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San Marino, tutti insieme si puòcambiare davvero

da Redazione

I rapporti con l’Italia sono al centro dei pensieri di tutti, in questo momento. Politica, categorie economiche, imprenditori, lavoratori. Ecco allora che il Convegno organizzato dall’ANIS con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha rappresentato uno strumento importante per tracciare la rotta. Anticipazione di Fixing oggi in edicola.

di Loris Pironi

SAN MARINO – I rapporti con l’Italia sono al centro dei pensieri di tutti, in questo momento. Politica, categorie economiche, imprenditori, lavoratori. Ecco allora che il Convegno organizzato dall’ANIS in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e con la partnership di Karnak, andato in scena martedì mattina al Kursaal, ha rappresentato uno strumento importante per fare il punto a tutto tondo sulla questione. Tema del convegno: “Rapporti con l’Italia, novità fiscali e finanziaria sammarinese: quale futuro per l’economia della Repubblica?”. In platea tutto esaurito (oltre 130 persone) con una nutrita partecipazione dei professionisti sammarinesi. Al tavolo dei relatori Marino Albani e Gian Enrico Casali, presidente e vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Pier Paolo Fabbri Presidente ABS, Giampaolo Giuliani rappresentante di Confindustria Rimini, Paolo Rondelli e Carlo Giorgi rispettivamente Presidente e Segretario Generale dell’ANIS. Moderatore del dibattito Giorgio Costa, firma de Il Sole – 24 Ore.

 

Commercialisti
L’intervento di Mario Albani e Gian Enrico Casali, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha focalizzato il cambiamento socio-economico che si è delineato alla luce dell’inserimento della Repubblica di San Marino nella black list italiana e alla luce del Decreto Incentivi. “Sembra quasi ci sia una vera e propria cabina di regia per creare un clima di avversione verso il nostro Paese – ha affermato il Presidente Marino Albani – In realtà San Marino sta operando fattivamente per combattere le truffe fiscali e per collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura italiana”. Eppure questo per i media non fa notizia. “I Dottori Commercialisti sono in prima linea in quest’opera di pulizia, ma sono convinto che in Italia c’è ancora una scarsa conoscenza del sistema economico sammarinese”. Gli fa eco Gian Enrico Casali. Che racconta come la crisi del tessuto economico sammarinese si misura in un meno 15-20% degli incassi tra il 2009 e il 2010. Casali punta il dito sugli obblighi di comunicazione richiesti dal MEF (con la circolare 53/E del 2010) agli operatori italiani che hanno rapporti con i paesi black list. “Questi obblighi stanno letteralmente massacrando l’economia sana di San Marino – spiega il Vicepresidente dei Commercialisti e Esperti Contabili – mentre di certo non hanno la possibilità di raggiungere l’obiettivo prefissato, quello di combattere le truffe carosello o simili, poiché chi le realizza si guarderà bene a comunicare le proprie operazioni illecite all’Agenzia delle Entrate. Noi riteniamo che queste misure di comunicazione possono essere sostituita con altri metodi più snelli ed efficaci”.

 

ABS
Nel suo intervento sulla situazione del sistema bancario e finanziario sammarinese, nell’occhio del ciclone dopo lo scudo fiscale 2010, Pier Paolo Fabbri, Presidente dell’associazione bancaria ABS sgombera il campo dagli equivoci legati allo scambio automatico d’informazioni in ambito bancario di cui più volte si è parlato di recente. “Quando si parla di questo – ha spiegato Fabbri – si parla di una proposta che è stata approvata in queste ore e che ha una prospettiva temporale 2015. In sostanza stiamo parlando di qualcosa che è sul tavolo di studio dell’Unione Europea, e che ancora non c’è niente di definito”. Detto questo, Fabbri mette sul piatto la disponibilità delle banche sammarinesi ad andare nella direzione dello scambio automatico, “proprio per arrivare alla normalizzazione dei rapporti con l’Italia”.

 

Confindustria Rimini
Giampaolo Giuliani, per Confindustria Rimini, ha parlato di imposte indirette e scambi commerciali tra Italia e San Marino. Anche Giuliani ha puntato il dito sulla necessità di superare una volta per tutte l’anacronistico sistema dell’imposta monofase a San Marino, passando ad un sistema IVA o similare. “Si possono fare tutta una serie di ipotesi e di scenari per valutare possibili cambiamenti che rendano più competitivo ed attuale l’imposizione indiretta in San Marino”.

 

ANIS
“Vogliamo unire il Paese in proposte – afferma Carlo Giorgi, Segretario Generale dell’Associazione dell’Industria – per ragionare sul futuro del paese e incominciare a marciare insieme. Perché siamo un paese che non reagisce a sufficienza alle difficoltà e ai problemi, che vanno affrontati assieme.
“Uno dei problemi principali – ha spiegato Carlo Giorgi – riguarda il Bilancio dello Stato, sia per quello che riguarda a struttura stessa del bilancio pubblico, che presenta lacune importanti, sia per l’incidenza della spesa corrente, ben oltre il 90%, e le prospettive tutt’altro che rosee per il futuro”. Giorgi sottolinea come una tassazione inferiore al 2% sui redditi da lavoro di 23 mila euro annui non ha riscontri in alcun paese, e sostiene la necessità di una manovra sostanziale relativa alle imposte dirette con interventi forti nell’accertamento dei redditi e in una “giudiziosa maggiore imposizione”. Il tutto da misurare con grande equilibrio. Per gli Industriali, inoltre, non è più rinviabile l’introduzione del sistema IVA, per superare l’ormai anacronistica imposta monofase. Poi c’è il discorso del mercato del lavoro e della concorrenza. La parola quindi a Paolo Rondelli, che pone l’accento sulla necessità assoluta di mettere in campo una strategia per elaborare un “progetto competitività”. “E’ necessario – ha affermato Rondelli – che il nostro Paese mostri una reazione di responsabile orgoglio. Alla politica, ANIS chiede “risposte ai problemi nell’immediato, e riforme e progetti per costruire il futuro. Siamo convinti che serva una maggiore collaborazione fra tutte le forze politiche. Ed è per questo che abbiamo deciso di proporre sette Istanze d’Arengo che, tutte insieme, vadano a rappresentare il nucleo di un progetto generale per il Paese”.


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