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Sinistri: l’azienda puòdiventare parte lesa

da Redazione

Non è una rivoluzione copernicana, in realtà pochissime aziende conoscono tutte le soluzioni previste dalla Legge per il recupero dei costi del personale assente da lavoro a causa di un incidente stradale.

di Alessandro Carli

 

Non è una rivoluzione copernicana, ma solo per il Gruppo Sambuchi: in realtà pochissime aziende (circa una su dieci) conoscono tutte le soluzioni previste dalla Legge per il recupero dei costi del personale assente da lavoro a causa di un incidente stradale. Infatti, dai risultati che emergono da un sondaggio effettuato da Sambuchi sul territorio italiano, esce una fotografia in bianco e nero: quasi il 90% delle PMI non è a conoscenza che, in caso di sinistro di un lavoratore dipendente, l’azienda può recuperare il costo del danno indiretto.
“Il sondaggio è nato per pura curiosità – spiega Cristiano Sambuchi, titolare dell’omonimo Gruppo – e dalle risposte che abbiamo ricevuto, è emerso questo dato allarmante. In caso di assenza di un lavoratore dipendente, l’azienda può diventare parte lesa e chiedere un risarcimento. Faccio un esempio: le limitazione che derivano da un infortunio si ripercuotono sia sotto un aspetto privato-familiare che nel campo professionale. In quest’ultimo caso l’azienda subisce un danno dovuto alla mancata produzione”. Insomma, nel mare nostrum delle normative italiane che regolano la materia, Cristiano Sambuchi ha trovato un ‘cavillo’ preciso, in grado di dare una svolta epocale. “Leggendo approfonditamente una sentenza del Tribunale di Milano – prosegue – ho individuato un ‘cavillo’. L’ho verificato con una sezione interna del Gruppo e poi l’ho posto all’attenzione del nostro commercialista. Abbiamo così iniziato un percorso di informazione all’interno delle aziende. E le imprese hanno dimostrato molta attenzione. L’azienda così può presentare domanda in quanto parte danneggiata: può cioè richiedere un risarcimento sia per il mancato guadagno che per la mancata produzione. E’ capitato, e parlo non solo di Piccole e Medie Imprese ma anche di realtà più corpose, che le aziende abbiano ottenuto rimborsi di 50, 60 o 70 mila euro, che vengono messi in bilancio. Cifre che oggi, in un periodo di crisi economica, hanno un certo peso. Prendiamo un altro esempio: una realtà imprenditoriale che ha un parco di agenti di commercio composto da 120 unità. Un agente è un libero professionista, ed è una persona fisica e ma anche giuridica. La richiesta di danni può seguire entrambe le ‘strade’…”.
Un ‘cavillo’ davvero importante, quasi rivoluzionario. “Solitamente, in caso di assenza dal lavoro di un dipendente, l’azienda chiede un sostegno economico all’INPS per la parte italiana e all’ISS in caso di un’impresa sammarinese. Questo significa, in estrema sintesi, che le stesse imprese si devono far carico del costo delle tasse, dei contributi e degli accantonamenti. E se l’assenza per infortunio ricade sulla produttività lavorativa, l’azienda deve sostenere i costi degli straordinari effettuati dagli altri dipendenti che, di fatto, dovranno eseguire le mansioni dell’assente, sempre che sia sostituibile”. In caso che la figura professionale sia ‘unica’, i danni non sono quantificabili. “In entrambi i casi – afferma il titolare del Gruppo – l’azienda può richiedere un rimborso, in quanto – a causa del sinistro – diventa parte lesa”. Il Gruppo Sambuchi, da qualche tempo, opera anche sul Titano. “Abbiamo aperto una struttura perché le aziende del territorio erano scarsamente informate. Noi portiamo informazioni: non siamo un gruppo di infortunistica stradale. Insomma, ci mettiamo al fianco delle aziende, e diamo un appoggio concreto nell’iter che deve essere presentato per il risarcimento”.
Le procedure, a San Marino, sono simili a quelle italiane. “L’indennizzo indiretto, sul Monte, viene pagato dall’assicurazione di colui che ha subìto il sinistro”. E’ un caso un po’ machiavellico, quindi perché, rimarca Sambuchi, “l’infortunato è allo stesso cliente e danneggiato. Nel caso che il sinistro avvenga tra un automobilista sammarinese uno italiano, l’incidente ha, come natura giuridica il tribunale di San Marino”.
Le tariffe in vigore all’ombra della Statua della Libertà sono più alte rispetto a quelle italiane.

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