Home NotizieSan Marino S.Marino, l’Associazione Pro Bimbi e il pane del clan Vallefuoco

S.Marino, l’Associazione Pro Bimbi e il pane del clan Vallefuoco

da Redazione

E’ calato un silenzio assordante su una vicenda che è ancora tutta da chiarire. Quella dell’appalto pubblico vinto a San Marino dal panificio Vallefuoco, secondo la magistratura legato all’omonimo clan camorristico. La protesta dell’Associazione Pro Bimbi.

SAN MARINO – E’ calato un silenzio assordante su una vicenda che è ancora tutta da chiarire. Da dicembre 2008 a settembre 2009 l’appalto pubblico per la “fornitura di pane e farinacei” per asili nido, scuole dell’infanzia ed elementari è stato affidato, dopo aver indetto una gara d’appalto, alla ditta Vallefuoco. Non competono a noi, come associazione, risvolti politici ed indagini sulla criminalità, ma vorremmo rimarcare la nostra preoccupazione di fronte a smaccate incongruenze, emerse anche sui giornali, su verifiche e controlli necessari in queste tipologie di forniture pubbliche. Più volte in quel periodo i genitori si erano lamentati del pane perché considerato di bassa qualità e questa protesta aveva avuto il supporto di alcuni addetti alla cucina che denunciarono il reso prodotti perché non conformi a standard igienico sanitari. Leggiamo con stupore le dichiarazioni del dottor Antonio Putti, responsabile dell’Unità di Igiene Alimentare dell’Iss, con le quali assicura che il problema del pane era solo una questione di gusto, ma ammette che esami clinici non sono mai stati fatti. Inoltre ci chiediamo come un solo dipendente con mansione di fornaio potesse produrre ogni giorno il pane per tutte le scuole della Repubblica e, come affermato dal Segretario di Stato Arzilli, anche per grandi gruppi della ristorazione della regione Emilia Romagna, cosa peraltro smentita dagli interessati che si definiscono “parte lesa”. E noi cittadini/genitori e soprattutto i nostri figli, come ci dobbiamo definire? Crediamo che a tutela del diritto delle famiglie di educare e tutelare a 360° il proprio figlio, tutte le informazioni riguardanti tali forniture dovrebbero essere trasparenti e pubbliche fin dalla concessione dell’appalto, e non venire date solo su richiesta o sulla scia di polemiche, come recentemente avvenuto nel caso dell’indiscriminato aumento delle quote per la refezione, in seguito alla quale, vista la mobilitazione della cittadinanza e il dibattito scaturitone, la Direzione delle Scuole dell’Infanzia ha dovuto indire pubblica assemblea sulla questione. Sarebbe buona prassi, e ci auguriamo che tutte le Direzioni e la Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura accolgano la nostra proposta, che tutto ciò avvenga nella massima chiarezza, così da poter instaurare un circolo virtuoso di reciprocità e fiducia nelle scelte operate. Ci auguriamo inoltre che le mense scolastiche possano essere messe in condizioni di continuare ad operare nella professionalità e nella serietà, e che la scelta di affidare il servizio refezione di una struttura pubblica ad un operatore privato, come avviene attualmente in un Asilo Nido, rimanga un’eccezione e in alcun modo diventi la regola. Come abbiamo tutti potuto ancora una volta constatare anche attraverso la vicenda del pane del Panificio Vallefuoco, infatti, gli addetti alla cucina si sono dimostrati più scrupolosi nel proprio lavoro a garanzia della qualità del cibo somministrato ai nostri bimbi di quanto non lo siano stati ai livelli più alti coloro che avrebbero dovuto, in seguito alle segnalazioni, attivare i necessari controlli. Aspettiamo ancora delle risposte ed in attesa ribadiamo le domande: quali criteri sono richiesti ad una ditta per poter partecipare alle gare d’appalto pubbliche? Quali sono gli elementi di valutazione per la scelta finale del fornitore? Quali e da chi sono effettuati i controlli durante il periodo di operatività della ditta? Esistono verifiche incrociate fra i vari uffici (Direzioni delle Scuole, Ufficio d’Igiene, Ufficio Industria, Ufficio del lavoro…)? Quali sono le inadempienze che possono portare le Istituzioni a rescindere un contratto d’appalto senza incorrere in sanzioni penali? Restiamo in attesa di cordiale riscontro in merito.

Il Direttivo dell’Associazione Pro Bimbi
c.s.

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