Home FixingFixing Il Presidente degli allevatori Cecchetti: “E’ un mestiere molto faticoso”

Il Presidente degli allevatori Cecchetti: “E’ un mestiere molto faticoso”

da Redazione

Sono uomini che parlano poco. Ai discorsi, preferiscono la vita concreta, silenziosa: quella dei campi, delle albe e dei tramonti. Quella pratica. Quella che si raccoglie nel viso di Teodoro Cecchetti Presidente – da circa 10 anni – della Cooperativa Allevatori Sammarinesi.

Presidente, un traguardo comporta sempre qualche considerazione. Qual è lo stato dell’arte del settore?

 

“Fare l’allevatore non è un lavoro ma un vero e proprio mestiere: gli orari di lavoro sono davvero dilatati. Si inizia la mattina all’alba – anche alle 4 – e terminiamo al tramonto. Non esistono ferie: gli animali devono essere curati tutto l’anno. E’ un mestiere faticoso, che può essere svolto solamente se ci si mette molta passione e molto amore, anche perché coinvolge non solo l’allevatore ma in un certo modo anche tutta la famiglia. Manca però un ricambio generazionale: la Cooperativa oggi può contare su 33 soci”.

 

Quali sono le razze bovine presenti sul Titano?

 

“Negli anni si è lavorato molto per trovare una serie di razze adatte alle nostre esigenze. Oggi quelle prevalentemente presenti sul nostro territorio sono la Pezzata Nera, la Limousine, la Romagnola, la Pezzata Rossa e la Charolaise. Per la linea latte la percentuale più alta è rappresentata dalla Pezzata Nera, mentre per la linea carne è la Limousine”.

 

Dal 1980 al 2010: una scommessa vinta, a quanto pare…

 

“Quest’anno celebriamo i 30 anni della Cooperativa: un momento di grande importanza ma anche di riflessione. Nel 1980, tra gli allevatori che avevano deciso di fondare la C.A.S, era presente anche mio padre. A distanza di 6 lustri possiamo affermare che quell’idea imprenditoriale si è rivelata corretta: operando con serietà e sacrificio, la Cooperativa ha saputo mantenere una linea coerente: eravamo – e siamo tutt’ora – una piccola azienda agricola che, nei gesti e nella dedizione, si fa portatrice di una tradizione. La tradizione delle nostre origini, delle origini della Repubblica”.

 

Negli anni della ‘mucca pazza’, in Italia, il mercato era crollato. A San Marino invece la psicosi non ha colpito i consumatori.

 

“Siamo stati sostenuti e incentivati – anche nei momenti più difficili – da una serie di Leggi. Con il Regolamento per la produzione di ‘Carne Bovina Pregiata e Garantita’ (Decreto numero 74 dell’11 maggio 1988, ndr) abbiamo intrapreso la strada della valorizzazione del nostro prodotto: la normativa infatti prevede una serie di direttive precise che spaziano dall’alimentazione dei bovini alla carta di identità dell’animale e ai controlli delle varie autorità competenti. Tutte ‘attenzioni’ rivolte alla valorizzazione della produzione e alla tracciabilità della filiera, un fattore molto importante. Pensiamo infatti di aver ricambiato la fiducia concessaci, immettendo nel mercato un prodotto certificato di altissima qualità. Una qualità che ha saputo ‘difendersi’ anche durante i momenti più duri. Sul Titano le ‘maglie’ dei controlli sono molto più strette rispetto altre zone: un messaggio che è stato recepito dai consumatori”.

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