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Imprese, resistete Restate a San Marino

da Redazione

L’autunno porta con sé tutta una serie di situazioni irrisolte per San Marino. Situazioni irrisolte e incertezze sotto il profilo economico. Su Fixing domani in edicola una lunga intervista a Paolo Rondelli, Presidente dell’ANIS. Con cui abbiamo ragionato su quella che si anticipa come una stagione assai difficile per il Titano.

Di Loris Pironi

 

L’autunno porta con sé tutta una serie di situazioni irrisolte per San Marino. Situazioni irrisolte e incertezze sotto il profilo economico. I temi sul tavolo sono tanti e tutti caldi: il rapporto con l’Italia, la difficoltà a far quadrare i conti del bilancio pubblico, la vera o presunta ‘fuga delle aziende’, la perdita di appeal del sistema San Marino, le relazioni sindacali… Quella che si sta aprendo adesso, si anticipa dunque come una stagione assai difficile per il Titano.
Di tutti i temi sopra accennato abbiamo ragionato con Paolo Rondelli, Presidente dell’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese.
Partiamo dalla manovra straordinaria annunciata dal Governo: si preannunciano tagli e nuovi investimenti.
“L’attività è appena ripresa dopo la pausa estiva, stiamo aspettando di conoscere nel dettaglio dall’esecutivo quali sono le reali intenzioni della manovra, quali saranno effettivamente i tagli e quali le risorse che verranno dedicate all’economia. Dal canto nostro, da un anno a questa parte, abbiamo sempre ripetuto, nei tavoli di confronto, che a maggior ragione considerata la situazione contingente era indispensabile operare una massima riduzione negli sprechi e dare corpo a provvedimenti a favore dell’economia. Adesso aspettiamo di vedere la messa in pratica di questi buoni propositi”.
Quali interventi chiede l’ANIS?
“Se lo Stato vuole salvaguardare le nostre imprese ci sono alcuni provvedimenti da realizzare quanto prima. È necessario garantire una maggiore produttività, una reale flessibilità e servono interventi per abbassare il costo del lavoro. La stessa Italia del resto, lo abbiamo sentito anche al Meeting, sta cercando di fare la stessa cosa, e l’Italia è già avanti rispetto a noi. Dobbiamo adeguarci al mondo. Oppure cambiare mestiere. Noi sicuramente non possiamo arrivare al costo del lavoro della Cina, e non ci teniamo neanche. Ma raggiungere standard italiani ed europei questo sì. Anche perché se San Marino vuole davvero entrare nell’Unione Europea, come si dice con sempre maggiore insistenza, dobbiamo seriamente confrontarci con le sue dinamiche: se in Europa si lavorano 40 ore settimanali, perché a San Marino sono 37 e mezza? Se si vuole che l’industria rimanga a San Marino bisogna assicurare le condizioni perché questo accada. È bello avere tanti diritti garantiti, ma se le industrie scompaiono, dopo, a che cosa serviranno?”.
A proposito, vogliamo parlare dei rapporti con l’Italia e della cosiddetta ‘fuga delle aziende’?
“In linea generale, la situazione non è rosea, su questo c’è poco da dire. Ma per avere un quadro degli effetti bisognerà attendere ancora un paio di mesi. Le conseguenze reali del Decreto Incentivi le vedremo presto, scopriremo quale sarà la reazione delle imprese italiane, quanto sarà potente il rallentamento per la nostra economia. Certo che se si guarda il Decreto Incentivi da un punto di vista tecnico, come una semplice comunicazione telematica da parte delle imprese italiane che operano con il Titano, la situazione in sé non sarebbe drammatica. È tutta la propaganda mediatica attorno alle presunte verifiche che riguarderebbero chi fa affari con il nostro Paese che ci danneggia realmente”.
Quali reazioni avete avvertito dai vostri clienti italiani in questi mesi con la vostra impresa, il Gruppo Cams?
“I nostri sono clienti storici, con cui facciamo affari da oltre un decennio, e quindi non ci sono state chieste cose particolari. E in ogni caso noi già diversi anni fa abbiamo aperto una commerciale di diritto italiano per poter operare con l’Europa”.
Torniamo a discorsi più generali: che piega prenderà la partita con l’Italia?
“È sicuramente una partita molto aperta. Dobbiamo aspettare le mosse italiane per vedere con quali scenari dovremo confrontarci; già dalla pubblicazione della super black list si potrà capire qualcosa di più. Qualche timido segnale positivo, comunque c’è stato, non da Tremonti in particolare: parlo del tavolo tecnico annunciato al Meeting dal Ministro Frattini (che vedrà la presenza anche di rappresentanti del MEF, ndr)”.
E cosa auspicate per l’autunno incombente?
“Credo che per San Marino sarà ancora un periodo di sofferenza. La crisi l’abbiamo sentita, adesso stiamo assistendo agli effetti conseguenti, nel senso di minori entrate nelle casse dello Stato. Tutto questo preannuncia un autunno abbastanza caldo, anche perché lo Stato si ritroverà costretto a dover fare dei tagli, e tagliare significa trovarsi a dover gestire situazioni difficili. Per le nostre imprese invece c’è una sola cosa da fare: andare avanti, a testa bassa, senza pensare ad altro. Ai nostri associati diciamo di resistere, e di continuare a resistere a San Marino. Bisogna lottare tutti quanti insieme per superare questo momento. Anche perché segnali di ripresa, sia pur leggera, in Europa ci sono: abbiamo fatto tanta strada, non si può mollare proprio adesso”.

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