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San Marino, referendum: serve un po’ di chiarezza

da Redazione

Il 27 marzo i cittadini sammarinesi saranno chiamati a pronunciarsi sul quesito referendario che vuole abrogare la legge 5 maggio 2010 N.82, più precisamente per ripristinare la maggioranza qualificata per la cessione dei terreni pubblici. Già, ma che cosa dice la legge?

SAN MARINO – Il 27 marzo i cittadini sammarinesi saranno chiamati a pronunciarsi sul quesito referendario che vuole abrogare la legge 5 maggio 2010 N.82, più precisamente per ripristinare la maggioranza qualificata per la cessione dei terreni pubblici. Già, ma che cosa dice la legge? E qual è lo spirito per cui è stata approvata dal Consiglio Grande e Generale?
La Legge 82/2010 parla chiaro e si riferisce esclusivamente ai trasferimenti di proprietà di terreni pubblici ad uso industriale e artigianale. Per tali terreni – solo per questi, e solo dopo la fase di approvazione del PRG – il Consiglio Grande e Generale può autorizzarne la cessione a privati non più con l’approvazione a maggioranza qualificata (i 2/3 dell’assemblea, dunque con un’ampia partecipazione anche dell’opposizione nella decisione) ma con la maggioranza assoluta dei consiglieri. Anche in questo caso si rischia di fare confusione poiché la maggioranza assoluta rende necessario il sì di almeno 30 consiglieri (su 58 votanti), mentre per tutte le altre leggi ordinarie dello Stato è sufficiente la maggioranza semplice (la metà dei consiglieri presenti alla seduta + 1).
Il discorso relativo alla Legge che andrà incontro al referendum è facile preda della disinformazione anche e soprattutto su ciò che riguarda i terreni pubblici che lo Stato eventualmente cede ai privati: generalizzando, come spesso accade e sta accadendo, si lascia intendere che la 82/2010 concerne il trasferimento di proprietà di tutti i beni immobili dello Stato mentre, come spiegato all’inizio, si tratta esclusivamente dei terreni pubblici individuati in fase di attuazione del Piano Regolatore destinati ad uso industriale ed artigianale. Per la cessione di tutti gli altri beni immobili dello Stato l’autorizzazione necessita sempre della maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti del Consiglio Grande e Generale: lo prevede la legge 154 del 5 novembre 2004 che riguarda, appunto, i “Trasferimenti di proprietà di beni immobili dell’Ecc.ma Camera”.

 

I MOTIVI DELLA LEGGE 5 MAGGIO 2010 N.82
Le imprese industriali e artigianali hanno esultato quando, la primavera scorsa, il Consiglio ha finalmente approvato questa legge. Il motivo è semplice: la necessità di far crescere dimensionalmente un’azienda o di impiantarne di nuove (con l’ovvia ricaduta in termini occupazionali) era bloccata e disincentivata dai tempi infiniti imposti dalla politica. Una volta individuata l’area artigianale o industriale idonea in fase di Piano Regolatore, prima di arrivare all’approvazione da parte del Consiglio trascorrevano infatti addirittura anni. E la politica, in maniera miope, troppo spesso ha anteposto le proprie battaglie di posizione alle legittime richieste del mondo imprenditoriale, finendo per preparare imboscate o porre veti incrociati che tutto avevano a che fare tranne che con il rispetto e la salvaguardia del territorio e l’esigenza di pilotare e indirizzare lo sviluppo imprenditoriale di San Marino.

RIASSUMENDO…

Ecco i punti su cui fare chiarezza.

1. La Legge 5 Maggio 2010 N.82 prevede che solo i trasferimenti di proprietà di terreni pubblici ad uso industriale ed artigianale siano autorizzati dal Consiglio non più con maggioranza qualificata (i 2/3 dell’Aula), come invece si richiede per tutti gli altri beni immobili di proprietà dello Stato.

2. Per i trasferimenti di proprietà di terreni pubblici ad uso industriale ed artigianale l’autorizzazione del Consiglio Grande e Generale, in virtù della Legge 5 Maggio 2010 N.82, deve arrivare a seguito di votazione a maggioranza assoluta (30 voti su 58) e non a maggioranza semplice (metà + 1 dei presenti alla votazione) come per tutte le leggi ordinarie dello Stato.

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