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Visti da Lontano, San Marino fa discutere a Montecitorio

da Redazione

Fare discutere i lettori del tema affrontato. E’ il risultato migliore per un libro. Così è stato per il libro "Visti da Lontano" (AIEP Editore) di Sergio Barducci anche nella presentazione a Montecitorio. Presenti Antonio Martino (Pdl) , Massimo Vannucci (Pd) e il consigliere sammarinese Nicola Selva.

SAN MARINO – Fare discutere i lettori del tema affrontato. E’ il risultato migliore per un libro. L’operazione sembra riuscita a Sergio Barducci e al suo “Visti da lontano” (AIEP editore, 20€), dove 13 politici italiani, da Giulio Andreotti a Vincenzo Visco, da Gianni De Michelis a Antonio Martino, raccontano la loro San Marino.

E’ stato così anche nella sala stampa di Montecitorio dove, nei giorni scorsi, a parlare degli argomenti proposti da Barducci e grazie alle domande del moderatore, il direttore della “Voce di Romagna” Franco Fregni, sono stati Antonio Martino del PDL, Massimo Vannucci del PD (coordinatore dell’Associazione parlamentari amici di San Marino) e Nicola Selva (coordinatore dell’Associazione dei consiglieri Sammarinesi).

Martino, in ossequio alla sua formazione e cultura liberale, non ha perso l’occasione per mostrarsi voce fuori dal coro. E ha offerto un’analisi della crisi bilaterale Italia – San Marino molto critica nei confronti delle scelte Italiane e del suo compagno di partito e titolare del dicastero dell’Economia, Giulio Tremonti.

“Il nostro governo non è più un organo collegiale, ma sostanzialmente un organo monocratico, perché troppi poteri sono nelle mani di una sola persona e se il ministro dell’Economia non lo vuole, non si muove nemmeno una foglia – ha spiegato Martino – e da vero liberale sono per la diffusione del potere e non per la sua concentrazione nelle mani di un solo uomo”. Situazione che secondo Martino non ha certo favorito la ricerca di una soluzione dei problemi tra i due Paesi.

L’onorevole PDL ha quindi lanciato un appello a San Marino affinché faccia valere le sue peculiarità, la sua indipendenza e autonomia nei rapporti con l’Italia e con la UE: “Sento dire che vorreste entrare in Europa, ma per carità! L’Europa vuole l’armonia fiscale, che sarebbe come volere mettere lo stesso vestito a Giuliano Ferrara e Piero Fassino. Alle eccessive pretese di un ministro di uno Stato estero potete opporvi. Se avrete il coraggio di farlo chiederò asilo politico da voi”.

Critico con le chiusure italiane ai tentativi d’apertura sammarinesi di questi ultimi mesi, perché tra l’altro contrarie alla storia dei rapporti tra i due Stati, si è detto anche Massimo Vannucci: “San Marino è una piccola repubblica che ha saputo garantirsi libertà e autonomia e ha intrecciato la sua storia con quella dell’Italia. In particolare, durante il Risorgimento: dall’aiuto offerto a Garibaldi in fuga da Roma al primo trattato tra Stati firmato nel 1862 da Cavour”.

Per Vannucci, si corre il rischio di vedere l’Italia praticare “bullismo diplomatico-finanziario” verso la Repubblica del Titano, mentre è invece necessario “Evitare di volere dimostrare quanto siamo grandi e forti solo perché abbiamo 64 milioni d’abitanti” e ricordare invece che “ogni giorno 7 mila italiani si recano a San Marino a lavorare”.

“Con “Visti da Lontano” ho cercato solo di fare il mestiere di cronista. Ho raccontato la storia dei rapporti tra le due nazioni e ho offerto i sammarinesi, l’immagine di come i politici italiani ci vedono. Ho cercato di ricostruire le origini di una frattura oggi evidente e grave – ha dichiarato Barducci – il mio libro è solo uno strumento per aiutare a capire e sono felice che abbia originato così tanta discussione e dibattito. Credo sia questo il compito di chi cerca di raccontare agli altri la realtà”.

Del resto dibattiti e confronti hanno, infatti, caratterizzato le presentazioni del libro. Era stato così a San Marino, dove istituzioni e governo hanno riletto in modo critico un generale ritardo ad adeguarsi a uno scenario economico e finanziario profondamente cambiato. Mentre a Rimini aveva addirittura dato origine un appello “bipartisan” del presidente della Provincia, Stefano Vitali (PD) e del consigliere regionale, Marco Lombardi (PDL). Entrambi concordi nel chiedere l’intervento dell’Emilia Romagna nei confronti del governo per sbloccare una situazione di estrema difficoltà.

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