Home categorieCultura Viaggi: la magia di Stonehenge e il fascino della Cornovaglia

Viaggi: la magia di Stonehenge e il fascino della Cornovaglia

da Redazione

Alla ricerca di Re Artù (ma anche moltissimo altro). La parola “Cornovaglia”, a St. Ives (una delle località più graziose della regione anglosassone) si pronuncia “cou-uoo”, un suono che mette quasi paura. Ma è solo un rumore, lo spavento di un attimo. Il cornino più a sud-ovest dell’UK è una terra di verde e pascoli, di sole e di persone gentili, dal carattere quasi italiano. In viaggio con Fixing tra Stonehenge e scorci mozzafiato tra mare e brughiere.

Di Alessandro Carli

 

Alla ricerca di Re Artù (ma anche moltissimo altro). La parola “Cornovaglia”, a St. Ives (una delle località più graziose della regione anglosassone) si pronuncia “cou-uoo”, un suono che mette quasi paura. Ma è solo un rumore, lo spavento di un attimo. Il cornino più a sud-ovest dell’UK è una terra di verde e pascoli, di sole e di persone gentili, dal carattere quasi italiano: scherzano, sorridono e hanno il dono dell’ospitalità. Basta una settimana. Una settimana on the road che inizia l’11 agosto a Rimini, volo Ryanair, destinazione Bristol. Due ore in aria. Poi, all’improvviso, la campagna inglese: verde sul verde, le mucche al pascolo, la quiete di un luogo fuori London.
Prima tappa: Bristol. Si noleggia un’automobile e, superato l’impatto mentale della guida al contrario, ci si dirige verso la città dei “cartoncini”. Doveva essere la tappa di atterraggio, ed invece si è rivelata una destinazione gradevole, con un centro storico di bell’impatto e una zona portuale (“docks”) viva e piena di locali dove cenare, divertirsi e osservare l’arte raccolta all’interno del museo Arnolfini.
Il 12 agosto è il giorno dedicato alla mystic history: Bristol-Avebury-Stonehenge-Bath-Bristol, un percorso che si compie in una giornata. Avebury è una sorpresa: molto meno famosa di Stonehenge e poco segnalata dai cartelli stradali, il più grande “cerchio di pietre” del mondo (ha un diametro di 472 metri) dona subito al viaggiatore una sensazione di quiete. Ci si impiega circa 40 minuti per ammirare Stonehenge. La prima impressione è che è più piccola di quanto una persona se la possa immaginare. Il sito è recintato (ma dalla rete metallica le magnifiche pietre si vedono benissimo: distano circa 30-40 metri). Dieci minuti di coda per entrare e i biglietti-omaggio per i giornalisti, poi si trattiene il respiro: le domande sono molte, i turisti – rispetto agli standard italiani – non troppi. La mistica costruzione accappona la pelle: sopra i megaliti, un cielo decisamente british. E il silenzio del tempo, che racconta – ossimoricamente – leggende di tribù lontane e di calendari precisi.
Bath è sulla via di ritorno, poco lontana da Bristol. La città ha un colpo d’occhio di grande impatto: attraversato il ponte sul fiume, si incontra la cattedrale e le terme romane. Tra le vie della città, un formicolare di turisti (quasi tutti inglesi) e di partite improvvisate a bocce. Le antiche terme sono visitabili (13 sterline), con successiva tappa al negozio.
Il giorno dopo ci si mete in viaggio verso la Cornovaglia propriamente detta. Da Bristol si imbocca l’autostrada (che in Inghilterra non si paga). Il primo paese è Tintagel (circa 220 km da Bristol), dove risiedono le rovine del Castello di Re Artù. L’attesa però è presto delusa: dell’antica fortezza si vedono solamente alcune mura, “rovinate” da un hotel kitsch e pacchiano a forma di castello, che taglia il panorama.
Newquay è invece la patria dei surfisti: il vento respira incessantemente, e i giovani imbracciano le tavole e parlano di come cavalcare le onde.
La mattina ci si rimette in automobile per visitare St. Ives, delizioso paesotto sul mare che vanta, tra i suoi più graditi concittadini, la sede distaccata della Tate Gallery di Londra. Il clima è quello dei luoghi di mare: barchette, turisti che pescano, persone che prendono il sole o mangiano un sand-wich di pesce.
Il traguardo si avvicina: Land’s End, la lingua di terra più ad ovest del Paese. Qui le scogliere scherzano con i prati verdi, e – superata una piccola “Disneyland” di indubbio gusto – si più ammirare la “prima e ultima casa del Regno Unito”, una “refreshment house” che strizza l’occhio all’oceano.
La costa meridionale della Cornovaglia inizia con una vista a St. Micheal’s Mount, la copia perfetta dell’isola di Saint Michel in Normandia: stesso gioco di maree, e in 2 minuti la strada ciottolosa che porta all’isola sprofonda sotto l’acqua. La costa sud offre però altre perle: Polperro, paese bianco di pescatori (forse il luogo più bello della Regione), Fowey, appoggiata sul mare come la lillipuziana Sidmouth. E per chi ama il mondo di Tim Burton, vicino a Plymouth fiorisce Antony House, la villa in cui il geniale regista ha girato la prima parte di “Alice in wonderland”. Sulla via del ritorno si incontrano Exeter e Glastonbury, la “Terra Santa dell’Inghilterra”: oltre il muro che delimita l’antica abbazia (un giardino incantevole in cui sono stati ritrovati i resti della tomba di Re Artù), un posto mistico sulle note della “summer of love”. Circa 40 minuti di automobile separano la città all’aeroporto di Bristol. Negli occhi, ancora tutto il verde delle tre regioni (Cornovaglia, Devon e Somerset) e quei pensieri che non si allontanano, perduti tra i megaliti di Stonehenge e l’odore di pesce che si respira a Polperro.

 

GUARDA LA FOTOGALLERY

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento