Home FixingFixing Diario della crisi del 25 marzo 2011

Diario della crisi del 25 marzo 2011

da Redazione

E’ guerra. Ma all’italiana.Tra guerra in Libia, braccio di ferro con Sarko e fondo salva-Stati.

di Saverio Mercadante

E’ guerra. Ma all’italiana. Nell’ordine. Silvio Berlusconi nega i bombardamenti dei Tornado, i caccia italiani. Ma i piloti raccontano: “Colpiti obiettivi libici”.
Il Premier ha assicurato che devono solo pattugliare, ma i militari rientrati alla base parlano di “soppressione” delle difese avversarie. Il 22 marzo Berlusconi si dice “addolorato per Gheddafi. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente”. Casini con prontezza di riflessi: “Siamo addolorati per le migliaia di donne e di uomini assassinati da Gheddafi e dai suoi scherani, non certo per la sorte del leader libico”.
Ancora il Berlusca: “La Francia sta calcando la mano. Ci vuole la Nato”, secondo quanto riportato dal canale televisivo Class Cnbc. Insomma, un po’ “armiamoci e partite”, un po’ “Sarkozy mi sta fregando banche e industria e vuole mettere il cappello anche sulla Libia”, un po’ il ricordo del bel tempo che fu con la tenda del Raìs a Villa Panphili a Roma, e le amazzoni libiche.
Intanto Frattini corregge La Russa: “Nessun rischio attentati in Italia”.
E’ lo stile dei tempi della crisi, anche in tempo di guerra la Gaffe alla burlesque è l’unico missile terra-aria. Per non farsi sorprendere dai colpi di coda della crisi mai superata, intanto è stato raggiunto un accordo tra i ministri finanziari dell’Unione europea sul futuro Fondo salva-Stati, lo European stability mechanism: sarà operativo da metà 2013. Avrà una capacità finanziaria effettiva di 500 miliardi di euro e potrà intervenire sul mercato primario dei titoli per acquistare bond dei Paesi in gravi difficoltà finanziarie. Non è stata accolta la richiesta della Banca centrale europea di intervenire anche sul mercato secondario. La disponibilità iniziale del Fondo sarà di 80 miliardi di euro, di cui 10 versati immediatamente. In più, per arrivare alla capacità effettiva di 500 miliardi, se ne prevedono altri 620 sotto forma di garanzie statali.
 

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