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Svecchiare la politica? Ecco cosa pensano i sammarinesi

da Redazione

Svecchiare la politica? San Marino Fixing ha fatto un giro di opinioni nella società civile per sondare gli umori di un Paese che vive con sempre più insofferenza la crisi che colpisce la classe politica. Molti consensi, ma anche qualche perplessità, qualche puntualizzazione, su un’Istanza d’Arengo che ha fatto parecchio rumore anche in Italia, paese, in politica, gerontocratico per eccellenza. L’articolo completo, da Fixing in edicola questa settimana.

di Saverio Mercadante

 

La notte porta consiglio.
E il Consiglio Grande e Generale, di notte, in seduta serale , ha approvato nei giorni scorsi all’unanimità un’Istanza d’Arengo che, se diventerà legge, rappresenterà un passaggio epocale per la politica sammarinese. L’Assemblea del Titano ha infatti accolto l’Istanza d’Arengo in cui si stabilisce che dopo dieci anni, anche non consecutivi, ma cumulativi, di governo, non si possa più ricoprire incarichi nel Congresso di Stato. L’altra grande sorpresa: l’iniziativa ha avuto l’approvazione dell’intero Consiglio. In votazione palese. Quindi, piena condivisione dell’intera classe politica, anche se nei giorni precedenti, non tutti sembravano d’accordo. San Marino Fixing ha fatto un giro di opinioni nella società civile per sondare gli umori di un Paese che vive con sempre più insofferenza la crisi che colpisce la classe politica. Molti consensi, ma anche qualche perplessità, qualche puntualizzazione, su un’Istanza d’Arengo che ha fatto parecchio rumore anche in Italia, paese, in politica, gerontocratico per eccellenza.
Emanuele Guidi, responsabile di Agenda 21 “La nostra associazione promuove la partecipazione attiva sociale e politica del Paese per operare in maniera responsabile per un futuro sostenibile. Quindi, da questo punto di vista vediamo positivamente l’alternanza di responsabilità al governo delle persone per favorire un ricambio e una maggior partecipazione della società civile. Altre volte le Istanze d’Arengo approvate sono rimaste nel cassetto. Mi auguro che questa volta ci sia stata una unanimità convinta e fattiva. L’esperienza è certo un fattore positivo ma quando si rimane per troppo tempo può diventare un fattore di staticità e non di progresso. L’esperienza maturata si può mettere a disposizione delle nuove generazioni, di coloro che hanno una visone più ampia e una voglia d’innovazione più propositiva per il futuro”.
Matteo Zeppa del Movimento Sottomarino: “Confermiamo il nostro favore per l’approvazione dell’Istanza d’Arengo. Tra le nostre proposte, è presente anche nel nostro statuto, come è noto c’è anche quella di allargare il tempo determinato, la temporaneità dell’incarico anche per la figura del consigliere. Insomma per noi è un’iniziativa dimezzata. In realtà c’erano stati segnali piuttosto significativi anche prima di questa approvazione. C’era già stata la presentazione di un disegno di legge. L’unanimità è stata una piacevole sorpresa. Come Movimento ne siamo contenti, c’è stata una presa di posizione piuttosto netta. Anche i commenti che ci sono stati in Italia chi più o chi meno l’ha condivisa. E’ un chiaro segnale di rinnovamento, non è certo un passo indietro. Il ruolo di segretario di stato comporta decisone troppo importanti. E il potere logoro chi non ce l’ha. Questa commistione tra affari e politica con questa decisione speriamo che possa interrompersi. Insomma, è un segnale positivo”.
