatastrofisti. Bob Shiller economista americano, accademico e autore di best seller ha avvertito: i prezzi delle case USA potrebbero crollare di un altro 25% quest’anno. Il professore della New York University, Nouriel Roubini, colui che predisse con largo anticipo e assoluta precisione la Grande Recessione del 2008-2009 ha lanciato l’anatema: i problemi fiscali negli Stati Uniti, il rallentamento della crescita cinese, il fardello del debito in Europa e l’economia stagnante del Giappone, potrebbero convergere e portare la “tempesta perfetta” nel 2013. “Ci sono già tanti elementi di fragilità. Il debito pubblico e quello privato – ha detto Monsieur Roubini – stanno aumentando velocemente e questi problemi potrebbero esplodere già dal 2013”. Il direttore esecutivo del gruppo dei mercati emergenti di Templeton Asset Management, Mark Moebius ha lasciato agli uomini di buona volontà, già tramortiti dall’uno-due di Roubini e Shiller, una vaga speranzella. E’ vero che gli Usa non hanno risolto quegli stessi problemi che hanno gettato l’economia in recessione, è vero che le banche sono troppo grandi e crescono ancora di dimensioni, che gli strumenti derivati non sono regolamentati, che i bilanci bancari nel mondo non sono del tutto in salute, ma… ma, la crisi “…potrebbe essere una grande occasione, in particolare nei mercati emergenti, per comprare titoli a prezzo vantaggioso”. Ha aggiunto: “Non ho intenzione di dire che è una cosa altamente negativa quella che capiterà”. Ecco. E ci mancherebbe. Ci vuole una sana positività in questi tempi così duri e feroci. Specialmente per i redditi italiani. L’Italia è il Paese con le trattenute più elevate sui redditi da $200.000 annui, circa tre volte tanto l’ammontare tassato in Russia. E sono terzi tra i paesi del G8 per i redditi da $25.000. Ecco.

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