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San Marino, la poesia della carne spopola alla Fabbrica del Gusto

da Redazione

Conclusa la penultima serata della Fabbrica del Gusto dedicata agli allevatori e alla carne made in San Marino. L’incontro aperto dalle poesie di Checco Guidi.

SAN MARINO – Conclusa la penultima serata della Fabbrica del Gusto dedicata agli allevatori e alla carne made in San Marino. Ad introdurre i lavori Checco Guidi che ha riproposto, tra gli altri, modi di dire ed aneddoti come “La fa u sugh sla cherna at ch’j ilt” ed ancora “ la m’a’ fat cherna e sangui”, frasi che ritornano alla memoria dai momenti di vita contadina ed incentrati sul tema della serata.
I partecipanti alla Fabbrica del Gusto dopo la lettura della poesia di Checco hanno iniziato i lavori partendo dall’analisi sulla realtà produttiva sammarinese, che quest’anno celebra i suoi trent’anni di attività. Edoardo Angelini, direttore della Cooperativa Allevatori, ha spiegato come da anni la cooperativa si sia dotata di un sistema informatico per documentare la carne proveniente dagli allevamenti sammarinesi che rispecchia i disciplinari di produzione carne bovina “Terra di San Marino”.Questo sistema informatico è molto importante perché garantisce la massima trasparenza per il cliente, il quale già dalla bilancia elettronica del supermercato e dallo scontrino rilasciato è in grado di verificare tutte le informazioni più rilevanti dell’animale da cui proviene la carne.
“Consumare carne di buona qualità e con moderazione”.Questo il consiglio del dietista Dott. Bugli, il quale ha sottolineato come dal punto di vista nutrizionale le carni appartengono al gruppo degli alimenti con qualità proteiche superiori, nobili, sono indispensabili per il nostro organismo la cui quantità varia in funzione dell’età e di eventuali patologie. Il dott. Bugli inoltre ha sfatato un luogo comune molto frequente: non esistono differenze nutrizionali tra i vari tagli di carne ! Quello che cambia è il valore gastronomico ed i gusti del consumatore.
Il dott. Putti del Dipartimento di Prevenzione dell’ISS ha spiegato al pubblico presente le diverse tipologie di carni (rosse e bianche) e quali gli elementi che determinano la tenerezza delle carni, ovvero l’età dell’animale, la fase della frollatura o maturazione e la presenza di grassi ed acqua, che al contrario di ciò che si pensa, sono molto importanti per il sapore ed il gusto.
Infine il Dott. Petracci, ricercatore dell’Università di Bologna, ha messo in evidenza i comportamenti più comuni nei consumatori davanti al banco della carne nei supermercati: “ la prima cosa che si guarda è il colore –ha affermato- poi una volta a casa, ci si sofferma su tenerezza e sapore. Tutti questi elementi sono molto importanti e collegati tra loro, ma sicuramente dipendono da quale parte dell’animale stiamo considerando.” I tagli infatti incidono sul colore e sapore e sulle corrette metodologie di cottura che possono influire sulla tenerezza. Dopo la parte teorica, il tecnico ha guidato i partecipanti all’assaggio di 3 fiorentine con frollature diverse, riscontrando le diverse tenerezze da quella più tenera con tempi di frollatura più alti (15-20 giorni) e quelle più dure con tempi di frollatura più bassi (es. 10 giorni), inoltre ha dato consigli e suggerimenti per lo scongelamento, conservazione e cottura.
I laboratori termineranno il prossimo mercoledì con tema “come il cacio sui maccheroni” ovvero la serata sarà dedicata la settore lattiero caseario.
c.s.

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