Ettore Mularoni, Presidente dell’associazione Locomotiva: “La filosofia di questa istanza è certamente condivisibile. E’ certamente importante, però, che chi vada a fare il segretario di stato sia persona competente. D’altra parte, chi è stato bravo e ha lavorato bene questa istanza anche se viene penalizzato può essere di supporto ai nuovi segretari di stato. C’era bisogno di un segnale forte per San Marino sulla necessità di una svolta rispetto a una classe politica troppo autoreferenziale. Certo è necessario che anche in consiglio ci sia un ricambio se i cosiddetti giovani sono sempre gli stessi che sono sotto l’ala protettiva dei capipartito. E’ anche un problema di mentalità: ci sono dei giovani che sembrano più vecchi dei vecchi rispetto alla mancata volontà di rinnovamento di questo Paese”.
Pier Paolo Guardigli, direttore del portale d’informazione San Marino Notizie: “Forse la sorpresa sta nell’u-nanimità del voto d’approvazione dell’istanza ma non tanto nel fatto che ci si aspetta dei cambiamenti nel Paese. Lo stanno sostenendo da qualche tempo un po’ tutti. Se alle parole vogliamo far seguire i fatti è giusto e corretto anche modificare le norme. Si è avuta una certo eco anche in Italia anche se qualcuno ha obiettato sulla validità dell’iniziativa anche con argomenti abbastanza convincenti. Quando si dice: non è agendo sulla durata che si ottengono cambiamenti. E’ un discorso più complesso che riguarda la crescita dei nuovi quadri della politica altrimenti si rischia di dover cambiare per Legge non avendo nessun pronto per quel ruolo così importante. Insomma al cambiamento della normativa deve seguire un cambiamento dei comportamenti anche all’interno delle forze politiche. Se non si dà l’opportunità di avere dei carichi di responsabilità per maturare è difficile arrivare pronti all’esperienza del Congresso di Stato. L’esperienza di chi ha già ricoperto ruoli di responsabilità sarà utilissima all’interno dei partiti per far maturare i nuovi quadri. Trovo eccessivo invece l’allargamento dell’iniziativa anche per i consiglieri. Al momento si è visto un certo ricambio in Consiglio Grande e Generale”.
Marino Cecchetti, direttore del portale d’informazione Libertas.sm: “Sarebbe meglio che fosse l’elettorato a fare queste scelte piuttosto che un qualcosa di artificioso. Sembra un passo forzato questa iniziativa, però, come si potrebbe dire con una battuta, altro mal non venga. Negli altri Paesi è l’elettorato che sceglie. Obama non è stato scelto per decreto per la sua età e per la sua carica di rinnovamento, se vogliamo parlare di gerontocrazia”.
Lucia Mazza, architetto: “Da cittadina, ragionando insieme, posso affermare che se il Consiglio ha votato all’unanimità, credo che ci sia stata piena condivisione. Va bene lo svecchiamento della classe politica in questa fase di crisi dove c’è bisogno di idee nuove, però, trovo che nell’individuazione delle persone che possono sostituire l’esperienza non so se ci sono le condizioni per delle ‘primavere’. E per primavere intendo leve della politica preparate, nuovi quadri all’altezza di incarichi così importanti. Se i partiti si sono organizzati al fine di avere una primavera è certamente una buona cosa l’iniziativa di questa Istanza d’Arengo. E’ come una squadra di calcio che coltiva i giovani talenti che devono debuttare in prima squadra. Se non ci sono non so quanto possa essere efficace lo svecchiamento. Comunque, viva i giovani, però quelli buoni”.
Giorgio Chiaruzzi, direttore dell’Osla: “E’ un messaggio positivo, e i sammarinesi sono dei pionieri su questo tema come ci è stato riconosciuto anche all’estero. Ci voleva in questa fase una riflessione sul rinnovamento della classe dirigente anche se bisogna ricordare che ci può essere chi ha fatto bene ed ha accumulato esperienze positive di governo. In questo fase, forse non è così, e si è pensato di alzare il livello di qualità del personale politico puntando sull’alternanza di gestioni diverse”.
