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Congresso Pdcs, la replica di Valentini Sono stato libero nella mia decisione

da Redazione

“Sono stato libero nella mia decisione, il mio è solo un cambiamento di percorso. Non abbandono nulla, quello che ho fatto rimane”. Parola di Pasquale Valentini, segretario uscente del Pdcs, nella sua replica finale durante il congresso Pdcs.

SAN MARINO – “Guidare il cambiamento con grande forza morale e competenza, come dice papa Benedetto XVI”. È l’insegnamento che Pasquale Valentini, Segretario uscente del Partito Democratico Cristiano Sammarinese, lascia alla platea chiudendo i lavori del XVIII Congresso generale del partito. Oggi (ieri, ndr), precisa, non termina nulla: “Sono stato libero nella mia decisione, il mio è solo un cambiamento di percorso. Non abbandono nulla, quello che ho fatto rimane”.
Nella sua replica finale Valentini parte dai numeri che testimoniano il successo del Congresso da cui la Dc uscirà rafforzata: 56 interventi di cui nove da parte del movimento giovanile; 28 messaggi di saluto, 19 interventi da parte di forze politiche e associazioni di categoria. “Qualcosa è successo, abbiamo confermato la nostra identità, che non è ideologia, ma una realtà popolare, che si fonda su un comune sentire da cui può nascere quel bene comune che riassume in sé il senso della persona, della famiglia, del lavoro e della comunità”. Nel cristianesimo, prosegue Valentini, quella nostalgia di infinito che guida l’agire deve trovare un approdo e solo così “si può lavorare con tutti, cercare l’aggregazione: siamo insieme per un comune modo di sentire”. E da questa origine, dice emozionato dal palco del Congresso, occorre partire perché al Paese “serve una spina dorsale: dobbiamo gestire i problemi con coscienza morale, non la coscienza dei no, ma di chi valorizza ciò che c’è di positivo”.
Valentini chiede dunque di bandire la logica del sospetto e di onorare il mandato elettorale, andando fino in fondo con le alleanze: “Cerchiamo solidarietà tra le forze politiche e i cittadini, per evitare lo scontro sociale”, un obiettivo che si ottiene attraverso “la lealtà verso gli alleati”. La Dc, aggiunge, deve trovare al proprio interno i criteri di decisone, ma “il problema vero è dare un governo al Paese”. Però, da questo Congresso, conclude benedicendo la candidatura di Marco Gatti come suo sostituto, “abbiamo capito qual è la nostra identità e che c’è un Paese che ha urgenza di prospettive e futuro”.


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