Home FixingFixing Diario della crisi del 27 agosto 2010

Diario della crisi del 27 agosto 2010

da Redazione

La crisi ribalta il mondo: i paesi che facevano dei bassi redditi uno dei loro punti di forza hanno scoperto che ne esiste un altro dove i lavoratori vengono pagati ancora meno: gli USA.

Di Saverio Mercadante


“Viste le difficoltà economiche, bisogna aver compassione degli americani e dar loro una mano”, ha affermato l’imprenditore indiano Bhasin. La crisi sta proprio rivoltando il mondo come un guanto: il sotto è sempre di più sopra. E i paesi che facevano dei bassi redditi uno dei loro punti di forza hanno scoperto che ne esiste un altro dove i lavoratori vengono pagati ancora meno: gli Stati Uniti. Negli ultimi due anni la fortissima disoccupazione negli USA ha provocato un netto taglio dei salari specialmente in settori come quello dei call center. Genpact, la più grande società indiana di outsourcing nei prossimi due anni assumerà in America 5 mila nuovi callcenteristi. Ma anche la società tecnologica indiana Wipro Technologies nello stesso periodo assumerà più della metà dei suoi dipendenti fuori dai confini dell’India, e possibilmente negli Usa. Sono gli effetti della crescita di un paese che di fatto non è stato toccato dalla crisi: nell’ultimo trimestre il Paese ha avuto un’avanzata economica più del doppio di quella americana con un incremento dell’8,6% e che certo non finirà quest’anno.
La disoccupazione rimane ancora il vero pilastro da ricostruire nelle economie dei cosiddetti paesi avanzati. L’incubo è sempre quello della ripresa senza lavoro, la presenza di una disoccupazione strutturale nel lungo periodo.

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