Home NotizieItalia La vendemmia 2010 sarà  buona Ma il consumo di vino è in calo

La vendemmia 2010 sarà  buona Ma il consumo di vino è in calo

da Redazione

Si va verso la vendemmia. E per l’associazione degli enologi è già possibile fare il punto della situazione sul nuovo vino che verrà imbottigliato. La vendemmia 2010 si preannuncia stabile, confermando i livelli del 2009 (45,5 mln di ettolitri di vino e mosti), con un calo della produzione nelle regioni centrali, Emilia-Romagna e Toscana (-5%) ma di buona qualità. Continua a scendere il consumo, vola l’export.

Le bizzarrie del clima non hanno compromesso la vendemmia che quest’anno, secondo le prime stime di Assoenologi, confermerà i livelli del 2009 attestandosi a 45,5 milioni di ettolitri tra vino e mosti. Proseguirà, invece, il trend a ribasso dei consumi interni, un processo avviato già da qualche anno, che nel 2009 ha portato a un consumo pro-capite di vino in Italia di appena 43 litri, contro i 45 del 2007 e i circa 120 litri degli anni Settanta. In pratica, spiega Assoenologi, si è passati a ”mezzo bicchiere a testa di vino contro i due bicchieri consumati negli anni Settanta”. E non è finita qui. Nel 2015, l’Organizzazione di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo stima ”un livello di consumo interno sotto la soglia dei 40 litri pro-capite, con un calo di circa il 70% rispetto agli anni Settanta”. Ma al crollo dei consumi interni viene in soccorso dei produttori italiani l’export. ”Già oggi oltre il 30% della produzione di vino viene esportato e non è da escludere – precisa il direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli – che entro il 2015 supereremo il 40% in quantità”. Più difficile, invece, è fare delle previsioni a lungo termine per l’introito in valore dall’export. Lo scorso anno, a causa della crisi, ad un incremento del 6,2% in volume era corrisposto un calo del 6,1% in valore: segno che i nostri produttori hanno preferito abbassare i prezzi pur di non perdere i mercati. ”Uno sforzo che sembra sia stato ripagato, visto che i primi cinque mesi del 2010 – rileva Martelli – fanno registrare un incremento delle vendite di vino italiano all’estero del 5% in volume e del 7,8% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Tornando alle stime della vendemmia annunciate da Assoenologi che, come di consueto, presenterà i dati definitivi a fine ottobre, la qualità, complessivamente buona, è però alquanto eterogenea, anche nell’ambito della stessa regione. Ma il verdetto finale dipenderà dal clima di settembre. ”Se le giornate saranno ricche di sole, scarse di pioggia e con buone escursioni termiche notturne, ci sono ancora tutte le premesse – precisa Martelli – per ottenere un grande millesimo”. Sul fronte quantitativo l’Italia risulta divisa in tre parti. Il Nord manifesta incrementi di produzione abbastanza omogenei che vanno dal 5% di Veneto e Friuli Venezia Giulia al 10% di Piemonte e Lombardia. In calo invece la produzione nelle regioni centrali (Emilia Romagna -5% e Toscana -10%) e nelle due grandi Isole (Sicilia -20% e Sardegna -15%), mentre nelle regioni meridionali si e’ registrato un incremento del 5% (Lazio, Abruzzo, Campania) con punte del 10% in Puglia. Il Veneto (8.585.000 ettolitri) si conferma per il quarto anno consecutivo la regione italiana più produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono 26.650.000 ettolitri, ossia quasi il 60% di tutto il vino italiano.

 

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