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San Marino, l’Usl sull’aumento delle rette refezione scolastica

da Redazione

Aumento delle rette per la refezione scolastica, la posizione dell’Usl. Una scelta sbagliata, nel metodo e nel metodo. Colpisce in maniera indiscriminata le famiglie.

I numerosi interventi sulla stampa da parte di associazioni, partiti ed anche singoli genitori, relativi all’aumento del contributo richiesto agli utenti per la refezione scolastica riconducono ad un giudizio univoco riguardo al contenuto della Delibera n°27 del 7 Settembre 2010: tutti definiscono il provvedimento di aumento indifferenziato delle quote di refezione sbagliato nel metodo e nel merito.
Nel metodo, perché è stato introdotto dal Congresso di Stato senza alcun confronto o negoziazione con le parti sociali.
Nel merito, perché colpisce in maniera indiscriminata le famiglie che stanno già pagando pesantemente il costo della crisi economica.
Riteniamo infatti che l’aumento, concordato con le parti sociali, dovrà essere graduale e proporzionato al reddito familiare ed al numero dei figli.
Sicuramente occorre tenere in considerazione alcuni aspetti: che le rette in realtà non hanno subito un adeguamento da diversi anni, il difficilissimo momento di crisi economica che il Nostro Paese sta attraversando e la necessità di mantenere inalterata nel tempo e nonostante gli aumenti delle materie prime alimentari, la qualità della refezione scolastica.
Del resto gli stessi genitori, con grande senso di responsabilità, non hanno chiesto di bloccare l’aumento delle rette se ritenuto necessario, ma di procedere ad un adeguamento delle stesse solo dopo una equa contrattazione con le parti sociali e tenendo conto di fattori quali il reddito ed il numero dei figli così come avviene nei paesi più moderni.
Non dimentichiamo inoltre la Delibera n° 1 del 13 Settembre 2010 con la quale il Congresso di Stato invita la Segreteria competente ad avviare l’iter per l’aggiornamento delle tariffe per i servizi pubblici di acqua, luce, gas e smaltimento rifiuti, aumenti che, pur essendo diversificati per fasce di utenza come previsto dall’Accordo 9 Luglio 2009, dovranno essere graduali e non eccessivi per non gravare pesantemente sulle famiglie.
Ribadiamo che le scelte unilaterali non sono certamente le più indicate per risolvere i problemi e che è sempre doverosa la contrattazione di temi così delicati con le organizzazioni sindacali ed ancora di più in un momento di grave crisi economica come quello attuale.

Il Segretario Pubblico Impiego
Giorgia Giacomini
c.s.

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