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San Marino, la scomparsa di Mario Fantini e le verità  nascoste

da Redazione

La scomparsa del Dott. Mario Fantini, ex Direttore e Amministratore Delegato della Cassa di Risparmio per vent’anni, ha riproposto all’attenzione della pubblica opinione, la sua vicenda personale strettamente connessa a quella del nostro maggiore istituto bancario e a quella del Gruppo Delta”. Di Alberto Rino Chezzi.

di Alberto Rino Chezzi

SAN MARINO – La scomparsa del Dott. Mario Fantini, ex Direttore e Amministratore Delegato della Cassa di Risparmio per vent’anni, ha riproposto all’attenzione della pubblica opinione, la sua vicenda personale strettamente connessa a quella del nostro maggiore istituto bancario e a quella del Gruppo Delta.

A quasi due anni dall’arresto dei vertici della Cassa di Risparmio di San Marino e di Delta, ancora non è emerso il vero motivo di tale accanimento verso un gruppo bancario e, indirettamente, verso una piccola Repubblica che ne ha subito conseguenze pesantissime.

La Cassa e indirettamente San Marino sono finite in un pantano, dove ancora non si vede la fine.

Di certo vi è solo che Sopaf ha avuto soddisfazione nelle richieste del prezzo di cessione del proprio pacchetto azionario e che è stato azzerato un gruppo bancario italiano che aveva risultati più che positivi di bilancio, dando lavoro a oltre 1.000 persone in Italia.

Il risultato ottenuto è stato un esproprio di fatto del più importante investimento fatto con capitali sammarinesi in Italia e l’emergere di tante criticità nei rapporti tra le istituzioni dei due Paesi.

E’ stata commessa una grande ingiustizia verso la Cassa di Risparmio di San Marino e il Gruppo Delta, non collusi con la malavita ma neppure con i poteri forti del nostro potente vicino.

Chi conosceva il Dott. Mario Fantini sapeva che non scendeva a compromessi.

Il pensiero principale era rivolto sempre agli interessi della Banca e della Repubblica che lo ospitava.

Era un grande banchiere, con un grande progetto industriale dalle ricadute importanti anche per San Marino.

In questa triste vicenda, di certo vi è che le nostre Istituzioni, non hanno difeso la Cassa, patrimonio comune dei sammarinesi.

Non vi è stata una protesta nemmeno nelle sedi internazionali per un attacco senza precedenti al nostro sistema finanziario e bancario.

Poche voci si sono levate dalla politica a difesa della Cassa.

Il risultato è di ritrovarci con un sistema bancario e finanziario, di fatto, oramai commissariato nella quasi sua totalità.

Evidentemente vi sono verità ancora nascoste, che solo il tempo farà emergere, rendendo giustizia a tutti quelli che hanno già pagato un conto salato, pur non avendo ricevuto nessuna condanna e avendo operato nel rispetto di quelle che erano le leggi e gli accordi vigenti.


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