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San Marino, il Wusme rilancia la Tobin Tax

da Redazione

Si chiama Tobin Tax, e se ne parla da quasi 40 anni. Oggi il Wusme (unione mondiale Pmi) la ripropone, per San Marino.

di Loris Pironi

 

Da quasi quarant’anni ormai il mondo economico, come le onde della marea, riporta in auge, ciclicamente un’idea semplice e di sicuro effetto. Un’idea chiamata Tobin Tax, da James Tobin il suo ideatore, Premio Nobel per l’economia. Un’idea semplice – oggi fatta propria soprattutto da chi punta sulla “finanza etica” – che vorrebbe andare a toccare, sia pure in minima parte tutte le transazioni finanziarie (si parla di una quota fissa dallo 0,05% all’1% per ciascuna transazione). L’obiettivo è duplice: stabilizzare i mercati valutari e andare a recuperare denaro da utilizzare per fini sociali. Se ne parla da anni ma non si è mai fatto niente per la fiera opposizione dei grandi gruppi finanziari mondiali, poco stimolati a versare un “obolo”, sia pure minimale, alla collettività.
Ma perché oggi parliamo (anzi riparliamo) di Tobin Tax? Perché in tal senso la Repubblica di San Marino potrebbe diventare un esempio virtuoso per l’universo economico-finanziario. L’idea è portata avanti dal Wusme, l’Unione Mondiale delle Piccole e Medie Imprese, che conta diverse decine di Paesi associati e che ha proprio il Titano come base operativa. La scorsa settimana il Wusme si è riunito sul Monte per un workshop incentrato su questo argomento: “social currency transaction levy: a new financial instrument for crisis prevention and smes development”, ovvero “La tassa sociale sulle transazioni in valuta: uno strumento finanziario innovativo per la prevenzione delle crisi e lo sviluppo delle Pmi”.
A dire il vero l’idea è ancora abbozzata. L’obiettivo potrebbe essere quello di applicare una sorta di “Tobin Tax” a San Marino, applicandola alle transazioni finanziarie, magari con la supervisione di Banca Centrale, e perché no allargare il contesto anche ai grandi gruppi imprenditoriali. Una tassa minima, dello 0,05%, che nel complesso del giro di affari porterebbe ad accumulare risorse di cui potrebbero beneficiare le Pmi del Titano. Ma il concetto potrebbe essere allargato a tutti i Paesi aderenti al WUSME, e in questo caso una parte della cifra versata dalla singola nazione dovrebbe essere investita in territorio e la rimanente andare ad accumularsi in un fondo unico, da gestire ovviamente per promuovere, aiutare e sostenere le piccole e medie imprese.
L’idea è più che valida, insomma, ma va ancora trovata la quadratura del cerchio. Come ammette anche Gian Franco Terenzi, Presidente del WUSME: “Dobbiamo ancora lavorarci, la nostra intenzione è quella di concretizzare questo progetto a medio termine”.
Possiamo già dire però che la proposta ha destato un vivo interesse tra gli intervenuti al Workshop del Wusme, e che il terreno è fertile per un’iniziativa così ambiziosa.
“Nel mondo – ha spiegato a Fixing il Segretario Generale del Wusme, Norbert  W. Knoll-Dorhnoff, Professore di Politica economica e fiscale presso l’Università Internazionale di Imprenditorialità di Honolulu, ci sono circa 500 mila micro imprese (nella casistica rientrano imprese da zero a 5 dipendenti, ndr) e solo nel 2009 ben 30 mila sono andate in default”, hanno chiuso i battenti. “Il problema non è l’azienda che chiude – prosegue Knoll-Dorhnoff – il problema è se non chiude per una mancanza di competitività, bensì per cause esterne, come la crisi che stiamo vivendo”. Da qui l’idea del Wusme di recuperare risorse per aiutare le Pmi. Ma perché proprio San Marino? “San Marino può vantare una situazione unica: è un piccolo Stato con una propria storia e una propria autonomia normativa. Ha la possibilità di prendere decisioni rapidamente e con efficacia. E potrebbe diventare un faro, un punto di riferimento per tutto il mondo: un esempio da seguire in quanto il primo Stato al Mondo ad applicare una ‘tassa etica’ sulle transazioni economiche”. Con un riflesso anche mediatico – aggiungiamo noi – in un periodo in cui il sistema finanziario del Titano ha bisogno di rinfrescare la propria immagine internazionale.
 

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