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La Cina è sempre più lontana

da Redazione

La crescita tendenziale è appena sotto il 12%.

Che la Cina sia vicina è un modo di dire ricorrente; in realtà, dopo la comunicazione dell’ultimo dato sul suo Prodotto interno lordo, è vero, invece, che essa è sempre più lontana. O, almeno, lo è dal tasso di crescita medio dei Paesi cosiddetti industrializzati. Infatti, secondo i dati che l’Ufficio di Statistica di Pechino ha recentemente diffuso, la crescita tendenziale è appena sotto il 12%. Il dato è ben superiore alle attese degli analisti che si attendevano un risultato che, se pur di tutto rilievo, fosse più contenuto. L’ultima rilevazione del Pil cinese indica per il colosso asiatico la più forte crescita dell’ultimo triennio, ben maggiore anche del 10,7% rilevato nel 4° trimestre record del 2009. Inoltre, anche la produzione industriale si attesta su livelli stratosferici raggiungendo crescite attorno al 19,6%. Ora, le autorità cinesi iniziano seriamente ad interrogarsi sulla capacità dell’economia di reggere questi elevati ritmi di crescita, come sulle possibilità dello scoppio di eventuali bolle speculative, in particolare, nei due comparti più esposti a questo fenomeno: quello finanziario e quello immobiliare. Però, nonostante l’escalation dei dati appena esposti, l’inflazione resta sotto controllo e, anche se non si attesta sui livelli stimati dagli economisti, fa registrare incrementi attorno al 2,5%. Inoltre, anche la crescita dei prezzi alla produzione resta contenuta, fermandosi sotto il 5,9%. Con questi valori, per ora non sembra imminente una manovra restrittiva sui tassi da parte della banca centrale cinese, anche perché il tetto del 3% dell’inflazione, fissato per quest’anno dal governo cinese, sembra lontano, considerando anche il livello dei prezzi, in calo rispetto al mese precedente. Dopo questo dato, è naturale che Stati Uniti d’America ed Europa tornino a richiedere alle autorità monetarie cinesi la svalutazione dello yuan; una moneta da legare al dollaro e ad un paniere di valute con un’oscillazione contenuta entro una banda del 2,5%: la stessa concessa oscillazione ai tempi dello Sme alle valute del Sistema monetario europeo dal quale ha avuto origine l’euro.

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