Home NotizieSan Marino San Marino richiederà  a FMI linea di credito per il sistema

San Marino richiederà  a FMI linea di credito per il sistema

da Redazione

Il governo di San Marino chiederà al Fondo monetario internazionale l’apertura di una linea di credito per sostenere il sistema bancario sammarinese. Si tratterebbe di una cifra esigua se confrontata a livello internazionale: 300 milioni.

Il governo di San Marino chiederà al Fondo monetario internazionale l’apertura di una linea di credito, magari avallata da istituti internazionale, per sostenere il sistema bancario sammarinese. Si tratterebbe di una cifra esigua se confrontata a livello internazionale, 300 milioni, per la quale potrebbe autonomamente attivare le procedure anche la sola Banca centrale di San Marino. Lo hanno annunciato i segretari di stato alle Finanze e all’industria, Pasquale Valentini e Marco Arzilli. reduci della partecipazione a Washington, al meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. I rappresentanti del governo del Titano hanno incontrato il capo missione e lo staff del Fondo monetario internazionale, che sarà a San Marino il 4 gennaio, per la verifica annuale del sistema sammarinese. Con gli esperti del Fmi, la delegazione sammarinese ha avuto un incontro propedeutico, proprio a Washington. ”Ci hanno posto molte domande sul sistema San Marino – ha raccontato Valentini – e siamo rimasti anche sorpresi di quanto fossero informati sugli ultimi avvenimenti e anche delle vicende relative alla Cassa di risparmio di Rimini”, commissariata nei giorni scorsi da Bankitalia.

LA DIFFICOLTA’ NEL DIALOGO CON TREMONTI
“Continuiamo a registrare una difficoltà di dialogo con il ministero italiano dell’Economia, perché vediamo che negli incontri anche informali con i collaboratori del ministro c’è in questo momento scarsa disponibilità a considerare il problema San Marino”. Lo sostiene Pasquale Valentini, ministro delle Finanze di San Marino. Al meeting del Fmi di Washington i rappresentanti del governo hanno avuto incontri con vari paesi. ”A noi – ha detto – interessava in particolare incontrare la missione italiana, sia per quanto riguarda Banca d’Italia che il ministero dell’Economia”. Ma anche se gli incontri hanno registrato una certa apertura, ha fatto notare Valentini, con quasi tutti i rappresentati dei ministeri italiani (”abbiamo notato una certa cognizione del fatto che San Marino stia facendo un grosso lavoro di cambiamento”) quelli con i collaboratori di Tremonti sono stati definiti ”deludenti”.

ACCENTUEREMO AZIONE POLITICA SU ITALIA
Il Governo sammarinese annuncia nuove iniziative politiche, attraverso il ministero degli Esteri, ”per far capire al Governo italiano – come ha detto ieri pomeriggio il segretario di stato alle Finanze Pasquale Valentini in un incontro con la stampa – che se non siamo nelle condizioni di poter affrontare i problemi sul tappeto, noi non possiamo far pagare al Paese quello che rischia di dover pagare”. Valentini si riferisce alle difficoltà di chiudere l’accordo sui rapporti fiscali, bancari e di scambio di informazioni tra Italia e San Marino. ”Il Governo è stato compatto nel considerare di portare avanti questa azione, che parte dalla consapevolezza che quello che abbiamo fatto fino ad ora non e’ sbagliato, ma non possiamo ignorare le difficoltà che ci sono e che non dipendono, dalla nostra volontà. Vogliamo accentuare un’azione politica nei confronti del Governo italiano – ha insistito Valentini – perché sia chiaro certe cose devono cambiare. Così non va bene”. Della stessa idea anche Marco Arzilli, segretario all’Industria, che ha raccontato dell’azione di sensibilizzazione internazionale portata avanti dal Titano. ”Abbiamo consegnato svariati report, durante il Fmi, a molte delegazioni tra cui quella giapponese, Usa, portoghese, francese e ad un’altra decina di delegazioni presenti, per mostrare quello che San Marino ha fatto. Non abbiano nulla di cui vergognarci”, ha detto Arzilli che ha ricordato come dal 30 settembre, di fatto le società anonime a San Marino non ci sono piu’ perché è scattato l’obbligo di rendere conoscibili mandati e partecipazioni. ”Da adesso in poi stiamo lavorando per avere anche un database consultabile online le partecipazioni societarie”.


LA NOTA UFFICIALE DEL CONGRESSO DI STATO

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