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Marco Arzilli: monitoriamo la crisi Bene la collaborazione con la GdF

da Redazione

Da San Marino Fixing oggi in edicola, intervista al Segretario di Stato all’Industria Marco Arzilli. Quale autunno attende le imprese sammarinesi? La morsa della crisi non si è ancora allentata e il rapporto con l’Italia continua a tenere banco. A partire dalla collaborazione innescata con la Guardia di Finanza, che ha portato già concreti benefici ad entrambe le parti in causa.

Di Loris Pironi

L’incertezza nei rapporti con l’Italia, l’esame del Moneyval incombente, la crisi che non molla la presa. Settembre è alle porte, quale futuro prossimo si devono aspettare le imprese sammarinesi? È la classica domanda dalle cento pistole, che rivolgiamo al Segretario di Stato all’Industria Marco Arzilli, al Meeting in qualità di relatore (è la prima volta per un Segretario di Stato sammarinese) al convegno andato in scena giovedì, intitolato “Innovazione: una sfida a 360°”.

Segretario, quale scenario si apre dopo la pausa estiva?

“Purtroppo la crisi economica non ha finito la sua azione e con questa dobbiamo continuare a fare i conti. E poi c’è il grande nodo legato alle difficoltà con l’Italia. È questo lo scenario che ci attende. Una cosa è certa: San Marino deve proseguire con il massimo impegno sulla strada della normalizzazione dei rapporti con Roma, per poter dare una mano alle nostre imprese. E posso assicurare che la manovra economica terrà conto anche del mondo imprenditoriale, per assicurare nuovi strumenti che permettano di continuare ad operare a San Marino, e per cercare di attirare nuovi investimenti”.

Dopo l’entrata in vigore del Decreto incentivi, e con la poca chiarezza con cui operatori e professionisti a tutt’oggi devono fare i conti, c’è una casistica delle imprese che hanno abbandonato realmente il Titano?

“Il nostro obiettivo è monitorare la situazione, e già lo stiamo facendo in collaborazione con la Camera di Commercio. Ma proprio per via dell’incertezza che stiamo attraversando non è possibile fare valutazioni in questo momento. Diciamo che si dovrà aspettare almeno il mese di ottobre per avere le prime certezze. Comunque sia faremo tutto il possibile per assistere le nostre aziende”.

Ma il fuggi fuggi paventato da alcuni media non c’è stato.

“No, San Marino è un posto sano per fare impresa, oggi più di ieri. E la nostra Repubblica continua a destare interesse, ad avere appeal. Certo, dobbiamo affrontare una grande sfida: quella di creare economia, senza ‘succhiare’ quella italiana”.

Certo che però, alla prova dei fatti, ci sono ancora problemi strutturali non da poco. Parliamo della burocrazia, per esempio.

“È vero. Stiamo lavorando alacremente in proposito, siamo sulla strada giusta ma c’è ancora parecchio lavoro da compiere per quello che riguarda la parte burocratica. L’obiettivo è ambizioso e ci stiamo impegnando”.

Si potranno vedere risultati concreti prima della fine della Legislatura?

“Secondo me sì. E poi non ci sono alternative: se vogliamo nuovi investimenti non può essere altrimenti”.

Al Meeting il suo intervento era riferito alla sfida dell’innovazione.

“Il titolo dell’incontro è il senso esatto di quello a cui San Marino aspira. Indipendentemente dal rapporto con l’Italia, dobbiamo puntare con decisione sulla ricerca e sull’innovazione. È fondamentale in questo momento, per far crescere le nostre imprese. Ed è una sfida che noi possiamo portare avanti. Guardiamo all’esempio del Quebec, in Canada: là hanno creato le condizioni affinché fare ricerca sia più competitivo che altrove. Un discorso che si lega al Parco Scientifico e Tecnologico, che voglio portare a casa a tutti i costi malgrado il rallentamento dovuto alle dimissioni del Ministro Scajola. C’è un ultimo concetto che mi preme, e riguarda la sinergia tra pubblico e privato: deve essere sempre più forte. Chi fa impresa a San Marino deve essere un partner, ma anche un punto di riferimento a cui guardare. Perché oggi più che mai, la nostra economia deve essere fatta di progetti e di obiettivi, da perseguire come Sistema Paese”.

E poi c’è la cronaca di questi giorni, che parla anche della collaborazione tra Italia e San Marino che sta portando frutti importanti.

“San Marino non intende essere un covo per gli evasori fiscali italiani. La nostra collaborazione con la GdF ha portato a recuperare 1 miliardo di euro dall’inizio dell’anno, e lo dico con estrema soddisfazione, perché è un vantaggio sia per l’Italia sia per noi. La linea della trasparenza è un dato di fatto”.

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