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San Marino, si applauda la mostra dedicata all’Incantesimo Barocco

da Redazione

Si applauda la mostra “Incantesimo Barocco – il ‘600 nelle collezioni private sammarinesi”, così come il catalogo relativo. Parola di Tullio Vittorio Giacomini.

INCANTESIMO BAROCCO – il ‘600 nelle collezioni private sammarinesi” è la bella mostra che, inaugurata lo scorso 18 dicembre nella “GALLERIA SAN MARINO”, ha suscitato molteplici interventi. Infatti distinti “pellegrini alle Sante Esposizioni delle arti” hanno voluto esprimere concomitanti “censure” per testimoniare un successo che va completandosi nel plauso ripetuto di nuovi visitatori. Infatti, c’è da annoverare appunto, fra le altre “censure”, questa lettera inviata ai media dal giornalista Tullio V.Giacomini che dovrebbe accendere partecipati assensi o motivati dissensi.

 

“se riferita a certe mie competenze d’arte e civiltà di una “cerca”. Voglio dire di una cerca umanistica imposta da suggerimenti -brevi e tuttavia netti- che s’accendono dove qualche maestro accende curiosità culturali, dove libri e immagini svelano ignoranze specifiche. Voglio ridire che merita un plauso la verifica di chi ascolta dove “si legge, si dice”. Per far proprie competenze d’altri. Io stesso eseguo, infatti, per tutte le arti, le scienze, le lettere, quel che ho sempre fatto, fin da bambino, con i vocaboli che non so. Come li ascolto li fulmino!… sul dizionario. Dunque, sia lecita ed utile una mia chiosa al catalogo della imminente mostra “INCANTESIMO BAROCCO – il ‘600 nelle collezioni private sammarinesi. Si tratta di una bella pubblicazione della “Galleria San Marino” dove -a firma del Direttore, la giornalista Francesca Brugnettini, e del Promotore, il Dottor Giuseppe Arzilli- si può leggere un “praefatio” diverso da altri che tentano di illustrare i pregi d’una esposizione. Perché vi si invitano i visitatori e -soprattutto!- certi incolti snob, clienti abituali di mostre e.. buffet, a soffermarsi con intelligenza sulle opere d’arte. Cercandovi i dati salienti, di colori, disegno, impaginazione, velature, prospettive, per portarseli a casa e rileggerli nella vasta disponibilità di letture: sulla carta e nei computers. E c’è dell’altro: la Direttrice ed il Dottor Arzilli, scrivono, testualmente -in riferimento ai maestri delle tele in mostra ed ai nomi di altri grandi, loro coevi- questo didascalico, utile ed inusitato monito: “(…nomi) che sono anche qui citati perché chi li legga poi non si vieti la fatica di guardarne le opere, o sui libri o sui computers. Ed in ciò -si potrà convenire- è perfetto il fine di ogni evento culturale, anche e segnatamente di questa mostra. Si vuol dire del FINE suscitatore d’intelligenti curiosità in chi ascolta e vede non distrattamente!”. E’ vero! E’ tanto vero che -ad esempio in onore di Vittorio Sgarbi, si può trascrivere una censura proprio così!: caro Vittorio, le tue belle lezioni servono a pochi, perchè i molti ed in primis le molte e le “belle” che t’ascoltano non ti sentono o non sanno proprio che vai raccontando. Si tratta, infatti, di una “corte dei miracoli in uniforme chic” che popola, caro Sgarbi, le tu inaugurazioni di eventi d’arte. E ti ascolta. Anzi!- ti guarda per farsi guardare e poi…se ne và. Dunque, si applauda il catalogo per la mostra “INCANTESIMO BAROCCO – il ‘600 nelle collezioni private sammarinesi”. E si applauda la mostra, lo merita. Ma, meritino un plauso tutti coloro che non partecipano soltanto ad una vernice, ad un’inaugurazione, ma sanno anche colorare la loro presenza lasciandosi pungere, al profondo, dalla curiosità di verificare ciò che hanno udito su altre e più “rileggibili” fonti. Io che scrivo, ho azzardato l’assunto perché ebbi un maestro di storia dell’arte che fu un capolavoro umano della stessa storia dell’arte. Fui allievo, provvisorio ed infermo, del provvisorio infermo Francesco Arcangeli. Momi per gli amici. M’insegnò, sia pure per sommi capi, come si dividono e s’analizzano le componenti di un quadro. Accadde negli anni 60, alle colline di Bologna, in una clinica gentile.

Dato quanto sopra, avrei concluso, se non fosse giusto ed utile completarne “gli effetti, per l’ambito della promozione culturale in San Marino. Infatti, voglio segnalare l’intervento, importante e culturalmente efficace, di privati ed enti che hanno permesso, a privati! com’è privata , ma per tutti, la “Galleria San Marino”, di allestire l’esposizione “INCANTESIMO BAROCCO – il ‘600 nelle collezioni private sammarinesi”. E poiché va di moda dir male delle banche sammarinesi, mi sia concesso un calembur, un giuoco di parole, dal contocorrente ad un controcorrente: viva, fra gli altri la “Banca di San Marino” con la quale, come con tutte le altre banche, io non ho alcun rapporto, haime!
 

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