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Tampone subito Poi la riforma

da Redazione

Se si vuole cancellare con un colpo di spugna la “supertassa” per i frontalieri, desiderio unanime di lavoratori e imprenditori non c’è dubbio che si debba andare a recuperare da qualche altra parte quei soldi che l’articolo 56 della Finanziaria vorrebbe scucire dalle tasche dei frontalieri.

di Loris Pironi

SAN MARINO – Se si vuole cancellare con un colpo di spugna la “supertassa” per i frontalieri, desiderio unanime di lavoratori e imprenditori, dell’Anis quanto dei sindacati, non c’è dubbio che si debba andare a recuperare da qualche altra parte quei soldi che l’articolo 56 della Finanziaria vorrebbe scucire dalle tasche dei frontalieri. Si tratta di 8-10 milioni di euro (forse anche 12), cifra rilevante negli equilibri del Bilancio dello Stato. La soluzione? Oltre a imprimere un’ulteriore sferzata al contenimento delle spese non c’è dubbio che oggi lo Stato debba intervenire sulla tassazione. Pagare meno pagare tutti, ecco la soluzione. Un intervento oggi per tamponare l’emergenza, ma poi subito al lavoro per l’annunciata riforma fiscale. L’esecutivo ha promesso di mettervi mano entro l’estate e dovrà rappresentare il punto di svolta, il nuovo inizio da cui lo Stato dovrà incominciare seriamente a garantire una tassazione equa per le imprese e per i cittadini in cambio di welfare e servizi di qualità, come è sempre stato. Ha ragione il Segretario alle Finanze Pasquale Valentini quando dice che il problema della disparità di tassazione tra Italia e San Marino va risolto, però in questo braccio di ferro non possono rimetterci oltre 6 mila famiglie. Così come la trattativa tra i due Stati dovrà portare ad una soluzione definitiva della doppia tassazione, archiviando quel fragile strumento che è la franchigia. Chiudiamo con un auspicio. Se è vero che il provvedimento viene in questi giorni per la prima volta messo in discussione, si tratta di una dimostrazione di sensibilità ai problemi delle famiglie e di intelligenza. Solo chi è disposto a fare un passo indietro e imboccare un’altra strada può trovare le soluzioni ai problemi. È questa la ‘politica alta’ che ci si deve aspettare per risollevare le sorti del Paese.

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