Home NotizieAttualità Giappone, anche i robot in azione per coprire i reattori di Fukushima

Giappone, anche i robot in azione per coprire i reattori di Fukushima

da Redazione

Il Giappone sta valutando tutte le opzioni per ridurre le emissioni radioattive ed evacuare tonnellate di acqua contaminata nella centrale di Fukushima Daiichi (numero 1), tra cui coprire i reattori con una copertura speciale o utilizzare i serbatoi di un’autocisterna.

Il Giappone sta valutando tutte le opzioni per ridurre le emissioni radioattive ed evacuare tonnellate di acqua contaminata nella centrale di Fukushima Daiichi (numero 1), tra cui coprire i reattori con una copertura speciale o utilizzare i serbatoi di un’autocisterna. La società che gestisce il sito, la Tokyo Electric Power (Tepco), ha accettato l’aiuto del gruppo nucleare francese Areva il cui presidente, Anne Lauvergeon, è arrivato oggi a Tokyo con alcuni esperti, per dare tecnicamente manforte ai gruppi nipponici, in particolare per il trattamento delle acque contagiate. Il ministero dell’Energia americano ha inoltre messo a sua disposizione robot che resistono alle radiazioni, capaci di raccogliere informazioni sui reattori in zone in cui la radioattività è troppo elevata. Criticato per la sua assenza dall’inizio della crisi nucleare più grave da Chernobyl, il presidente di Tepco, Masataka Shimizu, 66 anni, è stato ricoverato in ospedale ieri sera, per ipertensione arteriosa: lo ha confermato nel corso di una conferenza stampa il presidente onorario del gruppo, Tsunehisa Katsumata. Quest’ultimo ha giudicato inevitabile lo smantellamento dei reattori della centrale Fukushima Daiichi, costruita oltre 40 anni fa sulla costa del Pacifico, 250 chilometri a nord della megalopoli di Tokyo e dei suoi 35 milioni di abitanti. Questo sito, che conta sei reattori, non era concepito per resistere allo tsunami di 14 metri che l’ha danneggiato l’11 marzo dopo il sisma più potente mai registrato in Giappone. L’ alimentazione elettrica dei circuiti di raffreddamento dei reattori si è bruscamente interrotta. Privato dell’acqua, il combustibile nucleare ha iniziato a riscaldarsi ed entrare in fusione, causando una serie di esplosioni e di importanti fughe radioattive. Tuttavia questo processo infernale, che potrebbe portare a un grave incidente nucleare, sembra per il momento essere stato fermato. Le autorità giapponesi stanno intanto prendendo in considerazione l’ipotesi di raccogliere e congelare cellule staminali degli ingegneri e degli operatori impegnati nella centrale nucleare di Fukushima, da utilizzare in eventuali trapianti in caso di esposizione a pericolosi livelli di radioattività. Stando a quanto scrive oggi il quotidiano britannico The Guardian, la proposta è stata indicata come una misura precauzionale capace di salvare la vita agli operatori. L’esposizione ad alti livelli di radiazioni può infatti causare gravi malattie e portare alla morte per danni al midollo osseo, ma il decesso si può scongiurare grazie a un intervento tempestivo e a un trapianto di cellule staminali ematiche raccolte prima dell’esposizione.

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