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Agenzie di rating: perché non farne una europea?

da Redazione

Un’idea per spezzare il monopolio delle tre agenzie di rating, Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s: crearne una tutta europea. Ci stanno pensando Banca Centrale e Commissione Europea.

Dopo il varo del piano che ha aiutato la Grecia, si è visto quanti miliardi di euro l’operazione è costata ma, soprattutto, ci si è impegnati affinché la falla creata nell’Eurogruppo non divenisse la causa di un futuro naufragio generale.
Per ovviare a questo, la Commissione europea e la Banca Centrale vogliono creare un proprio sistema per valutare la solidità finanziaria dei paesi dell’Eurozona per spezzare il monopolio delle tre agenzie di rating, Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s. Infatti, dagli analisti è stato riconosciuto che gli abbassamenti di rating a raffica di Grecia prima, Portogallo e Spagna poi, da parte di Standard&Poor’s, hanno favorito le speculazioni al ribasso contro l’euro. Insofferente al predominio delle tre sorelle è gran parte del comitato esecutivo delle BCE, i cui membri spesso, nelle varie dichiarazioni attaccano frontalmente le agenzie. In una conferenza stampa a latere del convegno “L’Europa nel mondo del G-20”, senza nominarne nessuna, indica il comportamento delle agenzie come al limite della pratica etica; un atteggiamento che le porterà ad una perdita di attendibilità. Le tre grandi agenzie statunitensi di rating Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s controllano circa il 96% del mercato, mentre le briciole sono spartite tra un’altra decina di agenzie minori. Le vicende greche hanno dimostrato che un loro giudizio equivale a una sentenza, ma c’è chi nutre dubbi sulla loro capacità di valutare la reale condizione di un soggetto e la loro imparzialità. Inoltre, le agenzie sono pagate dai committenti che vogliono emettere un’obbligazione od ottenere qualsiasi altra forma di credito, poiché la loro influenza è tale che senza il rating delle agenzie medesime, difficilmente raccoglierebbero denaro sul mercato. Ma un giudizio pagato dai giudicati, non è un palese conflitto d’interessi? Quando Enron fallì, le agenzie di rating abbassarono il debito dell’azienda a livello di spazzatura solo quattro giorni prima che fosse dichiarata insolvente; eppure i problemi della società erano noti da mesi. Ma vi sono altri esempi, come quello di Worldcom sempre negli Usa, o di Parmalat e Cirio in Italia. Non a caso l’Associazione a difesa dei consumatori – l’Adusbef -, prima della crisi greca ha analizzato oltre 1.000 report delle agenzie di rating evidenziando come, a posteriori, il 91% delle valutazioni fosse sbagliato.

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