Fabio Andreini, membro dell’associazione ECSO (Economia, Crescita, Sviluppo, Opportunità): “Credo che sia assolutamente lodevole e giusta questa iniziativa per far si che le persone no si radichino troppo nello loro poltrone e assumano troppo potere senza pensare al bene del paese. Non è certamente l’unico strumento ma può essere utile per inculcare una nuova mentalità. Dieci anni bastano anche per fare cose anche molto importanti. Nei paesi civili europei il ricambio è fisiologico. Non vedo perché dobbiamo seguire il modello più sbagliato come quello italiano”.
Simona Michelotti, Presidente della Camera di Commercio: “Innovativa questa iniziativa. A me è piaciuta moltissimo. Verrebbe da dire che più passa il tempo e più si accumula esperienza, maturità, ma credo che in politica sia il contrario. Più passa il tempo più ci si impantana piuttosto che elevarsi. La politica va presa a piccole dosi. E’ un passo in avanti e guardo caso è una proposta dei giovani. Finalmente qualcosa si muove, è un’apertura verso il futuro per il ricambio della classe dirigente. Ecco, io affiancherei ai nuovi politici che si succedono in questo turn over decennale un comitato di saggi che hanno appunto accumulato precedenti positive esperienze di governo. Anche nell’impresa vale la regola del delegare dopo un certo periodo in cui si è stati al comando di un’azienda. L’innesto di energie giovani, linfa nuova, ha portato un grande contributo alla crescita anche della mia azienda. Il mio ruolo di amministratore unico, dopo decenni di lavoro, ora è quello di creare il futuro della mia impresa”.
Tito Masi, Presidente della Fondazione San Marino: “Sono pienamente d’accordo. E’ una iniziativa equilibrata, a mio avviso, che dà sostanza e rende effettivo quel rinnovamento che alcuni sostengono solo a parole. L’attività politica soprattutto in una piccola realtà come la nostra non può diventare una professione per la vita. Invece ci sono esponenti politici di maggioranza e di opposizione che non hanno mai svolto un’attività al di fuori della politica. Viene meno quindi lo spirito di servizio che dovrebbe caratterizzare l’impegno politico: l’obiettivo non è più l’interesse ma la permanenza al potere, la continuità del proprio incarico diventa una rendita se non l’unico mezzo di sostentamento. Credo quindi che sia non solo opportuna ma necessaria. Per quanto riguarda l’allargamento di questa norma ai consiglieri io sarei più cauto. L’esperienza che viene maturata in lunghi anni di attività politica, però non può essere dispersa. Il ricambio non deve diventare emarginazione: sarebbe un impoverimento per l’intero paese. Ritengo che ci sarebbero tanti modi e tanti ruoli per essere utili allo Stato. Un ricambio nei vari ruoli è certamente utile e positivo”.
Fabio Gasperoni, Presidente dell’Ente Cassa di Faetano: “Credo che l’imposizione del limite di 10 anni per chi ricopre l’incarico di Segretario di Stato sia solo una soluzione provvisoria e non appropriata nel tempo per tentare di risolvere i problemi che permeano la politica sammarinese e la gestione del potere sul territorio. Per un politico che lavora con vera passione e serietà per il bene del paese dovrebbe essere una preoccupazione ‘naturale’ quella di promuovere e curare la crescita di giovani capaci ed appassionati all’interno del suo partito o del suo contesto di riferimento, e quindi favorire l’accesso ai ruoli chiave per la vita del Paese alle persone più adatte (inoltre un simile limite si rivelerebbe profondamente dannoso nel momento in cui ci trovassimo davanti ad un politico competente, onesto e capace, la cui permanenza nell’incarico risulti essere preziosa e vantaggiosa per tutti.) Questo è evidentemente un tema che riguarda la politica nel suo livello culturale, un livello in cui l’imposizione non è la soluzione adeguata: occorre invece spronare con energia e pazienza i partiti e la società civile ad approfondire cosa sia veramente il bene comune per la popolazione sammarinese ed a favorire l’ingresso nell’esecutivo di chi è più in grado di perseguirlo”.

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