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Politica e fondazioni bancarie La replica di Tito Masi

da Redazione

Sulle recenti polemiche politiche in merito alle vicende del mondo bancario sammarinese interviene il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio San Marino – SUMS, Tito Masi, la cui figura è stata tirata in ballo da alcune forze di opposizione. Lo fa con una nota ufficiale, che pubblichiamo integralmente.

Non ho alcuna intenzione di entrare nel merito delle polemiche in corso fra partiti politici a proposito del mondo bancario. Considerato tuttavia che alcune forze politiche mi hanno fatto oggetto, personalmente e inaspettatamente, di accuse e sospetti del tutto privi di fondamento, come mio costume rispondo puntualmente.
Prima accusa: ho rilasciato un’intervista nel luglio 2010 a “Controluce”, periodico di Alleanza Popolare. Risposta: ho rilasciato interviste a tutti coloro che me lo hanno chiesto e sono disponibile a continuare a farlo nei confronti di tutti gli organi di stampa, compresi quelli dei partiti politici, di maggioranza e di opposizione, con i quali, fra l’altro, ho sempre mantenuto proficui rapporti, incontrando periodicamente i loro dirigenti per informarli doverosamente sull’attività svolta ed i problemi aperti. Dov’è lo scandalo?

Seconda accusa: sono stato nominato Presidente della Fondazione attraverso una spartizione di poltrone del Patto per San Marino. Risposta: la nomina del Presidente della Fondazione avviene, in applicazione della legge, ad opera del Consiglio Grande e Generale e quindi, inevitabilmente, è il frutto degli accordi che intervengono fra i partiti politici, come sempre è stato. Nell’occasione ricordo di aver ricevuto alcuni voti anche dai partiti di opposizione e, soprattutto, di aver ricevuto dagli stessi attestazioni di stima e di apprezzamento per la competenza e l’autonomia di giudizio da molti riconosciutami. Dov’è lo scandalo?

Terza accusa: ho interessi personali nel mondo bancario. Risposta: al pari di molti sammarinesi possiedo azioni della Banca Agricola Commerciale e della Banca di San Marino così come risulta dalla dichiarazione dei redditi che ho presentato in occasione delle ultime elezioni. Non vedo quale rilevanza ciò possa avere nelle trattative in corso per la cessione della quota di Unicredit. E quindi, ancora una volta, dov’è lo scandalo?
In Fondazione ed in Cassa di Risparmio stiamo tutti lavorando alacremente e siamo fortemente impegnati per fare uscire definitivamente la Banca dalle difficoltà in cui si è trovata a seguito delle vicende a tutti note e delle conseguenze dello scudo fiscale. Cassa di Risparmio è riuscita ad affrontare i diversi fronti di tensione dell’ultimo anno, ed in primo luogo quello della liquidità, ha chiuso un bilancio con apprezzabili risultati che hanno confermato la sua solidità patrimoniale, sta uscendo dalla crisi generata dall’affare Delta e da scelte molto discutibili operate in precedenza.
Tutto ciò è stato possibile anche grazie al sostegno dello Stato e di parte del sistema bancario, alla fiducia dei cittadini e della clientela, alla solidarietà di tutte le forze politiche, alla capacità della dirigenza e del personale della Cassa di affrontare le nuove ed impreviste sfide. Perché mettere ora in discussione il lavoro che è stato fatto e che è ancora in corso con polemiche pretestuose, con insinuazioni gratuite, come quelle concernenti presunti”giochi di bilancio”, “miracolistiche disponibilità finanziarie” o “inconfessabili trame di potere”, con attacchi addirittura farneticanti, come quello che ho letto oggi su un quotidiano? Come mai e proprio ora questa offensiva così violenta e irresponsabile nei confronti di Cassa di Risparmio?
Cassa di Risparmio è patrimonio comune dell’intero Paese e come tale deve essere salvaguardata.
Per quanto mi riguarda, sto facendo del mio meglio in questa direzione, nell’interesse esclusivo del nostro Paese, e sono a disposizione di tutti, e in particolare dei membri del Consiglio Grande e Generale e di tutti i gruppi consiliari, per rendere conto nelle sedi opportune di cosa stiamo facendo e delle motivazioni di ogni scelta e di ogni iniziativa, nessuna esclusa. Ciò che chiedo è di non trascinare la Banca in polemiche con finalità politiche, di riportare il legittimo confronto delle opinioni ad un indispensabile livello di correttezza e di responsabilità, di non dimenticare mai quell’attenzione particolare e quella cautela che richiede la trattazione di argomenti sensibili come quelli relativi alla vita ed all’attività delle banche.

c.s.

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