Home Tempo LiberoEventi Arzilli: “In innovazione il Titano investe meno dell’1% del Pil”

Arzilli: “In innovazione il Titano investe meno dell’1% del Pil”

da Redazione

Parterre du roi per la “prima” di San Marino al Meeting: dopo anni dedicati ai saluti istituzionali, è toccato al Segretario all’Industria Marco Arzilli il compito di relazionare sullo stato dell’arte dell’innovazione nella più antica Repubblica del mondo.

Di Alessandro Carli

 

Introdotti dal Presidente della Compagnia delle Opere Bernhard Scholz, i relatori (Marco Arzilli, Segretario di Stato all’Industria; Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea e commissario responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria; Giampiero Cantoni, senatore, presidente della Fondazione Fiera di Milano; Sergio Dompè, presidente di Farmindustria; Giuseppe Orsi, amministratore delegato di AgustaWestland) hanno fatto il punto su “Innovazione: una sfida a 360°”. E se Scholz ha evidenziato che “negli ultimi anni solo due Stati europei hanno avuto un saldo positivo nelle esportazioni, l’Italia e la Germania. Esportazione significa innovazione perché senza prodotti nuovi non si vende all’estero. Eppure nelle classifiche sull’innovazione l’Italia non appare certamente ai primi posti”, Giuseppe Orsi ha raccontato l’esperienza di AgustaWestland. I segreti della sua azienda vanni ricercati in tre parole-chiave: professionalità, passione e cuore, aggiungendo, con un pizzico di motivato orgoglio, che la Casa Bianca utilizza un elicottero dell’azienda lombarda. “Innovazione – ha concluso l’ad – è pensare al futuro prima dei concorrenti e per questo vi investiamo il venti per cento. Dei 14mila dipendenti 2.500 sono ingegneri. Il livello di selezione è molto alto, ma una volta assunti diamo un posto di lavoro appetibile”. Con voce brillante e un’esposizione impeccabile, Sergio Dompè ha messo in evidenza l’importanza della ricerca nel settore farmaceutico che, per stessa ammissione del Presidente, “non viene effettuata all’interno dell’azienda. E’ stata creata ad hoc una Rete nella quale piccole e grandi collaborano”. Partendo dall’importanza del progetto legato al Parco scientifico e tecnologico, Marco Arzilli ha scattato una fotografia dettagliata della necessità di innovazione sul Monte: “Il Titano ha bisogno di innovazione” ha esordito, ammettendo che nella Repubblica “l’investimento nell’innovazione è davvero minimo. In questo settore investiamo meno dell’1% del Pil. Credo che l’innovazione sia la base dello sviluppo economico. Per affrontare le sfide del mercato, stiamo lavorando su una sinergia tra pubblico e privato, ma credo che sia necessario anche investire nella formazione e nei giovani al fine di creare una nuova classe imprenditoriale. Investire in questi due settori significa sopravvivere”. Per il Segretario, il Parco scientifico e tecnologico potrebbe rappresentare un volano per il Paese: “La creazione di una sinergia con il circondario, ovvero l’Italia, può aprire nuovi scenari. Il Parco, di fatto, può abbassare i costi della ricerca e trasformarsi in un modello di sviluppo”. Per essere competitivi si deve scommettere non sulla quantità, come nei Paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ma sulla qualità e l’innovazione. Così Antonio Tajani, che ha aggiunto che la R&S “non deve riguardare solo le grandi aziende ma anche le piccole e medie imprese. L’’Europa però sta viaggiando a marce ridotte. “Il nuovo documento di programmazione, che uscirà fra non molto, parla di raggiungere il 3 per cento del Pil in ricerca entro dieci anni” Il senatore Giampiero Cantoni ha trattato il delicato rapporto tra innovazione e finanza: “Spetta alle autorità fare le regole e vigilare. Quando la globalizzazione finanziaria non era regolamentata, poche migliaia di ricchi disonesti hanno riversato danni su milioni di risparmiatori in tutto il mondo”. Essenziale è quindi la governance dell’innovazione finanziaria, così come la conoscenza che si ottiene da diversi formatori: la famiglia, la scuola, l’università.

Forse potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento